Domande comode, verità scomode

Noemi pubblica una foto coi negri, le commentano “da chi lo pigli ‘sta sera?”.

Lo so, a questo punto sarete già lì tutti indignati con il sottoscritto urlando contro lo schermo: MA CHI CAZZO È NOEMI?!?

Ma infatti.

Attualmente fermiamoci al fatto che si tratta di una persona che voleva, dall’alto della propria fama, utilizzare la propria immagine per promuovere un’idea di tolleranza e di contrasto al razzismo dilagante.

Noemi Negri

Un’idea nemmeno troppo peregrina, se solo avesse tenuto conto della causa e non dell’effetto: il razzismo non è che una delle foglie dell’albero dell’ignorante stupidità. E pubblicare su Facebook una foto coi negri fisicati in mutande vi garantisco che non “colpisce il problema alla radice”.

Suona più come tentare di difendere uno sfigato dai giovani bulli urlando “Lasciatelo stare, non è che perché uno soffre d’incontinenza urinaria e la sera indossa i vestiti della madre deve essere preso in giro!”.

Ecco, non basta conoscere il problema, ammesso che lo si conosca, ci vuole un minimo di attenzione nel modo in cui si tratta, un minimo di conoscenza dell’ambiente, dei destinatari del messaggio e della finalità dello stesso.

Tradotto: Noe’, ma che cazzo t’aspettavi?

Ovviamente alla sua didascalia della foto, una frase da pischella appena accannata,

Noemi negretti

le risposte non si sono fatte attendere:

noemi negrozzi

Noemi cani negri

noemi cani cegri 2

noemi cani negri 3

ovviamente intervallate dai notevolissimi interventi sui fatti di Fermo:

Noemi Zumbò

Il tutto infarcito, anzi dominato, da risposte incentrate sull’idiozia generale, un qualcosa che esplode da ogni espressione di pensiero pur solo apparentemente impegnato così come mille schegge esplodono da una granata. Sangue e cadaveri di neuroni da ogni parte, chi si strappa i capelli per il proprio idolo, chi sale sul piedistallo per mostrare con fierezza il proprio ritardo, chi fa partire una polemica sull’arbitraggio degli europei, chi SVEGLIA!!!1!!111! e così via, una mandria di potenziali assassini esaltati pronti a intervenire a qualsiasi costo, alimentando a buon ragione la tesi che chi pubblichi post del genere lo faccia solo per aumentare vertiginosamente like, condivisioni e contatti della propria pagina. Un po’ come quando noi scorreggiamo per iscritto, ma senza un cazzo da ridere.

In questo contesto alla fine, il commento più eticamente, razionalmente ed evolutivamente valido sembra essere l’unico rimosso dalla pagina:

“DA CHI LO PRENDI STASERA?”

a cui Noemi (chi per lei) ha risposto piccata:

“Sicuramente non da te.”

Ecco, era tutto qui quello che c’interessava, ancor più del sapere Noemi chi cazzo sia. Ed è tutto quello che chiunque abbia in mente di “combattere il razzismo postando negri fisicati in mutande” ha bisogno di sapere, prima di iniziare la lotta.

Perché il problema lo creano due tipi di persone: quelle che ci fanno e quelle che ci sono. E sono piuttosto convinto che, una volta giunto il danno, l’importanza di quale delle due categorie sia stata a causarlo sia davvero marginale.

È il motivo per cui quel fai da te che va tanto di moda adesso non solo fa schifo al cazzo, come sostiene il mio spirito critico, ma è un effettivo pericolo in ogni fottuto campo, dalla medicina alla politica, dall’alimentazione all’opinione ad minchiam.

Con difensori della causa del genere, Mandela si sarebbe rinchiuso da sé, per non peggiorare la situazione, qualche altro anno.

spirito critico originale

Dal meraviglioso Fumetti disegnati peggio.

 

[D.C.]

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