La Cicciotteria

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Grasso è bello.

Se devi mangiarlo.

Dopo gli attacchi alle modelle sovrappeso, le polemiche per le atlete olimpiche in forma non atletica e le dichiarazioni di cattivo gusto di qualche giornalista talmente scrauso che non potrebbe scrivere “scrauso” neanche sui paperi, arriva la reazione uguale ed opposta delle autorità morali dalla rete.

Ad esempio c’è Saviano che mi dà del maleducato perché ho accettato i moderni canoni di bellezza, e per moderni intendo tipo da quando non siamo più soggetti a carestie, da quando avere un partner “in salute” non significhi “che dimostri di poter accumulare più calorie possibile”. Secondo Saviano l’estetica “moderna” me la sono lasciata inculcare dalle case di moda infami, che peggio di una commessa scazzata vogliono convincerci che il vestito vada bene, siamo noi ad essere malformati. Indipendentemente dalla terza tetta che mi porto dietro.

È chiaro che il gusto estetico, un po’ come il palato, possa essere educato, ma perché mai dovremmo cambiare l’attuale per andare incontro ad una forma meno sana? Proprio negli anni in cui l’obesità diventa una patologia statisticamente importante già dall’infanzia, andiamo non solo ad indulgere, ma a valorizzare il grasso in eccesso?

Intendiamoci, Robe’, se sei con me nell’opera di promozione della riduzione demografica, siamo d’accordo, con il bonus che se tutti si pigliano le ciccione ci rimane qualche speranza di beccare una bella topina, ma se davvero mi stai facendo una cazziata estetica, almeno scegli un elemento meno determinante da un punto di vista sanitario, che so, dì che i media hanno rotto il cazzo a proporre tutte ‘ste modelle senza il naso piatto, o con gli occhi troppo distanti. Dai, vuoi mettere? Tutti a caccia di tipe e tipi con gli occhi vicini vicini. Beccati questa Lombroso dei miei stivali!

Possiamo poi parlare di bullismo nei confronti dei grassi, ‘na roba brutta, la maleducazione, quella vera, l’aggressione. Ma pure far finta che vada bene bene, potrebbe non essere la scelta migliore. Cioè, se uno due parole le dicesse a riguardo non sarebbe male, magari meglio il pediatra o il medico piuttosto che un passante per strada. Intendiamoci, se cominciano ad andare di moda i ciccioni io ci vado di lusso, e per i vent’anni di vita che mi rimangono prima di farmi scoppiare le arterie, me la spasserei alla grande.
Ma far passare l’idea che “grasso è bello”, be’, mi pare una mezza puttanata. Grasso può piacere, e ottimo, ma grasso “deve” piacere sennò siete schiavi delle case di moda… a Robe’, fattelo dire da un Bastian contrario de ‘stocazzo: no.

Ovviamente il buon Robertino nostro non è l’unico a guidare la rivolta del grasso, spesso accompagnata da validissimi discorsi sul rispetto o sulla figura femminile in particolare, e i suoi alfieri sono altrettanto validissime persone, che però, nella buona intenzione, allargano il proprio intervento fino a sconfinare nella sconvenienza (per gli individui che non sono io, che per me magari dessero tutti retta a ‘ste chiacchiere).

Chiamare un cicciottello “cicciottello”, non è un’eresia, è un dato di fatto. Tanto più che un cicciottello in linea di massima lo è per scelta, quindi non dovrebbe “sentirsi offeso”, e se non è convinto della propria forma, dovrebbe dimagrire, ingrassare o seguire un corso di autostima, alla pari di qualcuno che venga criticato per il taglio di capelli, per i tatuaggi o per il vestiario. La critica non si può evitare, ma la si può rendere inoffensiva.
Se continuiamo a difendere i grassi come fossero dei ritardati, non credo che le cose miglioreranno. Potrebbe essere più efficace smettere di scandalizzarsi fino semplicemente a far svanire l’effetto delle offese, fino a non farle più apparire come tali, altrimenti stiamo solo offrendo un trampolino di lancio ai male intenzionati, creando una sensibilità utile solo ad essere colpita. Ci vuole solo consapevolezza, il resto sono scelte.

Vogliamo rompere il cazzo davvero per tutto? Tra l’altro, proprio riguardo le olimpiadi, il fatto che si parli molto dell’aspetto fisico degli atleti può risultare sicuramente infantile, fastidioso e ossessivo, ma è pur vero che gli atleti sono lì come campioni dei limiti del genere umano, come rappresentazione del perfezionamento della macchina umana. In questo contesto, che si guardi con una curiosità quasi morbosa ai loro corpi, non è nemmeno un’assurdità totale. A questo la malizia sessuale la metto come omaggio, natura nemmeno troppo perversa dell’umanità stessa.

Quindi, ricapitolando:

  • Insistere per il rispetto della persona: sì.
  • Non rispettare i gusti estetici: no.
  • Imparare a scegliere e ad accettare le proprie scelte: sì.
  • Censurare la critica: no.
  • Valorizzare la critica di qualità rispetto a quella sterile: sì.
  • Rompere meno il cazzo: tutti.

[D.C.]

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