Grillo non ha tutti i torti.

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collodipapero

Beppe Grillo, megafonando dal Sacro Blog, chiede di istituire un tribunale popolare per verificare l’attendibilità delle notizie di giornali e telegiornali. Lo stesso giorno pubblica sulla sua pagina Facebook un link a un articolo titolato “Beppe Grillo uno dei 12 personaggi più influenti d’Europa nel 2017″. Peccato che non sia così: l’articolo originale su politico.eu parla del comico genovese come una persona di cui avere paura, una potenziale minaccia nell’attuale situazione politica e economica italiana, con toni tutt’altro che rassicuranti.

Insomma, nel giro di poche ore pubblica una richiesta di verifica delle notizie, perché ci sono troppe notizie manipolate, e una notizia manipolata, con un titolo fuorviante se non falso. Eppure, Grillo non ha tutti i torti.

Certo, l’idea di un tribunale popolare per queste cose è una cazzata. Perché possiamo avere in odio quanto vogliamo avvocati, giudici e tribunali, ma la giustizia non è una cosa facile da amministrare. C’è un corso di studio da seguire e, a seconda del tipo di carriera, ci sono esami da superare e abilitazioni da prendere, spesso in seguito a test molto difficili. C’è bisogno di riformare la giustizia? C’è bisogno di riformare il giornalismo? Può darsi. Ma, come spesso succede quanto si parla di idee a cinque stelle, la soluzione non può essere “e allora lo fa mio zio panettiere”. Pensare che uno si possa improvvisare “giudice” è una stronzata, è come volersi improvvisare medico, pilota d’aerei o ingegnere edile. Pensate cosa succederebbe invertendo banalmente le tre figure: pazienti perfettamente bilanciati sul letto che muoiono di setticemia, aerei che precipitano nonostante analisi del sangue impeccabili e palazzi che crollano mentre la gente applaude per l’atterraggio. Ma, soprattutto, perché l’italiano medio fa una fatica bestia a capire se una notizia è falsa. Sarebbe come dare la presidenza del CICAP a un pranoterapeuta.

Ma Grillo non ha tutti i torti. Per esempio, in America le giurie popolari ci sono.

Ora, posto che non prenderei il sistema giuridico americano come modello per, boh, niente, anche lì non è che “decide il popolo”: c’è una giuria scelta fra gli aventi diritto, e accusa e difesa possono intervenire nel processo di formazione della giuria stessa, rigettando alcuni componenti; il giudice determina l’entità della pena e può, se ha sufficienti elementi, rifiutare la sentenza della giuria popolare. Insomma, c’è un forte (e sacrosanto) controllo sulla “giuria popolare”, per ovvi motivi.

Ma Grillo non ha tutti i torti. Non parla di una giuria-giuria, intende una giuria solo per le bufale.

Peccato che Grillo che parla di smascherare le bufale è come Adinolfi che parla di diritti degli omosessuali. Il blog di Grillo si presenta come “il primo magazine solo online”. Solo che non è un magazine e meno che mai è “il primo solo online”: ha due bufale già nel sottotitolo. Al blog vanno aggiunti i tre siti principali di “informazione” controllati dalla Casaleggio Associati: TzeTze, La Cosa, e La Fucina. A questi vanno aggiunti siti minori e, soprattutto, una fittissima rete di pagine Facebook e account Twitter fatti solo per linkare gli articoli di siti di questo tipo. Una rete capillare fatta apposta per dire al potenziale elettore “è tutto una merda, sono tutti ladri, tu sei onesto, noi siamo onesti, noi abbiamo ragione e loro torto”. Nel frattempo l’elettore clicca, spamma, twitta e reblogga, generando entrate per centinaia di migliaia di euro.

È un po’ come quando il comico genovese si arrabbiava perché lo trattavano male e pretendeva rispetto da quella massa di “mortizzombi ebetini gargamelli” che aveva vaffanculizzato a sangue fino a poche ore prima: se non è faccia come il culo questa non so proprio cosa possa esserlo. Per capirci: va bene incazzarsi se la Boschi dice che lascerà il Governo e poi non lo fa e anzi si fa “promuovere”, ma allora ci si deve incazzare anche per altri tipi di incoerenza. Essere incoerenti nel condannare l’incoerenza è un loop paradossale, lo stesso per cui Di Battista si lamenta del fatto che i giornali fanno le pulci ai cinquestelle su questioni di poco conto dopo aver passato quattro anni a rompere il cazzo con gli scontrini.

