Un’altra sinistra è possibile?

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No. Sì, è proprio uno spoiler prima ancora di iniziare: la risposta è no. Per avere un’altra sinistra dovremmo, quantomeno, averne già una degna di questo nome. E invece.

Ma sto correndo troppo. È che sono un po’ emozionato. Oggi è il sesto compleanno dei Paperi, abbiamo un Governo guidato da Movimento Cinque Stelle e Lega Nord e la sinistra è vitale come un bradipo tetraplegico. Che giorno meraviglioso per scrivere un articolo.

“Ma è uno sporco lavoro e qualcuno dovrà pur farlo”, come disse Papa Roncalli approvando il Crimen Sollicitationis. E dunque, cominciamo.

Fra la gente che capisce un minimo di comunicazione, e in particolare di comunicazione social, c’è un mantra che gira in questi giorni: “commentando Salvini sul piano del populismo, ossia reagendo alle sue sparate dandogli del razzista o del fascista, si fa solo il suo gioco”. La teoria, in realtà piuttosto fondata, è questa: Salvini sta adottando una strategia di comunicazione finalizzata ad alimentare gli estremismi, e commentando in modo aggressivo non si fa altro che fare il suo gioco.

Anche perché non è che dare del razzista a uno che rigira la frittata in mille modi, salvandosi di volta in volta con la contro-accusa di buonismo, con l’orgoglio italico o una supercazzola, si risolva granché. Bisogna cambiare approccio. Togliendosi per un secondo la caligine rossa dell’indignazione dagli occhi, per esempio, è facile notare come l’azione dell’attuale Governo sia al momento riassumibile con “un cazzo nulla”. Cosa è stato fatto a livello economico, o per i lavoratori, o in generale per chiunque? Un cazzo nulla. Ecco, questa sarebbe stata una bella magagna da attaccare politicamente: il Governo del Cambiamento ci ha messo mesi a partire, e ora che è partito non fa comunque un cazzo nulla.

Peccato che mentre il Governo non faceva un cazzo nulla, la sinistra è riuscita – sfidando le leggi della fisica e piegando lo spazio-tempo – a fare ancora meno: un cazzo nulla meno sette fratto altri due cazzi, di cui almeno uno di dimensioni ragguardevoli.

Ma vediamo nel dettaglio.

Una nave con sopra 629 migranti è stata dirottata verso la Spagna e tutta insieme la sinistra ha urlato “razzisti!”. Sia chiaro: è una cosa grave, a livello proprio di umanità, su questo non ci piove. E va bene incazzarsi, ci siamo incazzati anche noi. E poi?

Poi è successa quella cosa del censimento rom, e abbiamo urlato “nazisti!”, che insomma certe cose non si fanno. A Salvini è bastato tirare in ballo il censimento di rom, sinti e camminanti messo in atto da Pisapia a Milano (del tutto analogo a quello di Salvini, non nei toni, ma nelle intenzioni dichiarate) per far sì il fronte della sinistra si sbriciolasse fra contraddizioni, posizioni logicamente discutibili e litigi, quando sarebbe bastato ammettere candidamente che qualsiasi schedatura su base etnica è sbagliata e che quello di Pisapia è stato un errore, anche se il censimento è stato fatto in buona fede o, come si suol dire, a fin di bene*. E poi?

Poi Di Maio ha parlato di censire i raccomandati alla RAI.

Quando abbiamo finito tutti di ridere e applaudire al bimbo che ha imparato una parolona nuova,  Salvini ha parlato della rottamazione delle cartelle equitalia, qualcuno ha urlato “condonisti!”, ma non tutti hanno capito e il dialogo politico si è fatto confuso. E poi?

