Sesso, Droga e Lorenzin.

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collodipapero

Io in questo periodo dell’anno vorrei chiudere Facebook: i santi mi stanno sul cazzo in generale, ma l’uno-due costituito dalla quasi contemporaneità fra Remo e Valentino raggiunge rare vette di insostenibilità. Se chiudo gli occhi non sta succedendo. Questo, almeno, è quello che mi ripeto. Insomma, facciamo finta di nulla e parliamo d’altro, ok?

Ieri, come molti sanno, era il Safer Internet Day e, per l’occasione, il Ministero della Pubblica Istruzione ha lanciato la prima giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo. Una bella iniziativa, contando i molti casi di abusi e violenze – fisiche e psicologiche – che si verificano ed emergono ogni giorno. Ma per ogni piccola gioia, si sa, c’è un grande dito al culo. Ed ecco quindi che a riportare il disequilibrio karmico fra cose buone e puttanate dei nostri amati governanti ci pensa un Ministro di cui siamo da tempo grandi fan: Beatrice Lorenzin.

Proprio in occasione del Safer Internet Day, infatti, presso la Nuova Aula Gruppi Parlamentari si è tenuta un paio di giorni fa una conferenza sul tema “Il rapporto tra i giovani e Internet”. Ad essa ha preso parte anche la nostra paladina della fertilità, che ha ben pensato di liberare i cani dell’imbarazzo dagli scomodi legacci che li tengono prigionieri e di farli scorrazzare liberi per le sale di Via di Campo Marzio.

Per carità, la Lorenzin ha detto anche cose giuste: ha parlato di rimanere a fianco dei bambini che usano internet, che devono essere resi consapevoli dei rischi e delle insidie del web. Come ragionaemento, di base non fa una grinza. Il problema è che a giudicare dal resto del discorso sembra che l’idea che la Lorenzin ha di internet sia quella di uno che ha cercato “cos’è internet” su internet il giorno in cui gli hanno installato internet.

Come riportato da Agi.it, che ha fatto un po’ di fact checking sull’intervento, ci sono infatti tre criticità all’interno del discorso della Lorenzin. Il Ministro, infatti, ha detto tre cose che sono suonate un po’ stonate a chi intenet lo conosce a un livello un po’ più approfondito di quello che gli esperti chiamano “quanto ne sa mio nonno”. Che è morto.

La prima è che su internet si compra la droga. La seconda è che l’80% dei contenuti di internet è pornografia. La terza è che cercando la parola “marijuana” su Google escono prima vecchie canzoni inneggianti al consumo dela stessa rispetto a siti che fanno informazione rispetto ai rischi.

Vediamole insieme.

Su internet si compra la droga.

Tecnicamente è vero. Se uno si avventura nel deep web, sa navigare in modo anonimo e sicuro, sa usare i bitcoin, conosce l’ambiente e i suoi rischi, può effettivamente comprare droghe di vario tipo. Diciamocelo, non è una cosa né facile né intuitiva, anche se qualcuno dice il contrario. Se provassi a farlo io mi arriverebbe la digos a casa nel giro di sette minuti. Nel web sommerso devi andarci di tua volontà e sapere cosa cercare, non è che i panetti di fumo strisciano fuori e s’infilano nel Nintendo DS dei ragazzini; e se provi a seguire un tutorial online la cosa più probabile che possa capitare è che t’inculino. La seconda, come dicevo, è che ti arrestino. L’affermazione, quindi, stride un pochino se si cala nel contesto “insegnamo ai bambini a difendersi dal cyberbullismo”. Se tuo figlio è alle elementari e cerca la droga nel deep web il problema non è che nel deep web si vende la droga, ma che tuo figlio sa come arrivarci (e che tu probabilmente sei Vicente Fuentes).

L’80% dei contenuti di internet è porno.

Ecco questo proprio no. Anzi, vista la mole di oroscopi, ciarlatani e puttanate in genere forse la risposta più adeguata a questa affermazione, più che “proprio no”, è “ma magari”. Qualche anno fa giravano diverse mezze bufale che sostenevano che il porno occupa dal 30 al 37% di internet, dato smentito da successive indagini che, realisticamente, ridimensionavano la percentuale a un più umano 4% (c’è margine d’errore, ma si rimane comunque ampiamente sotto il 10%). Dire che è l’ottanta per cento è davvero troppo, è come confondere il livello di popolarità di papa Francesco con quello del nuovo movimento politico di D’Alema. Di nuovo, comunque, facciamoci una domanda: con tutta la merda che c’è in giro, il razzismo, l’omofobia, il bullismo nudo e crudo, ce la vogliamo davvero prendere con le pippe?

Cercando la parola “marijuana” su Google escono prima vecchie canzoni inneggianti al consumo dela stessa rispetto a siti che fanno informazione rispetto ai rischi.

Lo ammetto, ho sorriso. Perché è cosa nota che i risultati delle ricerche di Google, grazie a una serie di algoritmi, fra cui uno che tiene conto del contesto dell’utente (area geografica, cronologia web e altri fattori), cambiano di molto a seconda dell’utente e in modo parzialmente indipendente dall’indicizzazione “neutra” di Google. Se io imposto la navigazione anonima (che quindi non attinge alla mia cronologia) e cerco “marijuana” trovo ai primi cinque posti la pagina Wikipedia, un articolo di Focus, un articolo di un sito sul personal training (decisamente non a favore del consumo di droghe leggere), un sito governativo americano e la pagina di un magazine sugli stili di vita alternativi.

Se qualcuno cerca abitualmente quali sono i benefici della marijuana, come si assume e che effetti ha, cercando “marijuana” probabilmente tenderanno a diventare sempre più “popolari” sul suo PC siti di propaganda pro-legalizzazione, forum sull’uso della cannabis e cose simili.

Se un utente cerca invece informazioni sui rischi e i problemi derivanti dall’assunzione di marijuana, pian piano i primi risultati diventeranno su siti medici che parlano di effetti collaterali, siti anti-liberalizzazione e articoli con dichiarazioni di Giovanardi.

Evidentemente, però, se la stessa ricerca la fa il Ministro Lorenzin dal suo PC, il primo risultato è questo:

 

Ve l’ho detto, che ho sorriso.

Poi però ho pensato che questa qua è ancora Ministro ed è convinta che partendo da Google si possa comprare la droga, posto che uno riesca a schivare gli sciami di siti porno, che sono almeno otto su dieci. E ho sorriso un po’ meno.

[M.V.]

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2 comments

    1. In realtà pure che trovi i testi degli Ska-P, dei Punkreas o roba simile è abbastanza divertente. O li ha cercati lei in passato, o li cerca il marito (i figli hanno neanche due anni, vabbé i nativi digitali, ma sarebbero parecchio precoci).

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