La dolcezza dell’infierire

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Una malcelata incazzatura firmata da Costanza Baldi

Avevo giurato di non scrivere nulla. L’avevo promesso a me stessa, al mio fegato, al mio amor proprio. Ma la quantità di schifo che sta ruotando intorno a un essere umano arso vivo aumenta esponenzialmente come il mio disgusto verso una fetta sempre più ampia di popolazione. Che inizia coi commenti di chi lo conosceva: “è un bravo ragazzo, la nonna viene sempre in chiesa…”
Già, come se il seme del male fosse riconoscibile da uno sfregio in faccia o da una voglia o da un tratto somatico particolare, come nei gialli di infima categoria.
Come se fosse lui la vittima perchè oh, insomma, è un bravo ragazzo.

Certo, ha solo qualche problema. Come a scuola. “È intelligente ma ha problemi relazionali”. Poi tutto il tam tam su chi ha visto la ragazza chiedere aiuto. Io sostengo che nessuno può sapere come reagirà in situazioni di potenziale pericolo e stressanti, ma lavorando in ospedale ho visto genitori fuggire di fronte alla malattia del figlio e persone che si son sempre dichiarate pavide, tirar fuori il coraggio di un esercito. Non so io come avrei reagito. Forse mi sarei fermata. Forse no e il rimorso mi avrebbe lacerata a vita. Ma una cosa la so: avrei preso il mio cazzo di cellulare e avrei chiamato i Carabinieri.
“C’è una ragazza che urla in mezzo alla strada in via XYZ.” Stop.
Ma non spendo più di tante parole su questo aspetto, che ne abbiamo già parlato. Ma ecco, arriviamo al lato peggiore, al lato del liquame dove abbiamo lo schifo umano che addita la ragazza come “cagna”, “troia”, “che cazzo ci faceva alle 3 in giro”, “doveva capirlo che tipo era”, “tipica ragazza che molla il ragazzo innamorato per un altro”, “è colpa sua che l’ha fatto impazzire”. Scusate se non vi posto gli screen, ma basta fare un giro su qualche giornale online o su pagine “umoristiche” presenti su Facebook.
E porca madonna, non capisco se si tratta solo di rincoglioniti con le arterie cerebrali ateromatose di sperma o umori vaginali stagnanti per le scopate mancate, o di leoni da tastiera con una rabbia repressa che a confronto Hulk è Ghandi, oppure solo inguaribilmente imbecilli.
Ecco, se siete rientrate nella categoria vi auguro di provare il terrore di esser presi per il collo dalla persona che amavate, di sentire il suo pugno arrivarvi nello stomaco e tagliarvi in due le viscere. Sentire il dorso della sua mano abbattersi sul vostro volto e sentire la vostra bocca riempirsi di sangue. Sentire l’odore acre dell’alcool addosso. Sentirvi un coniglio in trappola, gli occhi dilatati dalla paura, il respiro mozzo vuoi dai colpi, vuoi per l’incapacità di ragionare. E chiedervi cosa avete sbagliato, cosa avete fatto per meritarvi questo. Di chiedere pietà, a chi è irrilevante, ma di trovarvi intorno muri di indifferenza, sospetto, insulti. Muri di “cagna”, “te la sei cercata”, “colpa tua”.
E vi auguro di trovare qualcuno che blocchi la mano che vi colpisce, e che vi salvi la vita. Perché di Sara ce ne sono già state fin troppe.

[C.B.]

PS: stavolta era una ragazza, e la morale 2.0 ha colpito così. Fosse stato un ragazzo, sarebbe successo qualcosa di diverso, ma in qualche modo analogo. Uomo, donna, gay o etero, non cambia la sostanza. Era un essere umano.

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3 comments

  1. sappiamo bene tutti credo che se a morire fosse stato un ragazzo a nessuno sarebbe fregato nulla é inutile fare finta che non sia cosí.la vita di una Donna nel 2016 Vale molto piú di quella di un ragazzo

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