E poi nulla, dalla Libia i migranti continuano a partire e continuano a sbarcare in Italia, i rom non sono stati censiti, l’evasione è alle stelle, il debito pubblico galoppa (+9,3 miliardi in un mese), lo spread è sempre oltre 330 (fino a due mesi fa era a meno della metà), la crisi è sempre lì e del reddito di cittadinanza non si vede neanche la sagoma in controluce alla fine di un lunghissimo tunnel (quello della droga, probabilmente), ma l’opposizione, di opponibile, sembra non avere neanche il pollice. Sarebbe il momento migliore per scatenare un’offensiva politica precisa, mirata, efficace, magari supportata da una comunicazione puntuale e comprensibile. Ma il massimo che si vede sono messaggi sdegnati con contenuti scontati.

Perché Salvini probabilmente continuerà a fare le sue sparate mentre prenderà provvedimenti controversi: dare i taser alla polizia, fermare per “controlli” i giornalisti o gli attivisti non allineati, annunciare roboanti riforme fiscali, minacciare Saviano di togliergli la scorta, erigere un muro all’altezza del proprio collo per separare le spalle dal culo, cose così. E se ogni volta, anziché attaccare dove può vincere, la sinistra reagisce dicendo “È INAMMISSIBILE, ADESSO TRATTENIAMO IL RESPIRO FINCHÈ NON SMETTE” (spoiler: non smetterà) la diaspora di voti sarà inarrestabile come la prima pisciata mattutina. Non va attaccato il Salvini comunicatore, va attaccato il Governo a livello politico. Sennò finisce come con Berlusconi. Ve lo ricordate com’è finita, vero? Lui è ancora lì che ride mentre Renzi si ingozza di gelato guardando le repliche di Desperate Housewives e D’Alema fa l’imitazione della particella di sodio dell’acqua Lete.

Alla sinistra servirebbe una linea d’azione politica e comunicativa radicalmente diversa rispetto quella tenuta fino ad oggi, perché quelle di Salvini non sono solo parole, ma anche azioni (“comunic-azione”, direbbe il buon Daniele Oppo); se da un lato il Governo fa poco, Salvini qualcosa fa, e anche se è vero che c’è una discordanza fra ciò che viene annunciato e cosa viene fatto davvero, Salvini non è solo fumo e niente arrosto, l’arrosto c’è, anche se sa di merda: “chiudiamo i porti” era in realtà “chiudiamo i porti alle ONG straniere”, ma intanto la Aquarius è stata dirottata, dei poveracci hanno passato ore drammatiche e i consensi di Salvini sono aumentati.

“Rimandiamoli a casa” non si può combattere con “rimandiamoli a casa, ma un po’ meno”, fra originale e copia vince l’originale. “Sono tutti criminali”, che è una balla, non si può sostituire con “sono tutti risorse”, che non è proprio una balla, ma lo diventa al momento in cui la situazione è quella attuale: l’immigrazione diventa risorsa tramite l’integrazione, ed è proprio su questo versante che l’Italia è indietro anni luce rispetto a una condizione ottimale. Proporre gli stessi slogan della destra, ma in versione omeopatica, o sostituendo l’odio con la compassione, senza nel frattempo aggiungere contenuti realistici e propositivi, senza investire sull’informazione e la formazione della coscienza civile dei cittadini, non funziona.

Gli avversari vanno affrontati politicamente (e non, o almeno non solo, in chiave moralista) e su terreni vantaggiosi, non su quello, scivoloso, dello scontro diretto su argomenti scelti dall’avversario stesso. Lo “specchio riflesso” lasciamolo ai bambini, perché se lo usiamo noi facciamo una figura di merda che a confronto Berlusconi che grida “MISTER OBAMAAA” è un fulgido esempio di buona pratica nell’ambito della diplomazia internazionale.

