Guarda bene fratellino, guarda bene!

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“Efficiency and progress is ours once more, now that we have the Neutron bomb: it’s nice and quick and clean and gets things done.”
(Dead Kennedys – Kill the Poor)

Annullata, dopo polemiche e minacce, la mostra di disegni di Porno per bambini. Porno per bambini, come può facilmente capire chiunque sia in grado di leggere più di tre righe riguardo all’argomento, non è il tema della mostra, e in realtà neanche il nome della mostra, ma il nome dell’artista e del progetto: un progetto per adulti, con immagini disegnate con un tratto molto semplice, in qualche modo simile a quello di Jean-Jacques Sempé; immagini che dipingono la sessualità in modo ironico, ingenuo, come potrebbe immaginarla un bambino. Da qui il nome.

Ma il nome non va bene. È provocatorio, è fraintendibile, sarà mica una mostra di porno per bambini, eh? Perché, perché nessuno pensa ai bambini?! (cit.)

Beh, l’artista non ci pensa, visto che la mostra per l’appunto è per adulti, e non propone porno per bambini, né tantomeno porno di o con bambini. Cioè, la parola “bambini” compare nel nome dell’artista, ma in realtà i bambini non ci sono proprio, né fra il pubblico, né nelle opere esposte. C’è il sesso, sì, ma è ironico, leggero, scherzoso. C’è più erotismo in Don Matteo. E non farò battute sulla pedofilia e Don Matteo: il parroco interpretato da Terence Hill non è mica un prete vero.
Ora, io non so che cazzo di problema avete. La storia dell’arte è piena di piselli, di tope e d’incesti, ma anche di bambini smembrati e dati in pasto ai genitori, di stupri, di violenza, di abusi. Anche solo prendendo uno dei romanzi fantasy più tradotti al mondo – la Bibbia – si possono trovare pagine e pagine di lapidazioni, omicidi, stupri, massacri assortiti. Apollo, con Imene, Troilo, Giacinto, Ciparisso e un numero imprecisato di fanciulli non suonava solo la cetra, ma anche il flauto di carne.
L’adulterio? Oddio che scandalo. Presto, bruciamo Madame Bovary e la Lettera Scarlatta. Tropico del cancro? Oscenità. Quando morì Jonathan? Pedofilia e suicidio in un colpo solo. Alex di Arancia Meccanica fa l’en plein: pestaggi, stupri, sesso con delle dodicenni, omicidio. Nel romanzo come nel film… ah, già, i film. Anche quelli immagino non vadano una sega bene, giusto?
Lolita? Gnacchisnà.
Hard Candy? Gnacchisnà.
Ultimo Tango a Parigi? Gnacchisnà.
Pretty Persuasion? Gnacchisnà.
Che cazzo guardate al cinema, solo supereroi, commedie romantiche e classici Disney?
Spero vivamente che non v’imbattiate mai in pellicole come A Serbian Film, The Human Centipede, Cannibal Holocaust, Martyrs o, banalmente, in Salò o le 120 giornate di Sodoma.
E state lontani anche da La Sposa Bambina, non si sa mai che vi venga in mente di offendere il regista perché ha raccontato la storia vera di una dodicenne che si ribella al suo destino di moglie di un uomo molto più grande*. Ovviamente non conta il fatto che questi film, a differenza dei summenzionati classici Disney, non sono pensati per un pubblico diverso da adulti maturi. “E magari normodotati!” aggiungo io in uno slancio di ottimismo.

“I showed, occasionally, no mercy: I vowed to take plenty, bore malice towards weakness… I did.”
(Kiss the anus of a black cat – Veneration)

Per non parlare dei videogiochi, mamma mia che paura. Torture, omicidi, quanta violenza!… Grand Theft Auto, God of War, Mortal Kombat, Silent Hill… per non parlare di Drakengard, Rule of Rose, Twisted Metal, Hotline Miami, tutti giochi violentissimi, addirittura con personaggi maniaci, sadici, e sì, anche pedofili. Cosa succederà ai nostri figli se ci giocheranno? Beh, niente di buono, anche perché, SPOILER, sono dei cazzo di giochi PEGI 18 pensati, guarda te le sorpresone alle volte, per un pubblico adulto.

