Agnomocoprite.

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anovantagradi

L’agnomocoprìte (dal greco “ἀγνώμον”, ignorante, e “κόπρος”, sterco) è una patologia piuttosto diffusa in una discreta porzione degli aventi diritto al voto in Italia. Si tratta di una regressione progressiva a uno stadio mentale sub-umano che può essere tradotto, usando termini comprensibili ai più, con l’espressione “ignorante come la merda”.

Non credete ai ciarlatani che vi dicono che esiste una cura. Questo stato di alterazione, se insorto in età adulta, non può in nessun modo essere sanato: l’agnomocoprìte è una malattia auto-immune che impedisce all’organismo di innalzare difese o di reagire propriamente di fronte alla minaccia, rendendo vano qualsiasi tentativo di debellare la malattia.

Se una persona è intimamente convinta che i poteri forti (o le lobby di qualcosa, o i massoni, o le banche, o i matusa e il Governo) stiano complottando per creare terremoti di una certa magnitudo, magnitudo che viene poi abbassata tramite i media per non aiutare le popolazioni colpite, al fine di distogliere l’attenzione della gente da un referendum, stiamo assistendo a una dissociazione della realtà tale da far apparire il Presidente del Consiglio non come un piccolo megalomane che lotta quotidianamente con l’essere inadeguato al ruolo che ricopre, ma come il cattivo di Fantaman.

renzizero
‘i mmondo è mmio, maremma bu’haiola!

Altro esempio: se esce fuori un JPG che dice che Umberto Eco ha recentemente speso dure parole contro chi vota “no” al sopracitato referendum e uno si indigna a mostro – magari augurandogli la morte – non è con la semplice idiozia o con la banale ignoranza che si può spiegare il suo scatto inconsulto. Eco è già morto, quindi da un lato al tizio piace vincere facile, dall’altro è a un livello di dissociazione dalla realtà tale che non esistono in italiano sufficienti parole per descriverlo.

Io non tratterrei il fiato in attesa della risposta.
Io non tratterrei il fiato in attesa della risposta.

Dato che l’agnomocoprìte ormai è a livelli da epidemia, però, ci siamo abituati a vedere questi poverini che ciondolano sui social vomitando cazzate e non ci rendiamo conto che non c’è una cura, non c’è salvezza, non c’è speranza: è una specie di apocalisse zombi con i punti esclamativi al posto della decomposizione e con un’orda di malati che brama, al posto dei cervelli, un complotto che dia senso alle ingiustizie del mondo, siano esse vere o percepite.

Per ogni tentativo di mediazione in cui si cerchi di riportare la discussione verso il compromesso e il giusto mezzo ci sono valanghe generalizzazioni, banalizzazioni, estremizzazioni e insulti che rendono il dialogo impossibile, indipendentemente dalle fazioni coinvolte. Per ogni servizio in tv scientificamente accurato ce ne sono tre che intervistano cialtroni, spacciano stronzate per teorie con un senso e insultano le persone normodotate con superstizioni e idiozie. Per ogni decina di condivisioni di un articolo antibufala di un sito di debunking ci sono centinaia di malati che urlano il contrario su ogni canale disponibile.

grillino

La sensazione è che sia inutile anche mettersi a descrivere tutte le puttanate che vengono condivise: solo in occasione dei recenti terremoti fra magnitudo abbassate, punizioni di Madre Natura per amatriciana e norcini, sismi causati dalle trivelle e castighi divini per le unioni civili abbiamo toccato abissi di tristezza da far passare la voglia di vivere anche a Tigro di Winnie the Pooh.

“Aveva ragione Ih-Oh.”

Perdere la pazienza, come spesso capita a noi, e reagire con prese per il culo, sberleffi e trollate scatena di solito piagniucolate passivo aggressive, accuse di essere pagati da questo o da quello, smitragliate di link che portano a iocicredo.com o blogdelcazzo.it, segnalazioni, minacce, auguri di morte: è il sistema immunitario dell’agnomocoprìtico, ormai compromesso, che vede come una minaccia tutto quello che può far rinsavire il disgraziato.

E quindi? E quindi nulla. Stiamo solo attenti, che già non stiamo messi bene, che i malati di agnomocoprìte non diventino davvero la maggioranza: a quel punto la fine sarà davvero inevitabile.

[B.K.]

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