È inutile criticare l’alleanza fra M5S e Lega quando il PD è stato alleato di Berlusconi e Alfano. È inutile puntare il dito sui litigi interni ai cinquestelle quando la sinistra sembra lo scheletro di un gatto dopo che ci si è seduto sopra Adinol un ippopotamo. È inutile attaccare sul fronte della coerenza quando si è stati coerenti a giorni alterni. Non si può andare a muso duro contro gli anti-europeisti dicendo che l’Europa non sbaglia mai, l’idea che l’Europa azzecchi ogni singola mossa è una cacata tale che a confronto Green Elephant è un film sull’igiene, oltre al fatto che l’unico effetto che si ottiene è quello di rafforzare l’idea di un’Italia sottomessa all’UE (anziché una sua parte attiva e autorevole), che non so se l’avete notato ma è una cosa che non piace quasi a nessuno. È inutile attaccare sul fronte dell’antirazzismo e del “restiamo umani” quando fino a ieri Minniti sposava una linea basata sulla repressione e contenimento (non solo col pugno duro sui rimpatri e l’estensione della rete dei centri di detenzione per i migranti irregolari, ma anche e soprattutto col piano di finanziamento ai campi per migranti in Libia, che non so voi ma a me ricordano tanto dei lager più soleggiati). Insomma, la sinistra deve smettere di inseguire la destra, perché sennò, come dice sempre un mio saggio amico, sono volatili per diabetici. Non faccio distinzioni fra centro-sinistra e sinistra-sinistra, la sinistra dovrebbe essere una e non ha bisogno di annacquarsi. Non siamo mica i fascisti, che devono lavare via lo sporco.

La sinistra deve ripensare sé stessa e tornare ad essere un punto di riferimento per chi crede in una politica non solo laica, tollerante, egualitarista, democratica e progressista, ma anche decisa e determinata sia sul suolo nazionale che nei rapporti con Unione Europea e stati extraeuropei.

Se guardo alla sinistra degli ultimi anni vedo protagonismi, scissioni, divisioni, ma soprattutto vedo programmi confusi volti a lisciare il pelo contemporaneamente alla sinistra progressista e ai cattolici, che è come voler pulire il culo di una tigre usando un istrice: probabilmente si incazzeranno entrambi. Vedo un’assenza di concretezza e di coesione, di determinazione e di auto-determinazione, in un costante e fallimentare tentativo di inseguire quando non imitare la destra sul fronte del leaderismo, della semplificazione e del populismo, che per quanto mi riguarda sono proprio le cazzate che vorrei non facesse la gente che decido di votare.

La destra continua a giocare alla guerra fra poveri. I politici di sinistra potrebbero pensare a come disinnescare l’ordigno dell’intolleranza, potrebbero puntare il dito contro le mafie e l’evasione, potrebbero proporre soluzioni non palliative ed economicamente sostenibili ai problemi della nazione, potrebbero opporre agli slogan populisti concetti semplici ma potenti come uguaglianza, legalità e tolleranza, potrebbero riportare il dialogo politico sui risultati e sui dati, strappandolo alle logiche dei proclami in piazza. Ma non sembrano intenzionati a farlo, presi come sono dal cercare di capire come si chiamerà il loro prossimo partitino, sai, quello “a sinistra di Sinistra Attiva, ma anche a destra di Democrazia Elegante”, quello che non si sa se si alleerà o meno con il partitino a sinistra di Democrazia Elegante ma in diagonale rispetto a Rivoluzione Anafestica, anche perché loro si sono alleati con quello a destra (ma non troppo) di Rivolta Borghese collocandosi a fianco ma un po’ più in basso dei Comunisti Keynesiani (ma ruotato di 23 gradi in direzione di Poveri Pigiastronzoli) e questo è inaccettabile.

Insomma, sembra quasi che quello che rimane della sinistra sia l’attesa della sinistra, o in alternativa una sinistra che si sposta a destra. Io so una sega, misi su questo blog sei anni fa con un pugno di sociopatici uniti dalla passione per sparare cazzate e bestemmie assortite commentando la roba che ci andava di traverso; siamo ancora qua a fare le stesse cose, quindi probabilmente sono l’ultima persona a cui chiederei un consiglio o un’opinione, però ecco: secondo me così si piglia fortissimo nel culo.

Spero di sbagliarmi, lo faccio spesso, ma a questo giro sono davvero preoccupato, non tanto di quello che potrebbe fare la destra, quanto di quello che sembrerebbe incapace di fare la sinistra.

Però oh, tanti auguri a noi.

