La Leggenda del “Cazzocentratore”

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Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi, fa dire a un certo punto il buon vecchio Brecht al suo Galileo, di cui s’era messo in testa di raccontare la vita.

Più o meno tutti capiamo cosa intendesse. E poi, diciamoci la verità: da un po’ di tempo a ‘sta parte, la “retorica dell’eroe”, oltre ad investirci quasi quotidianamente tipo treno merci lungo millemila vagoni, ci ha un po’ frantumato le palle.

Non passa giorno, se ci fate caso, in cui qualcuno non ci racconti di un qualche gesto eroico compiuto da un eroe qualsiasi. Il più qualsiasi possibile. In questo modo si sentirà un po’ eroe anche quello che racconta le grandi gesta eroiche dell’eroe suddetto; nondimeno, ci sentiremo un po’ eroi anche noi che leggiamo e che magari non si è mai aiutato una vecchina ad attraversare la strada in vita nostra.

Accendi la tv e c’è la storia del passante eroe che ha sventato una rapina, del vigile urbano eroe che ha fatto la multa alla moglie, del pensionato eroe che ha dimezzato i tempi di chiusura di un cantiere solo guardandolo con le mani rigorosamente incrociate dietro la schiena; il bambino eroe che salva il cane, il cane eroe che salva il bambino, il fornaio eroe, l’idraulico eroe, il senzatetto eroe.

E così via. Come dire: we could be heroes just for one day.

Forse tutto ciò serve più o meno solo ad alimentare il nostro ego, convinti come siamo che non moriremo mai, mai e poi mai. E cosa possiamo essere, dato che siamo così vivi, così vivi per sempre, così immortali, se non degli eroi?

Bene. Tutti siamo eroi. O comunque possiamo esserlo. Ma la grande verità, caro Brecht, caro Galileo di Brecht, è che se ad essere eroi possono essere tutti boni, come si dice dalle mi’ parti, allora la differenza, la vera differenza, coloro che si caricano il mondo sulle spalle e ci salvano più dei Ghostbusters… Sì. Sono loro.

Sono i supereroi. Come definireste Spiderman, se non supereroe? E Superman? E Gesù Cristo? E Dio? E Dante Alighieri?

Il dizionario definisce un supereroe come un “personaggio dotato di poteri eccezionali, dei quali si serve per salvare gli esseri umani in pericolo”.

Oggi, noi di Non si sevizia un paperino vogliamo narrarvi le immani gesta di un grandissimo supereroe. Un individuo che già ha iniziato a far parlare di sé; già sono molte le donne che lo amano, e già sono tantissimi anche gli uomini che farebbero follie per questa figura misteriosa, di cui non si conoscono età, genere, nulla. Ma partiamo dall’inizio.

Erano funesti i tempi che straziavano i coglioni del mondo. Una fitta coltre di ignoranza offuscava le menti dei più, ed i pochi rimasti erano a amalapena in grado di organizzarsi per tentare di offrire una Resistenza Umana di fronte ad essi.

Migliaia, milioni di persone improvvisamente si erano risvegliate da un torpore intellettuale se non intellettivo per sprofondare in un sonno della ragione senza speranza. Il tutto a causa di uno strumento magico dato loro da uno Stregone malvagio e sornione; questo strumento, lo avete intuito già, si chiamava smartphone.

Ma ciò non bastava. Queste persone infatti ancora non avevano capito bene come funzionasse, quel coso. Solo un ulteriore gradino scalato con cattiveria dallo Stregone preparò il terreno per un’avanzata degna delle legioni infernali: giga praticamente illimitati, per una connessione pressoché infinita.

Tutto era pronto, ormai, e dal suo torrione maledetto lo Stregone, davanti alle fila sempre più numerose di questi Zombie, fece riecheggiare la sua voce potente che impartiva l’ordine definitivo: “TUTTI SU FACEBOOK!!1!”.

Niente fu come prima. Ognuno degli Zombie, improvvisamente, divenne superesperto di qualsiasi ramo dello scibile umano. C’erano bidelli di scuola materna che denunciavano la verità sui vaccini, invitando a “aprire gli okkiii!!!”; c’erano casalinghe che non avevano mai letto un libro alle quali non la si poteva fare in termini di finanza internazionale, di spread o di bitcoin, che non mancavano di ricordare che “svegliaaaa!!!!!!11!!!”.

