Sensibilizzare: una guida rapida.

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Come ogni anno, arrivano puntuali le foto a caso, ma rigorosamente in bianco e nero, scattate da donne a caso (o, sporadicamente, da qualche uomo a caso) “per sensibilizzare sul tema dei tumori al seno”.

Evidentemente, come spesso accade, sfuggono piccoli dettagli riguardo a quella meravigliosa entità conosciuta come realtà, tanto che qualcuno – assolutamente in buona fede, ci mancherebbe – scivola lentamente in enormi, ma drammaticamente futili, seghe mentali.

Da qui la mia idea di redigere un brevissimo prontuario che indichi chiaramente cosa è utile e cosa non serve a un cazzo al fine di sensibilizzare il resto del mondo sull’argomento.

Ecco una breve e non esaustiva lista di quello che, indirettamente o direttamente, può aiutare a sensibilizzare o informare sul cancro o addirittura sostenere attivamente la lotta ai tumori al seno in maniera concreta.

  1. Fare una donazione all’Associazione Italiana per Ricerca sul Cancro. Si può donare qualsiasi cifra, ci vuole un secondo. E l’AIRC è un’associazione famosa, riconosciuta, il cui sito spiega per filo e per segno dove vanno i soldi ricevuti dalle donazioni.
  2. Postare una foto della prenotazione di una vostra visita senologica insieme a un link con tutte le informazioni sui vari esami atti a prevenire i tumori al seno (dall’autopalpazione alla mammografia).
  3. Donare il proprio 5×1000 alla ricerca sui tumori al seno alla lega tumori o all’AIRC, o a altri enti riconosciuti.
  4. Donare una ciocca di capelli, per esempio tramite il progetto “Un Angelo per Capello”. Molte persone ammalate vorrebbero una parrucca, ma non tutte possono permettersela. Questo è un gesto che non costa nulla ma che può significare molto per qualcuno.
  5. Fare volontariato in qualche associazione che si occupa di ricerca e divulgazione scientifica sul cancro o sostenerne l’attività partecipando o comunicando l’esistenza degli eventi di prevenzione, come la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica o la Campagna Nastro Rosa.

Brev(issim)a lista di cose che potreste fare per sensibilizzare sui tumori al seno in modo che quello che fate non serva a un cazzo:

  1. Postare foto (anche in bianco e nero, davvero, non cambia nulla).
  2. Postare testi strappalacrime e poesie brutte.
  3. Postare giochini inutili riguardanti viaggi, colori e reggiseni.
  4. Copincollare status contenenti percentuali di gente che non condividerà il vostro status.

Fare queste cose, o qualsiasi altra cosa, senza sganciare mezzo euro o senza che sia presente alcuna indicazione per fare qualcosa di concreto non serve a nulla, non porta nessuno ad aumentare la propria consapevolezza riguardo al problema ed è utile alla ricerca come un attrezzo per affilare la merda.

Voler combattere il cancro con una foto è come voler aiutare i terremotati con uno status contrito, fermare il razzismo mettendo dei like o contrastare la pedofilia ecclesiastica dicendo una preghiera: può mettere a tacere la vostra coscienza, ma nel concreto non serve a una sega nulla, bisogna che ne prendiate atto e ve ne facciate una ragione. O fate qualcosa di utile e tangibile o, piuttosto, tornate a farvi i selfie dalla spiaggia: non serve a un cazzo uguale, ma almeno non ha il sapore della presa per il culo.

Intanto, buona settimana a tutti.

[M.V.]

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Questo articolo è stato pubblicato in A Collo di Papero e contrassegnato come , , , , , , , da Marco Valtriani . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Marco Valtriani

Marco Valtriani è l'ignobile ideatore di questo blog di dubbissimo gusto, fa il pubblicitario, l'autore di giochi da tavolo e quello che dà noia. Ha assunto nel tempo diverse identità farlocche al mero fine di trollare il prossimo, non sempre con garbo, spesso con gioia. Per hobby alleva grillini in un casolare di campagna, vendendoli agli alieni e ai poteri forti, e sparge scie chimiche per conto del NWO sugli allevamenti di beagle, come del resto fanno quasi tutti quelli della Ka$t4. Il motto della sua casata è "Hear Me LOL".

3 thoughts on “Sensibilizzare: una guida rapida.

  1. Grazie…per averlo detto, così bene! P.s. esiste una splendida associazione che magari entra in quelle da aiutare…un angelo per capello. Molte non possono permettersi una parrucca e a molte di noi piacerebbe averne una ❤

  2. Pingback: Challenge Accepted | non si sevizia un paperino

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