Ma come fai a non regalare a tuo figlio di nove anni che ti chiede con gli occhioni dolci GTA V, che in classe ce l’hanno tutti**? Poi nel gioco ci sono omicidi, rapimenti, torture, sfruttamento della prostituzione, droga, e se tuo figlio non dorme o non capisce o fa domande strane è colpa del gioco, perché adesso come cazzo fai a spiegare cosa sono tutte quelle cose orribili a tuo figlio? Il ragionamento non fa una grinza: siccome l’unica cosa che ti interessa è che tuo figlio non ti rompa i cogli sia contento, gli compri l’equivalente videoludico di Natural Born Killers e ce lo lasci davanti per ore senza manco guardare a cosa cazzo gioca. Poi se qualcosa va storto la colpa è del gioco, non del fatto che sei un coglione.

‘Confusion in her eyes that says it all, she’s lost control.
And she’s clinging to the nearest passer by, she’s lost control.
And she gave away the secrets of her past, and said I’ve lost control again,
And a voice that told her when and where to act, she said I’ve lost control again.’
(Joy Division – She’s Lost Control)

E la musica? Oh, wow. Joy Division, Funeral Rape, Anal Cunt, Vulvectomy, Gay Witch Abortion, Prostitute Disfigurement, Toxic Holocaust, Dying Fetus, Dead Kennedys, Impaled Nazarene, Cripple Bastards, The Crucifuck, Abörted Hitler Cöck, Syphilitic Vaginas, Death SS, Midget Handjob, Nunfuckers, Kiss the Anus of a Black Cat e ovviamente The Child Molesters sono solo i primi nomi di gruppi con nomi più o meno ironicamente disgustosi. Gruppi che spesso fanno musicaccia aggressiva e stonata con temi orripilanti, angoscianti, pieni di morti, sangue e sborra, con titoli di canzoni come Embryonic Necropsy and Devourment, Raped by Elephants, I Cum Blood o Nailed through Her Cunt***. Li zittiamo tutti, quelli ancora vivi?

O magari la smettete di rompere il cazzo quando una cosa vi indigna. Perché, come ho già detto, va bene che qualcosa non vi piaccia, va bene criticarla, ma che vi arroghiate il diritto di chiedere di tappare la bocca e legare le mani a tutti quelli che producono opere che non vi garbano o non capite è un filino arrogante. Siccome però io non lo so spiegare bene perché sono un cialtrone, ve lo faccio spiegare da Frank Zappa.

Evvabé, anche questa è andata.
Un’altra mostra non si farà, perché l’artista ha scelto il nome sbagliato. Che oh, sono d’accordo anche io che magari non è niente di che e che sarà stata tutta una trovata pubblicitaria, ma fra esprimere la propria disapprovazione per qualcosa e l’arrivare a offendere e minacciare un artista o chi vorrebbe ospitarlo, solo perché ha scelto un nome provocatorio per esporre dei disegni buffi, ecco, mi pare ci sia una bella differenza. Ogni volta che sento storie così mi riviene in mente la lettera della signora scandalizzata per uno spettacolo di Bill Hicks.

Chi si ricorda il nome della signora? Io no, ma so bene chi era Bill Hicks.

E non voglio fare paragoni, ma ricorderò sicuramente più facilmente il nome di Porno per bambini di chi cerca inutilmente di censurarlo: fra l’artista e il censore vince sempre l’artista, perché quando entrambi diventano polvere l’arte può sopravvivere e diventare immortale, mentre il nulla non può che rimanere tale.

Buona fruizione di opere consone al vostro target, fratellini, e buona giornata.

[Benito Karimov]

* Destino che nel suo paese d’origine, lo Yemen, è perfettamente legale. Ma ovviamente il problema non è che ci sono paesi dove adulti con barbe ispide scopano nella fica, in bocca e nel culo delle bambine che qua andrebbero ancora alle medie, no, il problema è l’opera d’arte che ne parla. Siete voi, quelli malati.

** Incredibilmente e civatianamente, per non comprare qualcosa basta non comprarla.

*** Ok, queste non parlano di pedofilia, ma per quella non serve andare troppo lontano, basta riascoltare Caramella di Leo Leandro, quella che dice “Hai sedici anni, ma guarda tu, ormai io li ho passati da un po’, ma tu mi piaci troppo però, (…) Caramella all’albicocca, guarda che bocca, caramella alla mora, guarda che bona”. Gods of Metal 1997? No: Sanremo 1993.

 

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