Fragranza aromatica bufalistico mediale

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Renato, il mio fruttivendolo di fiducia dei tempi universitari, me lo ripeteva sempre: non credere a tutte le cazzate che senti in giro e verifica sempre le fonti. Il fatto che lo dicesse armeggiando un bitorzoluto cetriolone o due pere abate mi ha sempre un po’ sviato, ma, in fin dei conti, il senso era tristemente chiaro.

Come è tristemente chiaro che se da una parte tutto uno stuolo di complottisti Nostradamus dipendenti si divertono ad anagrammare il dittico di cognomi Salvini – Di Maio per ottenere Anima di Silvio, dall’altra parte la modesta risposta che il mio logoro cervello partorisce dall’anagramma è, invece, Io Salma di Vini, indicandomi lapalissianamente la via da seguire per disinteresse e cinquestellino fervore.

Lontani, quindi, da qualsiasi velleità politica, che lasciamo ai palati fini del bel dialogo a noi ignoto, e inebriati di vino (tanto), musica (il giusto) e poesia (meno), ci perdiamo nel profumato il bouquet di fiori di anacardo e mirtillo che si sprigiona stappando quell’ottima e invecchiata bottiglia de Lo Stronzo della Settimana (inqualificabilmente per oggi a tema bufalistico mediale – nel senso che prima di controllare tutte le cazzate che condividete vi fareste prima spezzare il mediale).

Bronzo laccato di resina con pergamena premio speciale del piove sempre sul bagnato per tutta quella manica di favolosi babbalei che, al suon di èunoscandalo e sventolando la clava del potere popolare, hanno retwittato, sharato, shakerato, lettera o testamento l’aspra notizia secondo cui una ottantottenne aquilana (ma da qualche parte diventava palermitana e di anni ne aveva ottanta) avrebbe lasciato la sua E-N-O-R-M-E eredità nientedimenoche a Silvio Berlusconi. Lo avete cliccato quel “condividi”? Bravi. Avete vinto un soggiorno nelle terme Ilva di Taranto. Potete presentarvi direttamente lunedì mattina innanzi all’altoforno #5, riaperto appositamente per l’occasione.

E poi, di colpo, l’indecisione. Dove pescare l’argento? Nel paniere degli antivaccinisti e degli omeopati? No, lì basta Burioni. Nel calderone dei complottisti? Nel curriculum di qualche candidato premier a caso? No, la ricca premessa ci ha esonerati. E allora?
E allora andiamo più lontano; precisamente da Brian Morris, novello virgulto vincitore sano di lotteria, che ha avuto la bella trovata di usare il fantastilione di dollari vinto per spedire 20mila tonnellate di letame al suo capo (e come non condividere a terremoto una notizia di – mi si perdoni l’audacia – floptv?). E magari, mentre sorridete, ci avete pure creduto. Dico, avete presente quante sono 20mila tonnellate di merda? Se non ne siete consapevoli iniziate pure a pesare la vostra e fate un paragone.

E se oro dev’essere che oro sia.
Greve, ma anche grave polemica per la notizia, rivelatasi poi l’ennesimo bufalone di cui i cliccatori dal like facile sono tanto ghiotti, che avrebbe visto un presunto geometra di Battipaglia proporre una statua di marmo, crema al mascarpone e nduja per la Barbaronadurso nazionale. L’utente medio avrà pure trasecolato di fronte alla notizia per qualche attimo, ma la cosa davvero incredibile non è tanto la possibilità che una statua in suo onore venga realmente proposta in qualche consiglio d’amministrazione, quanto il fatto che una statua non le sia stata ancora dedicata.
Occorre spiegarvi anche il perché?
Mettetevi nei panni di un investitore medio che compra a caro prezzo uno spazio pubblicitario in prime time, allora. Non storcete il naso perché è inutile stare a commentare pomeriggi numerici o l’incommentabile Grande Fratello quando lo share (quasi al 30%) e i numeri in generale smentiscono qualsiasi polemica. E chi è che alimenta lo share?
“Gli inserizionisti hanno ritirato i loro prodotti!” sentenzierà il polemico dell’ultima ora. Falso. Alcuni sponsor hanno ritirato i loro prodotti dalla casa, ma gli inserzionisti veri (quelli che portano biada e grano nei mulini di Viale Europa) hanno mantenuto tutti i loro spazi pubblicitari in un programma che ne vanta ben otto in ogni puntata.

Quindi, parafrasando bene, la signora Barbara Threehorn D’Urso fa girare molti soldi in questa città; tu, invece, caro il mio polemico anti-televisionespazzatura che sotto sotto guardi compiacente Le Iene, fai girare solo le palle. E nemmeno così bene come credi. Se davvero, quindi, stai storcendo il naso e ondeggiando il capo in lunghissimi NO il vero stronzo non puoi essere che tu.
Ma non preoccuparti, lo cantava anche Gene Simmons; probabilmente, a questo punto, stronzo lo sono anche io. Quindi, sei in buona compagnia.

[Piero Mariella]

 

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