Erba tagliata male.

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anovantagradi

In questi giorni si sta discutendo, di nuovo, di legalizzazione, soprattutto a causa della proposta di legge che dovebbe arrivare il 25 luglio in Parlamento. E proprio mentre gironzolavo per il web alla ricerca di notizie mi è capitato di leggere un articolo spassosissimo sulla cannabis. L’articolo proviene dal sito “vitanelbenessere.it”, e lo trovate per intero qui. S’intitola “FARSI LE CANNE, ECCO PERCHE’ E’ PERICOLOSO” ed è stato pubblicato subito dopo l’articolo “METTERE GLI ACCENTI ALLE MAIUSCOLE, UN’ARTE SCONOSCIUTA”.

Ma, ovviamente, non è certo il titolo il problema maggiore. Vediamo i passaggi fondamentali dell’articolo, fino alla sua esilarante conclusione.

“Fumare è ormai un vizio di molte persone, per una buona parte di giovani soprattutto va di moda farsi le canne.
Si esce con gli amici, ci si vuole divertire un pò e quale cosa migliore di una sigaretta? (pensano). Magari parlassimo del tabacco, ma sei sicuro che utilizzano solo quello?”

Goodbye, congiuntivo.

Dopo un confuso pippotto semi-colloquiale in cui l’arguto blogger parla fra sé e sé simulando il dialogo fra un drogato e Giovanardi, si passa alle “gravi conseguenze del fumare le canne”. Cosa fa, dunque, questa famigerata canna?

Causa danni superiori rispetto alla sigaretta.

E fin qui, boh, si potrebbe discutere (danni a cosa? in che quantità?), ma direi che almeno questa possiamo darla quasi per buona.

Ti fa sentire in alto per breve tempo, per poi sprofondare nel nulla e sentirti abbattuto.

In che senso? Che è, una traduzione con google translate di “high”? Cosa vuol dire “sprofondare nel nulla”, che allo svanire dell’effetto sparisci? Praticamente sei Patrick Swayze in Ghost. Passi da farti Demi Moore a sparire in un raggio di luce. Maledetta droga.

E’ causa di paura, ansia, depressione.

Non la starai confondendo con la religione?

Rende asociali: prima o poi ti ritroverai solo, non esisteranno più fidanzati/e, amici.

Soffermiamoci un secondo a immaginare come il blogger vede uno che si fa le canne: nascosto nella sua stanzetta, in un angolino, da solo. Un po’ come lui quando fa sesso. Ehi, guarda che di solito chi fuma lo fa in compagnia. E si fa anche delle grassissime risate.

Più ne fumi più non ne puoi fare a meno.

Momento. Certo, il THC può dare dipendenza. Esattamente come l’alcool e il tabacco, ma anche come il cioccolato e il moment. Ma “non ne puoi fare a meno” è un filino esagerata, come descrizione. L’unica persona che ho visto gironzolare senza pace in cerca di una canna è Fiabeschi. E pure lui, alla fine, lascia perdere e propende per altro.

Ti porta alla distruzione, molto spesso alla morte.

Eh? Farsi le canne? Mi sa che la Fini-Giovanardi ha fatto più danni di molte altre cose. Per esempio, delle canne. Se le canne ti portano alla distruzione e alla morte, allora che ti fa l’eroina? Una mattina ti svegli e sei diventato leghista?

Dopo quest’apocalittica serie di vaccate, l’arguto bloggersi si produce in un predicozzo geniale, geniale perché basato interamente sulle vaccate che ha appena detto.

Da quando si muore per il Divertimento? Forse sono io che non conosco il significato del termine, oppure i ragazzi fanno finta di non capirlo?

No, è più probabile che tu non abbia la più pallida idea di cosa stai dicendo.

