Indignazione is the new Degrado

Ho letto che le parole possono ferire come e più dei fatti.
Male, se le parole ci feriscono come i fatti, allora dobbiamo arrenderci all’idea di essere troppo deboli.
E il destino dei deboli è quello di crescere, diventare abbastanza forti da poter vivere con gli altri, o quello di venire protetti, come bimbi speciali.

Quindi cresciamo, o non lamentiamoci se veniamo trattati come dei ritardati.
Al limite lamentatevi con il vostro Creatore. Ma in modo che chi sta cercando di progredire non sia disturbato dal vostro farfugliare.

Speravo davvero avessimo superato la fase “signore lei mi ha offeso, ora devo ucciderla”. Invece siamo come dei bimbi rosiconi con reazioni spropositate e mal riposte.
Alcuni hanno risposto alla vignetta con un “ha fatto bene Materazzi”, altri con “hanno fatto bene i terroristi ad ammazzarli”, perché disegnare vignette che ridicolizzano una fantasia malata e violenta è come e peggio che ammazzare in nome di una fantasia malata e violenta.

Come al solito quando il saggio indica l’edilizia di merda, lo stolto vede la vignetta bruttarella.
Come sempre, benpensanti, avete centrato il punto: bisogna fare pippa. Bisognava fare pippa davanti alla violenza islamica, invece di andarsela a cercare, di farsi ammazzare come giusto che fosse, e bisogna fare pippa di fronte a un sistema che ci consente o costringe a vivere in strutture pericolose.
Perché sui morti non sia scherza.
Ma dire sul serio sì: “uno di meno”, “ben gli sta” è così via, quello si può fare, basta fingersi indignati.

Non so se la satira sia davvero utile o solo offensiva, ma so che l’ipocrisia è certamente deleteria, e rappresenta proprio quella forma di mafia che ci ha portato a vivere e difendere le peggiori nefandezze di questo paese.

Per cinque minuti dovremmo smetterla di essere italiani e provare ad essere intelligenti, farà malissimo, ma vedremo cose che prima sembravano solo vignette sui morti diventare costruzioni che non vengono giù alla prima scossa.

Indignati, migliaia, forse milioni di critiche ad una vignetta che denuncia una strage, e nulla o quasi sulle responsabilità di quella strage, nessun piano per evitare che si ripeta, nessuna idea.
Proteste e nessuna idea.
Mi vengono in mente due categorie: bambini e grillini. E se non avessi partecipato alle ultime elezioni starei ancora pensando che a tutti i genitori i figli abbiano hackerato l’account. Invece è così: siamo un paese di gente che s’incazza per chi disegna i morti ma non per chi li causa.

E allora chi ci critica non solo ha ragione, ma dovrebbe ricevere un premio per la briga che si prende a cagarci nonostante la nostra posizione irrecuperabile.

La realtà, ovviamente, è molto più misera di tutta la semantica, l’etica e la filosofia che possiamo discutere attorno a questo evento. La realtà è che le persone hanno per lo più una vita talmente di merda che qualsiasi motivo è buono per far esplodere la propria frustrazione. Passata la lotta al degrado le tastiere, ormai intiepidite, avevano bisogno di un nuovo compagno di merende, ed eccolo apparire tra le fila dei giusti: l’indignazione, un piccolo fungo cresciuto fino a tenere tutta la rete sotto la sua cappella. Così l’accoglienza dei profughi, così la campagna per il fertility day, così lo scontrino del sindaco, così la ragazza con il burqa, così i disegnini. Ogni argomento, studiato o meno, letto o meno, compreso o meno, soprattutto meno, diviene valvola di sfogo; qualcosa che permette, senza compromissione e senza impegno, di liberare l’aggressività repressa tanto da non rischiare di reagire nella propria, reale, comprensibile, vita di merda.

C’è persino qualcuno di voi che sostiene “la satira PER ME è…”. Ecco, sarebbe fantastico se poteste entrare nella realtà, dove le cose sono quello che sono e non quello che credete. Oppure uscirne completamente.

Sostanzialmente ce l’avete con Charlie Hebdo perché fate una vita di merda, perché voi non sapete chi sia Charlie Hebdo, non sapete cosa faccia, né quando, come o perché lo faccia, voi siete solo la merda che vivete e la schifate schifando quel che vi passa davanti, con la consapevolezza di una mucca che veda passare il treno.

Oppure.

Oppure.

Oppure siete seduti nel patio della vostra bella casa commentando: “Che roba contessa, al giornale di Aldo… han fatto una vignetta, quei quattro ignoranti, dicevano pensi di esser giustificati. E quando è arrivato l’arabo incazzato (bono pure quello), quei quattro coglioni han disegnato più forte, di sangue han sporcato i cortili e le porte, e chissà quanto tempo ci vorrà per pulire”. [semi cit.]

Ora non dico che se non siete d’accordo con quanto abbia qui scritto siate dei coglioni, dico che siete dei coglioni perché o non avete capito di cosa si stesse parlando, e avete voluto spalmarci lo stesso sopra un po’ della merda che siete, o avete capito e vi siete indignati comunque perché la vostra scala di valori va dal coglione che siete al coglione che fate.

In somma, mentre Aristofane poteva sostenere che “Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile. A ben vedere significa onorare gli onesti.“, noi possiamo parafrasarlo scrivendo: “Ingiuriare i coglioni con la satira è cosa nobile. A ben vedere significa onorare i normodotati.”, dimostrando di fare per la crescita del paese più di quanto il ministro Lorenzin possa fare con un intero Fertility Day.

[D.C.]

E alla fine pure io ho parlato di polemiche su argomenti tangenti al terremoto, come fosse importante. Coglione come voi.

P.S.
Fertility day, la chiudo veloce. Ho solo una domanda per il ministro Lorenzin:

Quanti cazzo di schiavi vi servono?

Facciamo due conti, ci mettiamo d’accordo, si fanno e ve li molliamo, basta che poi non me li fate vedere in giro. Che se devo contribuire al collasso della razza umana per sovrappopolazione, almeno voglio godermela fino alla fine, non certo pagarla di tasca mia.

P.P.S.
A tutti quelli che “non me lo posso permettere”: meno male.

Bonus: la comicità.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-34f44065-4afe-4af9-adc9-174c367df894.html#p=0

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2 thoughts on “Indignazione is the new Degrado

  1. Articolo godibilissimo e scritto bene. Faccio solo una considerazione sul P.S. : premesso che una società si può organizzare anche con quattro persone non importa se “liberi” o schiavi, chiederei ai nostri cari amministratori di condomino, quali altri dati nostri gli mancano.

  2. Pingback: Questione di rispetto. | non si sevizia un paperino

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