Nessun biasimo per chi molla

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In Veneto hanno munito gli operatori medici e operatori sanitari di fischietto anti aggressione.

“Le prendono in continuazione”. È stata la motivazione nell’atto di armarli in tale maniera.

Bene ma non benissimo.

Ora immaginatevi in una situazione nella quale la pressione cresca quotidianamente tanto da presentarsi anche a livello fisico. Immaginate di resistere e partecipare mentre fate il vostro lavoro, mentre cercate anche di vivere.
Ora immaginate che il vostro sforzo non porti risultati, se non casuali e senza relazione con il vostro operato.
In somma, quando la pressione aumenta inesorabilmente, quando i vostri sforzi sono inutili, quando comunque volete arrivare a domani, se vi cagate addosso non potete sentirvi in colpa.

Mollare il colpo, smettere di resistere, trasformarsi in una sorta di entità zen che lascia scorrere l’energia del flusso fuori e dentro di sé. Mollare per vivere, come un’arte marziale.

Persino i primi tra i nostri cittadini mollano pur tirando avanti con la propria vita. Pensate a Virginia che rinuncia alle olimpiadi per il rischio di infiltrazioni e “di pochi che ci guadagnano sulla spesa di tutti”, e che nonostante questo affronta la sua quotidianità di appalti per qualsiasi altro lavoro.

Vedetevi come quei calciatori in attività che hanno dato l’addio alla Nazionale.

O come italiani ragionevoli in un paese populista, fieramente ignorante e pericolosamente incapace.

Continuo a essere dell’opinione che non sarà la fine del mondo, certo potremo andare peggio, ma siamo comunque un popolo abituato ad arrabattarsi, pigri e agiati nelle nuove generazioni, ma sempre poveri per cultura, nel bene e nel male. Quindi se sentite la pressione per tutte le cazzate che tentano di infilarvi giù per ognuno dei cinque sensi, se incontrate sempre più spesso idioti in doppia fila che accompagnano i figli a un varicella party organizzato alla giornata contro l’aborto, se ancora oggi, dopo l’alleanza Lega-M5S non potete aprire un social senza leggere “Eh, però Renzi”, se c’è la fila in farmacia per comprare l’oscillococcinum perché Big Pharma vuole speculare sulla tua salute, allora se volete buttarvi da una parte a vomitare dal culo tutto questa merda, nessuno ve ne vorrà, perché sappiamo che domani dovrete alzarvi e ricominciare.

Capisco anche quelli che la fanno proprio finita, anche se mi piace pensare che ci sia qualcosa di più che un branco d’imbecilli dietro a una scelta del genere. Comunque va bene così.

E non voglio dire che non dobbiate lottare, che non dobbiate cercare di riportare l’umanità intorno a voi sui binari della sanità mentale, che non dobbiate mettere al proprio posto quell’umanità che si distingue dalle bestie per le Hogan ai piedi. Dico che se non ve la sentite più di provarci, avete tutta la mia comprensione. C’è una vita sola, e Gandhi se l’è passata male, Mandela pure, Guevara non ne parliamo, Kennedy bum, Galileo mamma mia, dai, si tratta di vite distrutte, completamente dedicate alla causa, alle future generazioni. E io manco c’ho figli, quindi immaginate un po’.

E pensate all’effetto olimpiadi, a tutti quelli che si allenano tutta la vita per diventare campioni del traino del mondo, e non ce la fanno, ma hanno comunque utilizzato così tutte le proprie possibilità.

Davvero, bravi tutti, ma se volete mollare, nessun biasimo.

[D.C.]

 

 

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