Orde di persone con la bava alla bocca che illuminavano la notte e il giorno con la loro insipienza, di cui lo Stregone si compiaceva, e anche parecchio. Soprattutto perché il suo esercito aveva assorbito completamente il più grande insegnamento che lo stregone avrebbe mai potuto offrire: “Figli e figlie – disse il canuto malvagio – mi raccomando: se per caso sentiste nascere qualcosa in voi che vi pare somigli a qualcosa che si chiama senso del ridicolo, non abboccate. Il senso del ridicolo non esiste, è un’invenzione del PD, della BCE e della massoneria. Perciò, andate, andate e rendetemi fiero di voi”.

La situazione era ormai al limite. Le poche persone dotate d’intelligenza, mica dei geni, ma normalmente dotate, non sapevano più come fare. Gli argini stavano per cedere. Ogni tanto qualcuno ingaggiava degli scontri incredibili con le schiere dello Stregone: “Scusa – scriveva questo tizio – ma non sai che la notizia è falsa?”. Questo tizio viene sbranato dai cani, insultato, deriso, minacciato. “Scusa, ma non ti sembra in contraddizione con i principi che difendi” chiedeva un altro tizio il quale, a sua volta, faceva una finaccia.

E poi, quando tutto sembrava perduto, venne il giorno. Venne il giorno in cui un barlume di speranza si riaccese in ognuno di noi, di noi della Resistenza Umana. Quel fioco bagliore dell’alba quando la notte inizia a spostarsi poco più delle colline, e tu, dalla finestra, ti chiedi: è questo il giorno?

Quel giorno arrivò, e con sé portò in dote il supereroe di cui l’umanità aveva bisogno.

Quel giorno, le bacheche degli schiavi dello stregone iniziarono a tremare.

Era lui.

Era arrivato.

A svegliare le coscienze, a riscuotere le menti, era lui, era arrivato: era il CAZZOCENTRATORE.

Da quel giorno, ogni volta che uno degli schiavi scriveva “Sì ma il PD allora?” arrivava lui ed a lettere di bit infuocati vergava un definitivo: “MA COSA CAZZO C’ENTRA?”. “Il governo vuole tagliare gli alberi in Venezuela e la Boldrini che dice?!”. Ecco lui, scintillante, meraviglioso, inoppugnabile: “MA COSA CAZZO C’ENTRA?”. Alcuni degli Zombie più potenti tentarono di farlo fuori con un’arma quasi letale ed antica, quasi dimenticata: “Sì, ma i marò?!!1!?!1??”. Niente riusciva a fermarlo. Niente.

E così per giorni e giorni, notti intere, e poi giorni. Il suo “MA COSA CAZZO C’ENTRA” riempì l’etere. Diventò più famoso e famigerato della Z di Zorro. Tentarono ancora di fermarlo, di combatterlo adducendo ulteriori argomentazioni che c’entravano un cazzo ancora meno di prima. Ma lui non aveva paura, ed un “MA COSA CAZZO C’ENTRA?” alla volta riuscì a far breccia nelle schiere degli zombi.

Lui, il nostro salvatore, aveva capito. Ed aveva deciso di donare alla Resistenza Umana un grandissimo esempio, ed un grandissimo insegnamento: che con questa gente, è inutile ragionare. Che l’unico modo per salvare loro e la Resistenza Umana era sbattergli in faccia il fatto, innegabile perfino dagli Zombie stessi, di essere dei rincoglioniti di livello SuperSayan Millemila. All’inizio pochi fra loro mollarono la presa. Ma quella domanda divenne per loro un chiodo fisso sempre più ingombrante. Perché di fronte a quella domanda, essi… Essi s’impallavano. Nessuno, neanche lo Stregone, li aveva preparati a quell’eventualità. La grande, enorme verità che il nostro supereroe aveva mostrato loro, era esattamente questa: no, amici, tutto quello che dite NON C’ENTRA UN CAZZO.

Così come Gesù Cristo e anche come Neo di Matrix, il nostro grandissimo supereroe, il nostro amato CAZZOCENTRATORE ci ha indicato la via. Ci ha insegnato che forse una speranza esiste ancora. E forse un giorno, il CAZZOCENTRATORE che è ognuno di noi si risveglierà, spazzando via quelle legioni skifose!!1!!, e rendendo il nostro mondo un posto forse non migliore, ma di sicuro quantomeno grammaticalmente un po’ più sostenibile. Adesso sta a noi. Solo a noi.

[Gianni Somigli]

 

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3 comments

  1. Bellissimo articolo, varrà molto di più tra qualche decennio se il Cazzocentratore sarà ancora vivo… sarà testimone dei libri di storia.. dovrebbero metterlo in prima pagina su… emh Facebook hahaha. Da condividere immediatamente, anche io la voglio la maglietta!!!

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