#MenoPalleDay

intramuscolo
Fateli, i figli.
Non importa se avete un lavoro precario, se il vostro contratto non riconosce la maternità, se il vostro contratto è in bianco e la data di fine rapporto apparirà magicamente appena comunicherete di essere incinte.

Non importa se verrete ostacolate nel vostro lavoro, se verrete demansionate in ruoli meno importanti, se le vostre possibilità di carriera saranno pari a zero, a patto che non siate pronte a esser trattate alla stregua di assassine perchè non vi annullate per i figli.
Non importa se non avete i nonni che lo possono accudire o i soldi per una tata, e se gli asili nido statali sono pochi e se volete avere qualche possibilità di farci entrare il vostro pargoletto dovete iscriverlo quando ancora è nelle palle del padre.

Fateli, i figli.
Non importa che lo Stato vi abbia fatto credere che bisogna essere dinamici, flessibili, che il posto fisso non serve. Certo, poi il mutuo non ve lo danno, i prestiti non potete averli e non avete uno straccio di fondamenta su cui appoggiarvi, ma oh, fare un figlio è “il modo migliore per essere creativi”.

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Non importa che le scuole pubbliche siano allo sfascio più completo, che i professori non siano preparati, che gli ultimi interventi di manutenzione risalgano all’anno uno e che se va bene e non c’è l’amianto ci sono comunque i riscaldamenti che non funzionano, la carta igienica che manca e l’intonaco che crolla in testa.
Fateli, i figli.

Non importa parlare di sesso consapevole, sesso sicuro, delle malattie a trasmissione sessuale, parlare di contraccettivi e rendere i preservativi accessibili a tutti magari in maniera gratuita.
Non importa parlare di AIDS nelle scuole.
L’importante è figliare, anche se sei giovanissimo, che tanto voglio dire, la vita media s’è allungata: ce l’avrai una famiglia che ti aiuta, no? E poi, se figli tardi c’è il rischio del figlio unico, esiste sciagura più grande? Figli unici. Prole del demonio.

Insomma, fateli i figli.
Perchè per lo Stato è importante rimettere al centro al centro di una coppia e della società stessa la fertilità.

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Non agire su ciò che ti potrebbe dare non dico la certezza per il futuro ma almeno un briciolo in più di stabilità.
Non agire sulla consapevolezza e il prendere coscienza di cosa vuol dire crescere un figlio e aiutare i genitori in questo compito.
Non educare i ragazzi (e parlo di ragazzi di 12-13 anni) alla sessualità consapevole con corsi strutturati di educazione sessuale.

No.
Meglio schiaffare su Facebook una decina di JPG a metà fra il reazionario e l’offensivo, dove la fertilità viene paragonata all’acqua pubblica e il messaggio principale è un neanche troppo velato “muoviti a procreare, donna, prima che ti si secchino le ovaie!”.

Per non parlare del fatto che l’uomo non è minimamente contemplato: è un essere mitologico che sta lì, fluttuando nel mare digitale, senza uno scopo preciso: il suo contibuto è solo vagamente accennato, l’importante è che non scivoli sulla buccia di banana dell’impotenza (parità, dove?).

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Non importa che un Ministro – pardon, Ministra – abbia preso un tema complesso come la natalità quasi a zero e l’abbia ridotta a un “se non fate figli siete degli stronzi egoisti e non aiutate la società”.
Non importa che una Ministra abbia preso un tema come la fertilità e invece di parlarne con termini medici, seri, con studi scientifici alla mano, ne abbia parlato come alla sagra della porchetta tirando in ballo i brindisi di fine anno, lo sballo del sabato sera e l’immancabile cicogna.

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Non importa che abbia diviso cittadini in due categorie: quelli che aiutano la società a crescere e prosperare (bravissimi!) e quelli che non lo fanno (merde!).
Non importa che la maternità non debba essere un prestigio sociale; che non ci dev’essere un applauso se si decide di far figlioli, perchè, cristo fottuto, i figli non si fanno per la società.

Non importa che non vogliate figli. Se non volete figli siete persone egoiste, ancorate nel vostro egocentrismo e allergiche ai veri affetti stabili. Se non volete figli siete cittadini che non contribuiscono alla Stato. Non importa che motivazioni avete: qua c’è da cambiare mentalità, non l’avete capito? Prenderlo, prenderlo con foga. Davanti, così nasce un pargolo; poi magari dietro, che quando è nato sono cazzi vostri.

Fateli, i figli.
A patto ovviamente che non siate omosessuali, che allora il figlio del vostro compagno o della vostra compagna può fare benissimo a meno di voi. No anzi, se siete omosessuali non riproducetevi nemmeno, che la Lorenzin è una dei Ministri che votò contro la stepchild adoption. Non vorremo mica far incazzare il papa, che poi ci molla un pugno.

Fateli, i figli.
Che il Governo Renzi vede e provvede.
“State sereni” (cit).

[C.B.]

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4 thoughts on “#MenoPalleDay

  1. Un po’ la colpa la darei pure al responsabile PR eh…io non è che ce la vedo la Lorenzin a ideare i manifesti e gli slogan.

    Lungi da me difendere lei o questa campagna imbarazzante, ma sarei proprio curiosa di sapere CHI ha partorito (scusate) questo abominio e chi sono i consulenti per le pubbliche relazioni.

    • Sicuramente.
      Evidentemente le parole chiave su cui dovevano essere costruiti gli slogan e i manifesti o non sono state capite o sono state comunicate male.

      (Anche se, continuo a sostenere che la Lorenzin dovrebbe solo tenere la boccuccia chiusa. L’ultima dichiarazione è stata “noi li facciamo anche gli asili ma se poi siete sterili e non potete procreare, chi ci mettiamo dentro?”.
      Ecco, ministra, il santo silenzio.)

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