Questa smania di giudicare, di mettere alla gogna, di decidere cosa è giusto e cosa non lo è sulla base della propria panza anziché analizzando i fatti è pericolosa, perché nasce dalla rabbia e dalla frustrazione, passa per l’auto-assoluzione a arriva al delirio di onnipotenza.

Grillo non ha tutti i torti: che ogni tanto alcuni giornali (e alcuni più di altri) pubblichino notizie inesatte o faziose è vero. Ma non è nella posizione di criticare proprio nessuno: è quello che ha fatto lui per anni, che fa tuttora, utilizzando una rete che genera profitti con articoli vacui, titoli allarmisti, incipit allarmanti, spesso basati su non-notizie, supposizioni o falsità, sia per fini economici che politici.

Grillo non ha tutti i torti: alcuni politici sono disonesti. Forse anche qualcuno dei suoi, infatti ha recentemente modificato il regolamento del Movimento per salvare il culo a chi, come la Raggi, è in odore di avviso di garanzia.

Grillo non ha tutti i torti: alcuni politici sono incapaci. Ma detto da un comico che vuole fare il capo politico di una massa di gente senza alcuna competenza suona quantomeno ironico.

Grillo non ha tutti i torti: alcuni politici sono incoerenti. Spessissimo anche i suoi, basti pensare alle riforme costituzionali, alla Cirinnà, all’anti-europeismo, all’Italicum. Voglio dire: i cinquestelle sono anti-politici che fanno politica, siamo al livello di Bossi che odiava l’Italia unita e poi giurava sul tricolore.

Grillo non ha tutti i torti, ma ho io forte sospetto che quando scrive i suoi post lo faccia davanti allo specchio.

[M.V.]

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11 comments

  1. Ho letto l’articolo incriminato del blog di Grillo:

    http://www.beppegrillo.it/2017/01/una_giuria_popolare_per_le_balle_dei_media.html

    Continuo a chiedermi perché giornalisti e blogger vari si sentano in dovere di rispondere come se quella di Grillo fosse una proposta seria e non una boutade dovuta alle recenti bufale circolate sul M5S e agli attacchi censori contro la rete a opera persino di Mattarella.

    Organi di informazione ben più autorevoli e seguiti di Tze Tze (nonché spesso finanziati da soldi pubblici) producono bufale sul conto del M5S, nemmeno sentendosi in dovere di rettificare, applicano vistosamente due pesi e due misure come nei casi paralleli di Raggi e Sala, e a tutto ciò si risponde che il blog di Grillo “non è un magazine e meno che mai il primo solo online”, checché ne dica il sottotitolo? Davvero basta questo per mettere Grillo sullo stesso piano dei telegiornali nazionali e dei principali quotidiani, e per zittire le sue lamentele?

    Il resto delle considerazioni che ho letto mi sembrano veramente qualunquiste. Una su tutte: dove sta l’incoerenza nell’essere anti-politici facendo politica, quando è palese che il M5S sia contro uno SPECIFICO modo di fare politica? Non vedo incoerenza nemmeno nel Bossi secessionista che giura sul tricolore, dato che quello è un passo obbligato per portare avanti la propria politica, a meno di non voler ricorrere a un golpe.

    1. Provo a risponderti.

      1. Perché Grillo è un capo politico e quello che dice influenza l’opinione di milioni di elettori. Peraltro, non mi pare che Grillo si sia mai preso la briga di incazzarsi contro le bufale, decine, gravissime, spacciate per vere sul suo blog.

      2. No. A mettere Grillo sullo stesso piano ci pensa ben altro, come scritto nell’articolo. Perché spargere bufale, guadagnandoci, “è quello che ha fatto lui per anni, che fa tuttora, utilizzando una rete che genera profitti con articoli vacui, titoli allarmisti, incipit allarmanti, spesso basati su non-notizie, supposizioni o falsità, sia per fini economici che politici.”
      Lasciando stare le stronzate come la Biowashball, Grillo ha ospitato sul blog, quando non scritto di suo pugno, articoli a favore di “metodi” acchiappagonzi basati sullo sfruttamento di dolore e disperazione (Stamina, Di Bella, e Pantellini), ha avallato le teorie antivacciniste ed è contro la sperimentazione farmaceutica; ha detto che l’AIDS non esiste, ha detto che screening e esami preventivi contro i tumori sono pericolosi (“per curare il cancro alla prostata basta trombare”), ha detto una marea di balle sugli OGM (“un pomodoro antigelo ha ucciso 60 ragazzi”). Ha piagnucolato che in Cina non si potevano cercare notizie su di lui e non era vero, che sulle scie chimiche ha dichiarato “ho paura, qualcosa che non quadra c’è”, ha detto che la Paroxetina induce al suicidio… hai bisogno d’altro?

