FUORI I RAZZISTI DALL’ITALIA

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Lo scrivo senza mezzi termini, forse troppo a caldo e sicuramente in preda alle emozioni, ma io comincio ad avere paura.

Un passo indietro: ieri sera il sempre ottimo Ettore Ferrini ha condiviso sulla sua pagina Facebook lo stato di un suo contatto di Prato che mostrava la foto di una bolletta della luce con un inquietante adesivo attaccato sopra, adesivo che recita FUORI I MAROCCHINI DALL’ITALIA scritto in grassetto, con caratteri grossi disposti su tre righe, e sottolineato.

Una frase diretta, semplice, senza mezze misure, ma che dice tantissimo.

Dice che c’è una persona, forse più di una, che si è presa la briga di stampare un tot di adesivi e attaccarli alle bollette (sarà stato il postino di Nexive, la compagnia incaricata della consegna delle bollette a Prato? Probabile, a meno di colpi di scena), visto che nei commenti al post sono in tanti a sostenere di aver ricevuto la bolletta con lo stesso adesivo.

Dice che forse c’è anche una copisteria, una stamperia, che ha stampato questi adesivi, che li ha ritagliati per lui, per loro.

Dice che a Prato c’è almeno una persona che non vuole vivere a contatto con i marocchini. Che questi marocchini siano gli abitanti del Marocco in senso stretto, gli africani in generale o addirittura che la definizione si estenda ai meridionali in genere, come accade in molte parti del nord, non è dato saperlo.

Dice, e qui comincia la mia paura, che c’è qualcuno a Prato che non si accontenta più di esporre la sua intolleranza sui social o al bar, ma che spende qualche soldo di tasca sua per esternarla in modo esplicito, diretto, con una violenza che non è quella di un omicidio (del resto molti razzisti sono delle così brave persone, no?), ma che prende la stessa strada dei negozi vietati ai cani e agli ebrei di qualche anno fa.

Il clima di paura creato ad arte per la presunta invasione da parte degli extracomunitari, smentita dai numeri, sta portando questi frutti, e sono piuttosto sicuro che se la questione avrà risalto nazionale ci sarà chi, anche tra le istituzioni, sarà pronto a giustificare questo gesto, e magari a glorificare questo patriota che altro non ha fatto che esporre la sua esasperazione nei confronti delle risorse boldriniane, per aggiungere slogan agli slogan, altre frasi dritte e semplici che parlano all’ignorante, al manipolabile, alla pancia.

D’altronde il primo a dire Andate via, con un sorriso che più che simpatico risulta inquietante non è proprio il Capitano (sic)?

Io ho paura, dicevo, e sicuramente sto esagerando, l’ho detto all’inizio che parlo in preda all’emozione.

Ma quasi un centinaio di anni fa, a non essere graditi, oltre a ebrei, rom e omosessuali, erano i dissidenti.

E potete star certi che finché avrò voce (e dita) continuerò a scrivere contro certa gente.

[E.P.]

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3 comments

  1. E’ violazione di posta privata, è un reato, anche di quelli non secondari.
    Il Ferrini denunci e si punisca il colpevole quanto prima, fossi l’azienda stessa farei denuncia per parte lesa

  2. Segnalo questo articolo bello e utile che segnala l’altra faccia della medaglia:

    http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/07/20/news/io-bannato-da-facebook-per-la-foto-del-bimbo-annegato-ma-quelle-immagini-sono-un-bene-comune-1.325121?ref=RHRR-BE

    Cito:

    “In Italia è in corso un colossale processo di rimozione collettiva, che per dimensione e profondità ricorda quello della Germania nazista. Come i tedeschi conducevano una vita indifferente alle porte del lager, noi accettiamo senza batter ciglio che grappoli di persone muoiano per raggiungere le nostre spiagge. Oppure neghiamo che tutto questo stia accadendo, come testimonia la convinzione diffusa che le foto dei bimbi annegati ritraggano in realtà dei bambolotti.”

    Ora, la combo “processo di rimozione collettiva” unito a “razzisti che vanno in giro a piede libero” ha solitamente delle conseguenze interessanti.

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