Papa Francesco e l’amore per i bambini.

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anovantagradi

Ve lo ricordate Don Inzoli? Quello che, accusato di pedofilia, partecipò al convegno sulla famiglia della Regione Lombardia; in quell’occasione venne salutato calorosamente da Maroni, a sua insaputa. Ecco, oggi il processo al prete pedofilo si è concluso.

Quattro anni e nove mesi. “Mi piacciono di qualche anno più grandi”, ha dichiarato Don Inzoli prima di capire che quella era la pena e non l’età del figlio del giudice. Una pena che anche considerando il rito abbreviato e il precedente risarcimento che il prete ha versato alle vittime, appare decisamente clemente rispetto al reato: otto episodi di molestie, che si sommano ai quindici caduti in prescrizione (anche su questa cosa che le violenze sessuali cadono in prescrizione ci sarebbe da discutere, ma vabé).

D’altra parte, di “clemenza” ne era già arrivata un sacco, e non solo da parte dello Stato. Papa Ratzy aveva ridotto Inzoli allo stato laicale, ma Papa Francesco, il Papa Dellaggente™, quello della lotta senza quartiere alla pedofilia che sta rivoluzionando la chiesa e sta conducendo una battaglia spietata contro gli abusi su minori da parte di prelati, lo ha despretato nel 2014, reintroducendolo fra le fila dei soldati di cristo e “condannandolo” a una severissima vita di preghiera. “Riprenditi la tonaca, ma stai buono qui finché non si calmano le acque“.

Non sarà un po’ troppo, Francé?

Ma questo è il meno. La santa sede, nel 2015, decise di secretare gli atti che riguardavano Don Inzoli in vista del processo. Perché insomma, va bene la lotta senza quartiere, ma non esageriamo, che poi se s’inizia a collaborare con le autorità quelle ci prendono l’abitudine, mica vorremo che ‘sti scandali vengano davvero fuori tutti, no?

Che papa rivoluzionario! Che bontà! Quanta pietà nei confronti di un peccatore!

Nei confronti dei bambini toccati e molestati da Inzoli meno, ma vabé, una cosa per volta.

Oh, amici cattolici, meno male che c’è il vostro papa rivoluzionario! Siete fieri di lui, vero? Siete fieri di adorare alla follia questo papa così moderno, tanto moderno da riabilitare e coprire le vomitevoli fregole di un vecchio bavoso che palpeggiava, accarezzava e baciava in bocca bambini di neanche dodici anni?

Non dite niente? Vi capisco, dopo tutto la quieta rassegnazione a farvelo mettere nel culo è la vostra vocazione naturale. Ma non v’incazzate quando vi dico che mi fate schifo al cazzo, sbandierando la “libertà di culto” e trincerandovi dietro la frase “non siamo tutti così”: non siete tutti così, forse, ma a stare zitti su certi argomenti, sempre e comunque, siete bravissimi tutti.

Amen, pezzi di merda.

[B.K.]

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3 comments

  1. Io qualcosa lo dico: la mia fede non mi impedisce di essere razionale nel mondo reale e capire che elementi come Inzoli di CRISTIANO o RELIGIOSO non hanno niente, ma usano la mia fede per i loro porci comodi e la cosa non mi va affatto bene.

    Che questi “uomini di fede” siano esseri infami e che compiono i loro misfatti in nome della mia religione mi INDIGNA e DISGUSTA, come chi li ha coperti negli anni, ma mi sento di dissentire su una cosa: non si può continuare a dire che la Chiesa non stia facendo NULLA attualmente…. gli ultimi 15 anni sono stati forse i più attivi e pieni di condanne penali e riduzioni allo stato laicale rispetto a TUTTO IL SECOLO SCORSO, come il fatto che le norme per punire i pedofili e chi le copre siano state irrigidite (si potrebbe fare meglio? CERTO CHE SI’).

    Sarebbe invece da capire se la secretazione degli atti sia solo perché nella vicenda ci sono aspetti del lavoro di Inzoli che potrebbero rivelare dati sensibili su CL o se secretandoli si vole evitare la classica fuoriuscita di dati come intercettazioni o altri dettagli, ma la cosa più importante é: tale secretazione impedisce l’esecuzione della condanna? Sì? No?

    Sarò strano io forse, ma credo che Fede e vita REALE siano separabili e possano addirittura convivere, non siamo tutti dei bacchettoni retrogradi e ignoranti che viviamo per giudicare gli altri, per fortuna

      1. la chiesa è fatta di uomini, gli uomini commettono errori e la reinterpretano in maniera sbagliata la fede a volte.

        Sono cattolico, ma come detto, ho un cervello per capire quando la Chiesa non parla a mio nome o non si esprime (o meglio quando NON si dovrebbe esprime) nei principi che dovrebbero accompagnarla, che non sono senz’altro odio e pregiudizio

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