Osmosi aerea olistico medicale

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Il mio professore di chimica al liceo me lo ripeteva sempre: un po’ di botte dai nove ai quattordici anni non hanno mai fatto male a nessuno.

Non ho mai capito il senso della cosa, esattamente nella misura in cui non ho mai capito perché spiegasse l’osmosi dicendo alla classe “io faccio una scorreggia qui e lui in fondo la sente: questa è l’osmosi.”

Non pensavo avrei compreso finalmente la cosa con tutti questi anni di scarto, leggendo notizie scelte a caso nel nostro paniere politico; eppure è così: nei salotti bene così lontani da me si pontifica di alleanze politiche ai limiti del ridicolo, ed io posso benissimo sentire da qui la puzza di merda che naturalmente si sprigiona da questi discorsi.

Osmoticamente, dunque, e con narici ormai avvezze a tanto cari effluvii, dedicarsi ad un’analisi sociologica dell’essere umano ci rimane pena lieve.

Tosto, quindi, passiamo in rassegna le posizioni che ci portano ad attribuire il rinnovato, ma non banale, premio de Lo Stronzo della Settimana (eccezionalmente per oggi a tema olistico medicale).

De André, ti prego di perdonarmi, ma come scorreggia di sterco è aereo travaso nel migrare repente di naso in naso anche la notizia, ritornata di recente agli onori di una cronaca social che tanto ci piace, dell’esistenza dei Respiriani ritorna a farci interrogare sul perché la selezione naturale non funzioni mai come deve.

Per quanto la notizia non sia recentissima ci permette comunque una riflessione importante. Partendo, infatti, dal comune sentimento del Do what thou wilt (fate quello che coño vi pare) che dovrebbe sempre muovere il cuore e le altre (cinque) stelle, quello che appare inspiegabile è dover addirittura assegnare un terzo posto risicato non tanto a Nicola Pilarte, respiriano convinto, quanto a tutta quella stregua di giornalisti che a questo enorme cumulo di puttanate continuano a dare spazio. Insomma, non bastavano i pastafariani?

Altra menzione di ritardo con secondo posto di sponda per l’essere passata in sordina come notizia – ma le regaliamo anche il premio speciale emmenomaleva’ – per Gabriella Lesmo, radiata all’Ordine dei Medici per le sue teorie sulla cura dell’autismo attraverso cure detossificanti. Noi non siamo certo medici. Si potrebbe dire addirittura che siamo persone semplici che da una vita si battono contro la tachipirina in supposte, ma quello con cui fatichiamo davvero a rapportarci sono i diciassette starnuti che ci esplodono per l’allergia alle puttanate.

Siamo alla cima.
Quanto ci piaceranno le nuove scoperte nel campo della medicina onanistica?
Senza troppi giri di parole, dunque, è onere ma anche onore assegnare l’ambita coccarda stercaurata a Jillian Mai Thi Epperly non solo per il suo nome, così lungo da farci prender fiato addirittura due volte mentre lo pronunciamo, maledicendo qualsiasi velleità tabagista, ma anche per la sua incredibile scoperta che vede il centrifugato di cavolo come cura per lifrosci ™.
L’omosessualità, del resto, non è una condizione tollerabile in questo nostro distopico presente alla Orwell ed è una fortuna avere preparati simili.
Non solo! Pare che lo stesso beverone possa curare autismo e che, con un’adeguata aggiunta di carciofi, rabarbaro e brecciolino senese si possano addirittura curare la gotta e frenare l’impulso di guardare nella carta igienica dopo essersi puliti il sedere.
Alla prossima!

[Piero Mariella]

 

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