Mafia elettorale

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In Sicilia il Movimento 5 Stelle prende troppi voti rispetto ai candidati presentati.

Pensate un po’, tutti i voti che determinarono vittorie sfavillanti con la conquista di tutti o quasi i collegi per per Forza Italia negli anni d’oro di zio Silvio, quelli che abbiamo accusato di voto di scambio, di puzzare di mafia lontano 700 chilometri, ora si sono trasformati in onestissimi voti che hanno portato il M5S a successi persino più eclatanti. L’onestà sta già andando tanto di moda da aver reso la mafia una roba alla stregua del mullettone col pornobaffo.

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E dalla Sicilia via dritti e veloci verso Roma, dove si sta svolgendo il processo Mafia Capitale.
Se faranno in tempo potranno mandare in pensione la fata turchina trasformando con due vaffa anche il più accanito mafioso in uno splendido stallone da onestà.

Ovviamente questo è l’ultimo dei nostri problemi (sintomi), l’ho accennato tanto per ridere e per avere un titolo acchiappa-indignati politici.

Meno interessante ma più soddisfacente è invece proprio il processo stesso, che vede un gruppo di politici e imprenditori accusati di aver creato una struttura per fottere tutti gli altri in faccia. Ossia più o meno quello che cercano di fare tutti, ma esagerando un po’.

Personcine per bene eh, come il coerente Massimo Carminati, che dopo le lotte armate in favore di ordine, disciplina, dio, patria e famiglia, ha deciso che “mafia” poteva essere una buona sintesi dell’intero concetto e che intascare oro era meglio che buttare piombo.

O come Salvatore Buzzi, uno che è stato bollato come semplice intrallazzatore, ma che potrebbe insegnare networking all’università della vita, e probabilmente è finito dentro solo per contattare i clienti migliori.

Ma pure Franco Panzironi, uno che è riuscito a stare vicino ad Alemanno tanto da guadagnarsi i galloni da amministratore dei rifiuti della capitale. Non a caso il contatto con Carminati, Buzzi, e Luca Gramazio, ex capogruppo PDL, non meno colpevole ma incapace di conquistare il titolo di mafioso DOC.

Da lì in poi un minestrone di personaggi più o meno noti, come il presentissimo Tredicine, eroe dei furgoncini della vendita ambulante, o Odevaine, braccio capace di Veltroni la cui confessione e il cui pentimento sono riusciti a fruttargli un aumento di pena di oltre tre anni rispetto alle richieste del pm. E via così, con un campionario di disonestà e incoerenza da far pensare che i cinque stelle potrebbero aver ragione di volersi vedere votati, che lasciano almeno il dubbio dell’onestà.

Ma tranquilli, stanno lavorando anche su quello.

So che saprete cosa state per leggere: “gli italiani sono sempre italiani”. E avete ragione.
Lo sono quelli che hanno votato, che nonostante “l’invasione” straniera sono sempre gli stessi che hanno votato le scorse volte (al netto dei morti);

L'immagine può contenere: sMS

e lo sono quelli che stanno avvicendando i partenti in parlamento.
Con questo vorrei solo portare il mio entusiasmo, secondo solo solo al mio ottimismo, nei pensieri dei catastrofisti del post elezione e in quelli dei seguaci della religione dell’ultimo arrivato: non credete, fate. E se non fate, non vi credete.

Erano già diversi quelli della della Lega, venuti coi forconi e coi fucili ad aprire il parlamento come una scatoletta, a farlo saltare in aria, a sfanculare i vecchi papponi. Ecco, da allora ci sono i nuovi papponi. Da oggi, ce ne saranno altri.

Così come non è cambiato il vostro vicino, così non cambierà la vostra vita se non la cambiate voi, magari guardando avanti, che guardando indietro si finisce per vedere a testa in giù o per girare così.

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[D.C]

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