Disordine e disciplina

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Movimento 5 Stelle e Lega.

Oggi il bersaglio è l’ordine dei giornalisti.

Intendiamoci, non è che si tratti dell’istituzione migliore tra quelle in circolazione, e lo dico consapevole del livello dei concorrenti, ma il movente “non ci stanno leccando il culo” mi sembra eticamente più debole dell’ordine stesso.

In questa nuova invettiva, sempre meno indignata e sempre più incarognita, ovviamente il movimento ha trovato un nuovo collante con la base. Il discorso “immigrazione” inizia a scricchiolare, un po’ perché appannaggio della Lega, un po’ perché venuto a noia, di ponti ricomincia a non capirci più un cazzo nessuno, e i vaccini sono diventati talmente complicati che ci vorrebbe quasi un medico per uscirne vivi; serviva qualcosa d’altro, qualcosa di facilmente comprensibile ma dall’eventuale soluzione fumosa, un tiro forte ma di quelli che se pure finisce in tribuna nessuno ci farà caso.

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Mentre proprio il movimento piazza uno dei portavoce più pagati della storia della politica italiana, è chiaro che il nemico, come sempre quando non gioca per te, diventa il professionista. I medici, gli ingegneri, i farmacisti, ognuno ha da guadagnare sulle spalle dei poveri cittadini, turlupinandoli con la destrezza di Braccobaldo Bau, figli di quei poteri forti che ormai non riescono a nascondere più nemmeno il culo nelle mutande.

Il vento è cambiato.

Sarà per questo che si sente che qualcuno non ha digerito bene. Per questo o per tutto quell’agire “di pancia”, analogia (lol) cui finalmente riesco ad attribuire una più concreta figura. Di merda.

Tutto questo mentre proprio quell’informazione, denigrata per il motivo sbagliato, sballotta l’opinione pubblica tra fantasiose dichiarazioni complottiste, fantasiose dichiarazioni economiche, fantasiose dichiarazioni logistiche, e non tanto fantasiose dichiarazioni razziste, alimentando quel populismo fantastica fiamma del cambiamento. E questi c’hanno il coraggio di abbaiarle contro.

Nell’eterogeneità di pance che scorreggiano stronzate però permane un’unione fortissima, che mantiene i pentastellati (e i leghisti) uniti in un unico compatto fascio, stretto dai legacci dell’odio.

Non so se, come nei video esplicativi che vediamo ogni tanto fare capolino sui social, qualcuno di questi salterà giù dal treno dei vincitori quando sentirà quest’odio rivolto verso di sé o verso la propria categoria. Fino ad ora, così non è stato, giacché nonostante l’italiano medio passi metà della propria vita in doppia fila, lo stesso urla serenamente al linciaggio degli irrispettosi del codice della strada, e magari l’inconcludenza governativa manterrà quello stato di “non riguarda certo me” in cui questo popolo di odiatori seriali ha scelto chi eleggere, come mai così giusto rappresentante.

Per ora, pur nel poco o nulla già fatto dal governo, qualche intruppata il paese l’ha presa, per fortuna stiamo solo ancora facendo manovra per uscire da un parcheggio difficile da lasciare, perché poi la strada è pericolosa e il ruolo di pilota non così garantito; e considerata la strada impostata sul navigatore direi che, tutto sommato, è meglio così.

[D.C.]

 

 

 

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