      3. Potrei fare come il Megafono e dire: “ehi, questo è un blog ironico, era una battuta”. Perché Grillo può scherzare su tutto avendo in mano il controllo di milioni di elettori e se io faccio una battuta vieni a sbriciolarmi il cazzo?
      Ma il punto è ben più semplice: Grillo ha messo su un movimento di protesta (come lo erano già stati molti altri movimenti precedenti, ma meno fortunati) per poi usare il dissenso come ariete trasformando il movimento in un partito a tutti gli effetti.
      Solo che quando diventi un partito sei “dentro il sistema”, ci sono regole, compromessi, paletti da rispettare. E anche se ti professi onestissimo (cosa giusta, sacrosanta e condivisibile), se non hai una squadra competente rischi di fare danni, di commettere reati e assoldare gente di dubbia moralità, mentre fai i conti con gli interessi di enti, aziende e cittadini, spesso inconciliabili. È facile dire “noi facciamo una politica diversa”, il problema è quando devi farla e scopri che – ops – nella stragrande maggioranza dei non si può, non esiste la bacchetta magica e le soluzioni semplici a problemi complessi sono una sonorissima puttanata.

      1. Hai i link alle bufale che elenchi? Sarebbe opportuno riportarne qualcuno, così come io ho riportato quello al post dei “tribunali del popolo”. In tal modo chiunque può verificare se effettivamente le cose stanno come racconti, in che misura, quando e come. Il quando è importante, dato che consideri Grillo degno d’attenzioni in quanto capo politico; e ovviamente non lo è da sempre.

        Detto ciò, continuo a vedere le due cose su due piani distinti:

        Un conto è attaccare un movimento politico con notizie inventate di sana pianta avendo la patente di credibilità che si concede a giornali e telegiornali, un altro è spacciare proprie idee estreme (e probabilmente ridicole) attraverso i propri canali di privato cittadino. Beppe Grillo è nel diritto di credere che il metodo Di Bella funzioni e pubblicizzarlo sul suo blog, altro discorso sarebbe se il M5S includesse nel suo programma il supporto a tale metodo.

        Fermo restando che non apprezzo Tze Tze e analoghi piattaforme che si basano sul clickbaiting (e me ne tengo alla larga), i titoli allarmisti e gli incipit sensazionalistici non sono equiparabili alle bufale. Non mi pare intellettualmente onesto mischiare i due argomenti.

        Soprattutto stiamo guardando il dito e non la luna: se i giganti dell’informazione possono permettersi d’inventare notizie per danneggiare una parte politica e favorirne un’altra, con che coraggio si vuole censurare le piccole voci di internet, sindacando sulle loro bufale?

        “Perché Grillo può scherzare su tutto avendo in mano il controllo di milioni di elettori e se io faccio una battuta vieni a sbriciolarmi il cazzo?”

        Beh, in questo c’è equità: Grillo ha milioni che gli sbriciolano il cazzo per ogni battuta, tu a quanto pare hai solo me.

        “se non hai una squadra competente rischi di fare danni”

        Perché sono tutti ossessionati dalla competenza dei componenti del M5S, dimenticandosi di valutare gli altri partiti con la stessa pignoleria? Mistero.

      2. ..scusate l’intrusione ma l’argomento è molto importante, Grillo è abituato a sorprendere le persone, a enfatizzare ogni critica o polemica purchè non riguardi il SUO movimento, giusto dire che non dovremmo prendere sul serio alla lettera quello che dice, ma allora mi sorge un dubbio, ha preso per il culo anche i nove milioni di elettori che lo hanno votato?
        Io sono uno di quelli che ci hanno creduto, sembrava tutto vero, una vera rivoluzione culturale, una vera chiamata alle”armi” per manifestare nelle piazze, una vera democrazia partecipativa, poi…..cosa ha fatto di quello che aveva promesso, quante persone ha portato nelle piazze, di quale democrazia si parla nel suo blog?

