È arrivato il professorone.

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razzista3

Ne sono state dette di tutti i colori, sulla strage di animali pucciosi dell’Oasi (sic) di Spinea. Vi siete letteralmente scatenati, tra auspici di morti dolorose ai presunti autori umani del gesto ad arrampicate spericolate sugli specchi per gridare con forza al complotto quando si è scoperto che i responsabili del gesto sono state delle volpi, che l’Oasi in questione non è una Onlus come viene millantato, che ha un codice fiscale che cambia dai biglietti da visita alla pagina facebook, che il gestore ha simpatie di estrema destra e, nel suo lavoro di autista, tratta in maniera differente italiani ed extracomunitari, eccetera. Tutte cose già scritte, che non mi prendo nemmeno la briga di linkare perché ormai sono trite, e infatti il punto della mia riflessione di oggi non è la mattanza di Spinea, ma la userò come esempio, per cercare di capire il modo in cui ci si divide tra chi ragiona di pancia e chi col cervello, e per questo tralascerò in toto le motivazioni di chi ha aperto questa associazione con poca chiarezza sui fini della stessa e senza preoccuparsi di rispettare le più elementari norme di sicurezza o regolamentare anche minimamente la riproduzione degli animali ospiti della struttura.


In molti, il giorno dopo il fattaccio, hanno gridato alla crudeltà dell’essere umano, ed i più infervorati, da amanti dell’occhio per occhio, hanno invocato punizioni corporali e morti dolorose estese a parenti, amici e conoscenti di chiunque avesse osato massacrare in maniera tanto inumana degli animali indifesi. Chi ha osato ipotizzare che un atto del genere fosse effettivamente inumano, e cioè riconducibile ad animali come faine o volpi, è stato ridotto al silenzio con sdegno, poiché tutti sanno che le volpi vestono di verde, tirano con l’arco e rubano ai ricchi per dare ai poveri, come insegna il famoso etologo Walt Disney, e che al massimo mangiano l’uva, se e quando ci arrivano.
Ma il peggio è arrivato quando l’Istituto Zooprofilattico della zona ha confermato che sì, gli autori del crimine erano proprio delle volpi. Complotto!, hanno berciato tutti, Gli animali uccidono solo per fame!, proseguivano, incapaci di dare una lettura del mondo animale che non fosse, appunto, disneyana e sorprendentemente antropocentrica, per persone che si dichiarano spesso antispeciste. E quando qualcuno si è preso la briga di controllare le abitudini di caccia della volpe, scoprendo che uccidono in maniera efferata, che spesso fanno raid per insegnare le tecniche ai cuccioli, che molte volte sono eccitate dall’odore del sangue ed uccidono proprio per il gusto di farlo, che tutte le modalità, comprese lo schiacciare la preda, sono compatibili con quanto avvenuto a Spinea, la voce che si è levata quasi unanime ha decretato È arrivato il professorone!, o anche Adesso siete tutti esperti di volpi!.
No, care le mie testine di razzo (era tanto che non lo scrivevo, e ancora una volta ho proprio scritto razzo), non siamo esperti. Ma facciamo una piccola cosa prima di sparare sentenze, quella che voi, che ragionate col cul con la pancia e non col cervello, non fate: ci informiamo.
E se siete tanto stupidi da sentirvi colpiti sul vivo quando vi si dà torto e non sapete reagire se non attaccando, provate a contare fino a dieci prima di sparare sentenze affrettate e magari, un’altra volta, provate ad informarvi, prima. Ci risparmierete di mandarvi a fanculo, poi.

[E.P.]

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4 comments

  1. “poiché tutti sanno che le volpi vestono di verde, tirano con l’arco e rubano ai ricchi per dare ai poveri, come insegna il famoso etologo Walt Disney, e che al massimo mangiano l’uva, se e quando ci arrivano.”
    poesia

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