[Marco Valtriani]

* Giova ricordare che tecnicamente la nostra forma mentis è “razzista” sia che si discrimini per nuocere che per aiutare; anche se ovviamente gli intenti sono diversi e il razzismo “cattivo” è ovviamente più deprecabile di quello che ha per scopo l’altruismo, nessuno dei due approcci si pone realmente in rottura rispetto al concetto stesso di razzismo: sia che io sia il bianco “tiranno e crudele nazista”, sia che io sia il bianco “benevolo signore illuminato”, mi metto sempre in una posizione di superiorità, da cui posso giudicare, punire, vessare, compatire o perdonare; il rapporto non è mai paritario o volto all’integrazione reale, che si ottiene solo dando pari diritti e doveri a tutti… ma su questo punto andrebbe scritto un articolo intero, quindi passiamo oltre. Mettiamola così: giova anche ricordare che, “a fin di bene” sono state distribuite anche un sacco di legnate a un sacco di gente.

 

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9 comments

  1. Bell’articolo, giusto e condivisibile.
    E siccome ho molte considerazioni più o meno sceme su questo argomento (e anche io ogni tanto mastico un po’ di comunicazione) vorrei elaborare e affondare più a fondo il tuo a-fondo condividendo e ribloggando dalle mie parti: posso?

      1. L’ho fatto: se ho scritto corbellerie avvisatemi, ma vista la situazione penso di potermi candidare come responsabile comunicazione delle Sinistre Trasversali Presto Trapassate. STPT per una testata d’effetto!

  2. 30 anni e passa di televisione berlusconiana hanno creato una bomba sociale che la sinistra doveva disinnescare, e invece nulla, riguardo al problema immigrazione avrebbe dovuto attuare una seria e severa politica di integrazione, e ha solo ingrossato i portafogli di oscuri politicanti abilissimi nel saltare da un partito all’altro come neanche mastella sapeva fare, nel tentativo di inseguire la destra il PD ha permesso che Renzi svendesse i valori della sinistra per qualche voto in più. E quelli che si definivano “veramente” di sinistra, capaci solo di un tira e molla,….questa legge la voto ma fa schfo….., questa legge fa schifo ma la voto perchè sono responsabile…., ocio che alla prossima lascio il partito…. ocio che lo faccio veramente….manco Tafazzi si dava così tante martellate sugli zebedei. Dopo Andreotti, Craxi e Berlusconi, pensavo veramente che non ci potesse essere qualcosa di peggio nel panorama politico italiano, ma mi sbagliavo. Di grosso. E per la prima volta sono veramente spaventato, anche perchè oltre ai webeti sui social, in strada sono sempre di più le persone che plaudono a questo governo…..

  3. Fino a quando continuerà la discesa all’inferno di questa sinistra che non smette di assottigliarsi,al punto da manifestarsi ectoplasma non solo allo sguardo? Tra un po’ci sarà bisogno di n medium, per cercare di comunicare con essa…..

  4. Eh, sì ma anche no.

    La divisione tra Democrazia Elegante e Sinistra Attiva – ovvero, ex PCI e ex DC – all’interno del PD non è una questione di lana caprina, ma di sostanza.

    Perchè il PD e’ anomalo proprio in questo senso: dentro ci sono i liberali renziani (ovvero: di destra) e lo zoccolo duro dei trinariciuti, e sono anime inconciliabili, congiuntesi per puro opportunismo (ovvero: “contro Abberlusconi”).

    Di più: la componente liberale – e in molti l’avevano capito già nel 2007 che sarebbe finita così – ha soffocato, com’è naturale, la componente socialista/post-comunista, sussurrandogli all’orecchio che “il comunissssmo ha fallito e il posto fissssso è un’utopia anacronistica”.

    E’ mia opinione che sia invece necessario, per rivedere qualcosa che assomiglia a una sinistra, che la sinistra si disaccorpi dal partito di Renzi e Minniti di cui ora è ospite e torni ad avere un’identità propria.

    Sempre se ancora esiste, lì dentro.

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