Notte dopo degli esami

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Maturità per mezzo milione di studenti.

Mezzo milione di giovani sta affrontando la prova di maturità, una sorta di rituale di passaggio all’età adulta non dissimile dal salto nudo della mandria di tori, o dalle più semplici frustrate. E con la medesima valenza pratica.
Dal punto di vista dell’efficacia siamo sui livelli del segno della croce che accompagna l’ingresso sul campo da gioco, dal punto di vista emblematico lo stesso ma con i chiodi.

Fatto sta che questo è il rituale scelto dalla nostra società, tutto sommato nemmeno male, se lo consideriamo un legame tra crescita e conoscenza, cultura. Apparentemente una buona dichiarazione, se poi non ci mostrassimo medici che per credenze religiose non medicano, giornalisti che per propaganda distorcono l’informazione, ricercatori che per interessi privati manipolano studi scientifici. Ma anche solo utenti di social senza alcuna coscienza.

In pratica quella che abbiamo nei confronti dei nostri maturandi è una pretesa da preti: fate quel che diciamo non fate quel che facciamo.
Che la concorrenza nel settore stronzi è già fortissima.

Quindi capirete come, mentre gli studenti sono inquadrati nella romantica immagine della notte prima degli esami, quella che preoccupa di più il sottoscritto è la notte successiva, la prima in cui inizieranno ad essere considerati individui di autonoma volontà, prima notte da elettori, prima notte da veri colpevoli, prima notte in cui mostrare al mondo non se, ma quanto siano teste di cazzo.

Per questo mi permetto di affidare alle prossime righe un messaggio che ha valenza di consiglio quanto un Tavernello ha valenza di vino: non fatevi sopraffare dalla necessità di raggiungerci, né per quantità né per qualità, siamo già troppi e troppo stronzi: il fatto che andiamo avanti così non vuol dire che vada bene. Non pensiate di saperla meglio di noi solo perché siamo stronzi, è possibile e probabile che la pera non sia caduta lontana dall’albero. Quando qualcuno vi risponderà “perché si è sempre fatto così” immaginate di dovervi ancora nutrire succhiando dalla tetta di mamma e poi cercate una soluzione che non sia succhiare dall’altra tetta. Abbiate pazienza ma mentre aspettate inventatevi qualcosa, che il momento giusto arriva ma non puntate tutto sul corriere Godot. Sentitevi liberi di credere in quel che volete, ma ricordate che anche se vi siete convinti che la vostra merda sappia di Nutella non vuol dire che potete farci i panini per gli ospiti. Se vi offrono la merda, rifiutate gentilmente e preparate qualcosa di accettabile.

Noi non ci siamo riusciti, ma alcuni di noi sono pronti a darvi una mano, perché l’importante non è stare svegli la notte prima, ma riuscire a dormire la notte dopo.

 

[D.C.]

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