        Facile fare del populismo, molto difficile è rovesciare questo sistema, le chiacchiere, e Grillo è molto bravo in questo, se le portano via il vento e quello che rimane è la delusione di chi ha creduto in questo falso movimento “rivoluzionario”.

        Nello specifico, io ed altri amici, avevamo proposto un cambiamento al blog del movimento, per renderlo davvero democratico, ma Casaleggio tramite persone del suo entourage ci fecero capire che il blog andava bene cosi com’era.
        questo il link della nostar proposta:

        http://ilnuovoblog.xoom.it/virgiliowizard/home

        Ciao e grazie per aver permesso di esprimere il mio pensiero 🙂

      3. Ciao Nico, grazie del commento.
        Molte delle vostre proposte erano assolutamente sensate (anzi, direi quasi “normali” all’interno di una comunità virtuale che si propone di essere un luogo di discussione). Temo però che, come il senno di poi ci ha dimostrato, le priorità della Casaleggio Associati fossero e siano altre. Soprattutto, più che all’intavolare discussioni, mi sembrano principalmente legate alla “vendibilità” (intesa come viralità e diffusione) degli articoli.

      4. Ciao Marco, ho creduto in loro fino a quando non ho aperto gli occhi su tante storture, sia nel loro blog che all’interno dei gruppi parlamentari di camera e senato….il M5S è solo questione di Business per la Casaleggio & partners…alias Davide l’infante….
        Grazie per avermi ospitato.
        Ciao 🙂

      5. Figurati, nessun problema.

        Di Bella: http://www.beppegrillo.it/2015/02/passaparola_il_complotto_che_affosso_il_metodo_di_bella_-_di_giuseppe_di_bella.html
        Stamina: http://www.beppegrillo.it/2013/08/la_protesta_dei_fratelli_biviano.html e http://www.askanews.it/politica/staminali-m5s-riteniamo-metodo-stamina-efficace-si–a-sperimentazione_711145799.htm#.U1jDAXEpHig.twitter
        Pantellini: http://www.beppegrillo.it/2010/12/unaspirina_al_giorno_toglie_i_tumori_di_torno.html
        Vaccini: http://www.beppegrillo.it/2010/06/di_vaccino_si_puo_morire.html
        SA: http://www.beppegrillo.it/2006/01/la_vivisezione/
        Mammografie: http://www.beppegrillo.it/2006/06/le_tette/index.html
        AIDS: https://www.youtube.com/watch?v=D_6eHQeF3kM
        Tumori: https://www.youtube.com/watch?time_continue=10&v=mlR5tiqvAjA
        Genetica: https://www.youtube.com/watch?v=WolEh_zfPcQ
        Paroxetina: http://www.la-cosa.it/2015/11/18/la-paroxetina-contro-la-depressione-dei-bambini-e-una-truffa/
        Bufale e complottismi assortiti: http://espresso.repubblica.it/palazzo/2014/09/26/news/l-eurodeputato-m5s-a-caccia-di-scie-chimiche-ecco-la-lunghissima-lista-dei-complotti-grillini-1.181876

        Veniamo al resto:
        1. Non sono d’accordo. Il blog di Beppe Grillo è la “sede” del Movimento, è l’house organ ufficiale insieme agli altri blog tematici a cinque stelle. Qualsiasi cosa passi da lì sopra per l’elettore cinque stelle è “informazione corretta”. Solo che, citando proprio il “metodo” Di Bella, si tratta di puttanate, il “metodo” Di Bella non ha nessuna base scientifica come cura.
        (riassunto coi link agli studi: http://medbunker.blogspot.it/p/dossier-di-bella.html)

        2. Il clickbaiting può essere “simile” alla bufala. Se io scrivo “Di Maio ASFALTA Renzi, clicca qui” ma poi la notizia dice altro o è inesatta, avrò comunque bombardato Xmila persone con un titolo falso. Molti, leggendo distrattamente, potrebbero pensare che Di Maio ha davvero asfaltato Renzi. Va da sé che questo vale per chiunque faccia giochini del genere, però Sacro Blog, Tze Tze, La Cosa e simili sono indubbiamente i “maestri” di questa pratica. Non è che se tu te ne tieni alla larga questa pratica non esiste: esiste, è uno strumento di punta della Casaleggio Associati, genera profitti sostanziosi ed è odiosa e intellettualmente disonesta. Stamoce.

