Forza Panino

“Se la politica è al livello della gente, non è certo perché la gente sia salita di livello.”

Avrete tutti riconosciuto le parole dello stesso autore che già ci deliziò con concetti quali “[…] là dove decade la funzionalità, una vita deve trovare un nuovo senso, nell’estetica o nelle sue espressioni comunque creative […] poiché relative all’uomo. Così un analfabeta funzionale deve smettere di rompere i coglioni e succhiare cazzi a più non posso.”.

Chi non sarebbe dalla sua parte?
A parte le brave persone, intendo.

Avrete sentito della conferma della condanna di Bossi, Trota e Belsito per appropriazione indebita. Praticamente un furto. Una roba da ladroni. Da gente che sta a Roma. Roma ladrona. Il fondatore del partito la cui base etica e motivo esistenziale erano proprio quelli di soppiantare le ruberie dei politici seduti sulle poltrone parlamentari, si è seduto sulla poltrona parlamentare e ha rubato.

In un buon libro questo sarebbe l’epilogo, nella realtà non è altro che uno dei momenti di sordina di uno dei partiti di maggiore successo. Perché la gente segue i politici come i dentisti: una volta che uno non ti ha ucciso, rimane il migliore per tutta la vita, pure se ammazza quello prima e quello dopo, che se la sono un po’ cercata e poi così c’è meno fila.

Così i grillini che a orecchie tappate, occhi chiusi e sfinteri dilatati trombeggiano difese all’evidente svolta (?) fascista del loro partito preferito, guidato dall’onestissimo leader pluripregiudicato. Così una grande quantità di gente, che ha preso il biglietto per la curva a cinque stelle e s’è portata la bandiera, urlerebbe “devi morire!” anche se allo stadio ci fosse solo più il giardiniere.

E capirei ancora i religiosi, che se ammettessero di star dietro a una cazzata dovrebbero accettare di essere fottuti per tutto il progetto della vita eterna e puttanate varie. Ma i grillini, nati ieri, farebbero ancora in tempo a ricredersi, così come gli antivax, infervorati per qualcosa che fino ieri ignoravano (come ancora oggi, in effetti) e pronti a veder morire i propri figli pur di evitare di evitare di veder morire i propri figli (l’ho scritta così perché non la capiscano, ma noi ci siamo intesi).

La pigrizia mentale, il terrore di dover rivalutare, di dover discernere, di dover ammettere un errore, di doversi ricredere, di ragionare ogni singola volta piuttosto che ricorrere alla comoda libreria di hashtag “e allora il PD?”, “e Big Pharma?”, “e se non credi in dio che vivi a fare?”, domande sempre retoriche, sempre rivolte all’esterno. Questi sono gli elementi che guidano davvero le nostre scelte, o quelle che crediamo scelte, nella nostra ingenuità elevata a saggezza innata, nella nostra totale mancanza di memoria elevata a rinnovamento.

Comunque, associamo semplici domande a semplici risposte, così abbreviamo le dispute:

  • il PD? Fa schifo al cazzo. Ma paragonarcisi non è una buona mossa, quando si riesce ad essere peggio senza aver fatto ancora nulla.
  • Big Pharma? Significa che vendono farmaci per denaro, può non piacervi, ma non è consacrando vostro figlio alla lobby delle piccole bare bianche che abbatterete il sistema.
  • Se non credo in dio? Vivo per essere felice, il che comprende evitare gente che ha fermato la propria evoluzione spirituale a otto anni.

In generale, sappiate che per lo più non siamo né attivisti, né partecipi, siamo solo tifosi, e tanto peggio quando ci buttiamo in qualche rissa o qualche gesto sconsiderato in virtù di quel banale tifo.

Per questo spero che torni in auge il tifo sportivo, che incanalava tutte le istintive necessità di appartenenza in un esercizio di puro intrattenimento, senza conseguenze dirette a lungo termine nella vita sociale. O comunque con un’influenza assai più limitata di quella che gli stessi tifosi ora hanno tifando contro i negri, contro i poveri (e non la povertà), contro i vaccini, contro chi mangia cosa gli va, contro chi scopa cosa gli va, a favore del “grande capo”, a favore del “quando c’era lui” e del “ci vorrebbe un altro lui ma con più ricci”, contro gli esperti veri che ci fanno passare per gli incompetenti che siamo, contro la più semplice ragione.

Sarebbe meglio che ci si sfogasse con un Forza Panino qualsiasi per poterci impegnare poi un po’ a capire, a mettersi in gioco su ciò che può essere davvero importante. Perché ve lo dico, a gli occhi di chi ci sta con la testa, sembriamo dei coglioni con il solo merito di mettere a rischio noi stessi e gli altri, mentre siamo per l’evoluzione quello che la Franzoni è per la maternità.

Forza Panino!

[D.C.]

 

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