Bambole.

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Da qualche tempo sulla città è planata come una coperta di lana umidiccia la maledetta afa estiva. Non so che ne pensiate voi. Dico solo che se siete tra quelli che non vedono l’ora arrivi il caldo, secondo me non ci state molto con la testa.
Fortunatamente, però, sono uno tra quei ricchi (!!!) che non vive vicino agli zingari o ai negri. E quindi la sera mi riesce facile stare fuori a frescheggiare, bevendo una qualche ottima nonché molto costosa birra artigianale, invitando perché no qualcuno a cena per discutere anche animatamente di attualità presa da sinistra. Essendo ricco (!!!) e non essendoci negri, zingari o poveri nei paraggi, del resto, mi viene facile. Sapete.

Insomma. Una delle scorse sere si stava facendo questi ragionamenti snob e un po’ da ROSIKONI con delle persone a cui tengo molto. Una di esse, a un certo punto, mi fa: “Forse però sbagli, non dovresti metterti a offendere tutti dalla mattina alla sera, che così passi dalla parte del torto; dovresti smontare con l’intelligenza e l’ironia, con gli argomenti insomma, le bischerate che questa gente spara”. Quando vengo ripreso per un mio comportamento, uno qualsiasi, di solito reagisco lasciandomi andare nell’elargizione giustificatoria tipica di chi viene colto con le mani nella marmellata. Tipica di chi, insomma, alla fine lo sa che non è che ci si comporti proprio in questo o quel modo, ecco. Di chi si vergogna un po’, ecco. La mia risposta, invece, questa volta è stata: “No”.

No. No perché mi sono già rotto i coglioni. Ma parecchio, ragazzi. Parecchio. E già ci si potrebbe fermare qua, che il nodo centrale della faccenda è già stato espresso. Ma che ci volete fare, non vivendo vicino ai povery, ai negry e agli zingary noi siamo fra quella gente a cui ogni tanto piace anche riflettere democraticamente. Ascoltare consigli, punti di vista diversi. Queste stronzate qui. Mica siamo i sacri blog di noi stessi, noialtri radical chic. Ed è per questo, quindi, che vi chiedo, anzi: ti chiedo, a te che hai deciso di leggere questo articolo su questo blog e che, quindi, anche te sei un po’ ricco e un po’ radical chic rosicone: che facciamo?

Come ci si organizza, insomma? Che ne pensi, te? E come reagisci, te? Perché io, dannazione, continuo a pensare che qualche cosa bisognerà pur fare. In qualche modo bisognerà pur far sentire non solo il nostro dissenso, ma anche, se non soprattutto, il nostro senso di nausea. Qui non si parla più di politiche di un certo tipo, no; non si parla più di sparate da campagna elettorale perpetua. Ma quando mai. A questa gente, questa gente che ha dato il voto a questi raccattati della vita, non gliene frega un cazzo della politica. Si vede. Si sente. Sono stati promessi mari e monti, tasse flat e cittadinanza da reddito: spariti dai radar. Ora si discute solo ed esclusivamente di negri. Negri e zingari. Quelli che noi ricchi non abbiamo nei dintorni, insomma.

Vogliamo discutere di questa storia del naufragio e della foto dei bambini morti? Davvero vogliamo? Davvero abbiamo bisogno di metterci a parlare intorno a una tale mostruosa, banale forma di idiozia collettiva? Di degenerato senso dell’irrealtà? Voi mi volete venire a dire che io, con uno che mi vuol spiegare di come quei corpicini senza vita siano “bambole reborn”, con uno che mi dice SVEGLIA!!1!…
Io ci devo ragionare, con un demente di questo tipo?

Ammiro molto chi lo fa. Ammiro chi ha la pazienza da santo di mettersi lì e discutere, postare link da fonti ufficiali ed autorevoli, nel tentativo di smontare le certezze di questa mandria di facce di merda imbufalite, imbizzarrite, col capo-mandriano che ogni giorno riversa benzina su questo fuoco che come combustibile vede sempre e solo merda. Merda intesa come persone di merda, s’intende.