        3. “Piccole voci”? Stiamo parlando di una rete di informazione online (e non) piuttosto imponente. Oltre ai blog “ufficiali” (beppegrillo.it, movimentocinquestelle.it e declinazioni varie) ci sono i vari La Fucina, Tze Tze, La Cosa; ci sono i libri di Chiarelettere e il progetto Adagio Ebook. La pagina di Grillo ha quasi due milioni di follower e le pageviews del blog (solo quello, quindi senza contare tze tze e altri siti) oscillavano qualche anno fa dai 2 ai 5 milioni AL GIORNO, siamo allo stesso livello, se non oltre, quello dei principali quotidiani. E c’è un sacco di gente che si informa solo così, perché il bombardamento grillino consiste in uno spesso implicito, talvolta esplicito, ma sempre geniale “i giornali dicono falsità. non leggere i giornali. leggi quello che ti dico io.”
        Funziona, eh. Eticamente discutibile, ma funziona.

        Visto che ti piacciono i distinguo, ne faccio uno che collega 1, 2 e 3: dire che un politico (5 stelle o meno) ha fatto una cazzata che poi si rivela non vera è grave, e anche io penso che il giornalista incriminato debba essere richiamato, sanzionato o denunciato a seconda della gravità dell’accusa; ma lo è molto meno che dire che i vaccini sono pericolosi, che la “medicina ufficiale” è pericolosa, che “i poteri forti” tramano contro di noi, perché sono balle che operano a livello macroscopico, creano sfiducia nei valori di istruzione e cultura, spingono il popolo verso la creduloneria e il populismo, le cui soluzioni sembrano allettanti, ma non funzionano. Grillo non vuole gente informata, vuole gente diversamente ignorante.

        4. “Beh, in questo c’è equità: Grillo ha milioni che gli sbriciolano il cazzo per ogni battuta, tu a quanto pare hai solo me.”
        Ma magari avessimo solo te 🙂
        Passa anche da Facebook, che ti diverti.
        Comunque: è un paragone che non regge. La comunicazione si basa su diversi elementi, che determinano efficacia ed effetti della comunicazione stessa. Qualsiasi comunicazione cambia radicalmente cambiando non solo il contenuto, ma anche l’emittente, il destinatario, il canale, il contesto e il codice formale. Se Grillo vuole fare battute, può fare il comico. Se vuole fare il politico, faccia il politico.

        Se io fossi, boh, il candidato sindaco della mia città, lascerei subito un blog come questo. Mi è già successo in altri ambiti, molto meno “delicati” della politcia, di fare scelte di questo tipo.

        A margine: non è che “fare una battuta” autorizzi a dire stronzate, c’è modo e modo di comunicare e si possono fare battute parlando di cose reali, senza mischiare cose vere e pomodori killer (mischiare realtà e puttanate è una tecnica becera di comunicazione che non ha certo inventato Grillo, ma che personalmente trovo odiosa e assolutamente deprecabile; anche a livello meramente comico, fare una battuta non autorizza a ingannare il destinatario come fa per esempio Brignano nei suoi monologhi).

        5. “Perché sono tutti ossessionati dalla competenza dei componenti del M5S, dimenticandosi di valutare gli altri partiti con la stessa pignoleria? Mistero.”
        Tutti chi? Noi ce la siamo presa con chiunque facesse puttanate degne di nota, da Povia al papa, e abbiamo difeso anche gente apparentemente indifendibile quando ci sembrava giusto farlo. Qualche esempio, limitatamente alla politica:
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2013/04/22/dietro-le-quinte/
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2015/12/14/burlone/
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2013/12/09/viva-i-cagnolini/
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2013/04/23/requiem-for-a-pdream/
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2013/05/06/benvenuta-sinistra/
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2016/07/26/le-perversioni-del-giovane-matteo/
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2014/05/07/si-salvini-chi-puo/
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2016/05/06/libri-e-coca-cola/
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2016/11/10/aristerinodusodia/
        https://nonsiseviziaunpaperino.com/2016/05/02/rabbia-manifesta/

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