L’arguto blogger prosegue tirando in ballo comunità, psicologi, neurologi e compagnia bella, così, un po’ a caso. Ora, di studi sulla marijuana, contando che il THC viene utilizzato anche per fare farmaci, ce ne sono parecchi, e non è questa la sede per discuterne. Farò un brevissimo riassunto, posto che per informarsi l’unico modo è leggersi gli studi (o qualche articolo scritto da divulgatori seri, quindi non noi). Parlando solo dei rischi, più o meno l’opinione diffusa in campo medico è che la marijuana causa dipendenza, ma lo fa circa in un caso su dieci fra i consumatori che fumano ogni giorno. Ora, se assumi qualsiasi cosa su base quotidiana, grazie al cazzo che ti dà dipendenza. Mai sentito parlare del caffè? Assumere regolarmente THC ha conseguenze negative, esattamente come assumere continuativamente qualsiasi sostanza psicoattiva, ma non ci sono dati che confermino la teoria per cui “se fumi le canne poi passi ad altro”, e l’overdose da marijuana non esiste. A differenza, per dire, dell’alcool. Ovviamente fumare aumenta il rischio di malattie cardiovascolari ed è pericoloso guidare dopo aver fumato (l’ho già detto, “e grazie al cazzo”?), ma da qui a dire che le canne ti portano alla distruzione e alla morte direi che ce ne passa.

Leggendo gli studi sull’argomento, emerge una realtà che potrebbe shockare i più sensibili: la marijuana, come quasi tutto, può avere effetti positivi o negativi a seconda di quanta cazzo ne assumi e per quanto tempo. Sia demonizzarla completamente che glorificarla ad ogni costo non è solo stupido: è banalmente propagandare falsità.

Ma torniamo a noi: l’arguto blogger, a seguito del suo fantasioso articolo, viene sommerso d’insulti e di accuse di dire stronzate. Invece di dire “scusate, ho fatto una cazzata”, decide di metterci una pezza, scrivendo (a caratteri cubitali e in maiuscolo) una chiosa che è peggio dell’articolo:

In questo articolo è trattato solamente il lato negativo del fumare la canna.

Sappiamo che la cannabis (naturale) non produce danni maggiori della sigarette, ne è causa di morte. Purtroppo oggi, esistono tante di quelle schifezze, che unite al tabacco, sono spesso motivi di morte e prendono il famoso nome di “Canna”. Basta ad esempio pensare agli ultimi episodi di morti a causa di erba mal tagliata.

pertanto, considerando queste sostanze diffuse tra i giovani, quanto sopra riportato risulta vero.

Lasciando perdere il primo capoverso, che vabé, è semplicemente un’ammissione di faziosità, la seconda e la terza frase sono banalmente in contraddizione fra loro, ed evidenziano un’assoluta ignoranza riguardo a cosa sia una canna. Si passa poi all’ilare “erba mal tagliata”, che al limite è quello che succede quando io, che sono inabile, decido di falciare il prato. O forse l’arguto blogger si riferisce ai cannabinoidi sintetici (non farmaceutici) come Spice e K2, che con la cannabis c’entrano davvero poco. Più che al fumare le canne, come attività si avvicina allo sniffare la colla o a altre droghe sintetiche, sia come effetti che come effetti collaterali. Ma purtroppo non ci è dato sapere cosa intenda l’arguto blogger,  perché la confusione nella sua testa sovrasta ampiamente la mia capacità di comprensione.

Ma il capolavoro arriva alla fine. “Pertanto, considerando queste sostanze diffuse tra i giovani, quanto sopra riportato risulta vero.”

Arguto blogger, sai quando qualcosa risulta vero? Quando è vero. Dire che è vero non lo rende tale, se è falso. Smettila di stuprare la congiunzione “pertanto”, che conferisce valore deduttivo-conclusivo a una frase rispetto a quanto detto in precedenza: per usarla, dev’esserci un nesso causale fra la prima frase e la seconda.

“Le canne uccidono”? No. Fine del discorso.

Dunque, arguto blogger, sarò in malafede io, e non so cosa ti eri proposto di fare quando hai aperto un sito col pomposo nome di “Vita Nel Benessere”, ma il sospetto che tu voglia solo propagandare mezze bufale che fanno leva sulla paura della gente e vivere una “vita nel benessere” grazie ad articoli intrisi di cazzate presentati con titoli fuorvianti*, un po’ viene.

Senza offesa, eh, ma considerando queste cazzate diffuse nei tuoi post, quanto sopra riportato risulta vero.

[B.K.]

* ma chi ti credi di essere, Beppe Grillo?

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4 comments

    1. A onor del vero l’ha scovato la mia compagna.
      Guarda, l’avrei pure ignorato, ma lo stupro di “pertanto” alla fine dell’articolo m’ha fatto salire il sangue al cervello*.
      Ed era un modo almeno vagamente simpatico per ritirare fuori l’argomento in vista della discussione della legge sulla cannabis.

      * o quel che ne rimane

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