Ma io, che vi devo dire, non ce la fo. Non ce la fo proprio. Quindi: o lascio perdere, o m’infiammo. E lo so che s’incattiviscono ancora di più, questi, perché non ci arrivano mica, questi. Questi, in questo momento, son disposti a credere a tutto. Hanno bisogno di credere a tutto. Hanno la vitale necessità di insistere, testardamente, nello scavare il pozzo del ridicolo. Perché se si fermassero un attimo a riflettere, capirebbero, forse, di quanto son stati deficienti fin dal principio. Un po’ come il traditore che deve negare, negare sempre, anche l’evidenza: soprattutto l’evidenza.

Vi dirò di più. Io credo che quella storia dei bambini morti in mare abbia dimostrato ciò che succederà nei prossimi anni, in modo plastico. Una massa di adepti decerebrati disposti a difendere qualsiasi rivolo di vomito velenoso provenga dall’alto. Ma avete visto cos’è successo? Avete visto che la gente ha iniziato a taggare nei post imbarazzanti in cui si parlava di bambole Salvini e Di Maio, chiamandoli per nome, come per rivelare loro qualcosa di incredibile?

Grottesco. Schifoso. “Solo cento?”, scrive qualcuno. “Non avevano a partire”, scrive qualcuno. “Tanto sarebbero diventati ladri o stupratori”, scrive qualcuno. E badate bene: va a finire che questi son quelli sani. Perché oh, parliamoci chiaro: io apprezzo molto di più chi non teme di mostrarsi per ciò che è, senza ricorrere a complotti orditi da qualcuno per nascondere la realtà. I primi sono i mostri veri, quelli che escono dal buio quando si sentono forti. I secondi, invece, sono la maggioranza degli italiani. Vigliacchi che hanno bisogno di qualcuno, o qualcosa, che dica loro: no, non sei tu il cattivo. Paura. Da dove cazzo vi verrà tutta questa paura, perché avrete tutta questa paura. Perché.

Io lo so. Lo so cosa vi spaventa.

Vi terrorizza pensare che quei bambini lì siano veri.

Che li abbiate ammazzati voi con tutta la merda che vomitate ogni giorno. Vi terrorizza pensare che sia tutto vero, che con le vostre azioni, il vostro voto, il vostro non voto, le vostre non azioni, abbiate ammazzato VOI quei bambini. Vi terrorizza pensare che non potete fermare questa corsa, questo irrefrenabile discendere verso l’abisso. E allora meglio continuare, aumentare il ritmo, alzare il tiro.

Vi terrorizza pensare che un giorno vi sveglierete e vi porteranno a vedere cosa succedeva nei dintorni di casa vostra, mentre voi fingevate di non sapere. O peggio, giustificavate ciò che succedeva. Perché “prima gli ariani”, perché ci rubano il lavoro, le donne. Vi terrorizza pensare che un giorno vi porteranno a vedere una catasta di ossa di bambino. Vi terrorizza pensare che dovrete ammettere, quel giorno, che è stata colpa vostra.

Siete ancora in tempo. Non molto, ma un po’ di tempo c’è ancora. E noi siamo qui, ad arrovellarci sul perché non capiate, e a tentare di capire come far capire a voi che ragazzi, ehi, fermi tutti. Stiamo sbagliando tanto, se non tutto.

[Gianni Somigli]

 

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4 comments

  1. L’ha ribloggato su idioTincrasiee ha commentato:
    «Vogliamo discutere di questa storia del naufragio e della foto dei bambini morti? Davvero vogliamo? Davvero abbiamo bisogno di metterci a parlare intorno a una tale mostruosa, banale forma di idiozia collettiva? Di degenerato senso dell’irrealtà? Voi mi volete venire a dire che io, con uno che mi vuol spiegare di come quei corpicini senza vita siano “bambole reborn”, con uno che mi dice SVEGLIA!!1!…
    Io ci devo ragionare, con un demente di questo tipo?»

  2. Visto che chiedi: io reagisco con l’evitamento, per me questa maggioranza che oggi ha in mano il discorso non è degna della mia energia spesa per spiegazioni o insulti. Mi circondo di poche ma ottime persone, quelle con la merda nella testa non le voglio vedere manco virtualmente. E in tutto ciò, comunque un senso di sgomento e impotenza, il sospetto che comunque sbaglio anch’io.

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