Analfabeti funzionali? C’è di peggio.

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Come credo ormai sappiano anche i sassi, il termine “analfabeta funzionale” si riferisce a un individuo che, pur avendo teoricamente acquisito le competenze di base a livello di lettura, scrittura e calcolo, è incapace di usarle in modo efficiente nelle situazioni della vita quotidiana. L’analfabetismo funzionale, insomma, altro non sarebbe che l’incapacità di comprendere, valutare e usare le informazioni a disposizione nell’attuale società. Sarà che riempie magnificamente la bocca di chi ha elevato il sentirsi superiore a forma preferita di autoerotismo, sarà che a furia di vedere gente ignorante condividere le peggiori stronzate come se fossero assiomi e apostrofare con poco eleganti vaffanculo chiunque osasse provare a farli ragionare ha esasperato una fetta d’italiani, sta di fatto che il termine è stato sovra-utilizzato (e spesso a sproposito) negli ultimi anni, fino al paradosso per cui non è difficile vedere due imbecilli che si danno a vicenda dell’analfabeta funzionale, in una variante spocchiosa del più sanguigno “la tu’ mamma è più maiala della mia”.

Su questo blog abbiamo avuto spesso posizioni estremamente dure nei confronti degli ignoranti, perché se da un lato è difficile ignorare la necessità, da parte di alcune parti politiche, di tornare a parlare con tutto l’elettorato e non solo con quello che si auto-percepisce come elite, dall’altro è normale “essere esasperati” – per usare un termine caro alle destre – dall’ignoranza, dal pressapochismo, dal “bufalismo” che fa sì che una cosa che potrebbe essere vera o, meglio, che all’interessato piacerebbe fosse vera foss’anche solo per giustificare la sua rabbia belluina, diventa istantaeamente meritoria di condivisione, meglio se via JPG, anche se è una puttanata colossale.

Eppure c’è qualcuno che reputo assai peggio del cittadino gonfio di bile che, a causa di istituzioni assenti, soprusi continui e propaganda irresponsabile, decide di sospendere l’uso della ragione per iniziare a vomitare odio perché sì. E non parlo del politico che credendosi furbo aumenta la sua popolarità sfruttando ignoranza e dolore, perché sì, è un modo di fare di merda senza se e senza ma, ma stiamo su un altro livello (uno è un elettore, l’altro un potenziale eletto).

No, parlo di altri elettori. Di quelli che hanno rafforzato e continuano a rafforzare la narrazione proposta dalla destra prendendo per il culo con bufale stronze e fake news ideate da decerebrati gli avversari, che – forse sfugge questo dettaglio – non sono minimamente infastiditi da questa pratica e continuano a aumentare la propria base elettorale, anche grazie a questa “strategia della derisione” che altro non fa che rafforzare le loro convinzioni.

Sì, sto parlando con te, cretino. Te che hai appena condiviso una qualche bufala per prendere in giro la destra. Una di quelle sulla sorella della Boldrini, o sul PD che titola le strade a Battisti, o su Renzi che regala soldi ai migranti.

Sto parlando con te, e non m’interessa se la bufala che stai condividendo è una di quelle create dalla propaganda sovranista o se è una di quelle, ancora più esagerate, create da gente come te convinta di essere simpatica o – RIDO FORTISSIMO – magari anche utile a una qualche causa “de sinistra”.

Mi rivolgo proprio a te, che ridacchi come uno scemo mentre torme di gente incazzata condivide la bufala sul PD che pagava un mensile a Cesare Battisti che hai spammato con tanta fierezza. Io spero, spero vivamente che tu sia un militante di ultradestra e che tu faccia quello che fai per portare voti al tuo schieramento o, almeno, perché ci fai su un monte di soldi. Perché in caso contrario, ecco, come dirlo? Ah, sì. Sei un cazzo di decerebrato di merda.

Il populista sarà anche stronzo, il creatore di fake news sarà anche una merda avida e irresponsabile, ma te che fai la stessa cazzo di cosa pretendendo di giocare per l’altra squadra, ecco, sei proprio un coglione. Sei così coglione che ti sei praticamente spompinato da solo e con voluttà mentre perculavi gli “analfabeti funzionali”, e non ti sei reso conto che stavi aiutando la destra a consolidare il suo elettorato, imbecille.

Sì, “imbecille”. Non ci sono parole eleganti per definirti, mi spiace. Sei imbecille perché non capisci che la tua bufala di merda non è solo uno scherzo che fa ridere solo gli scemi, ma è anche parte di un meccanismo che non fa altro che esacerbare i toni del dialogo politico, che rafforza le convinzioni razziste, sovraniste e populiste che ha in testa molta gente e che fa un danno enorme alla collettività. Puoi inventarti qualsiasi balla, dall’esperimento sociale, alla satira sociale, alla disobbedienza sociale, m’importa una sega: l’unica cosa di sociale di cui abbisogni è un cazzo di assistente che ti dia due sberle (così, perché comunque un po’ te le meriti), che ti prenda per un orecchio e ti mandi a raccogliere pomodori insieme ai migranti sfruttati che, con le tue fake news del cazzo, stai contribuendo attivamente a far discriminare, insultare e odiare da chi si beve le tue puttanate.

Se poi, mettiamocasoche, vieni pure dall’ambiente auto-definitosi “razionalista” (o, peggio ancora, “razionale”), forse è il caso che tu faccia un respirone e, mentre colpisci fortissimo con la testa lo spigolo del piedistallo di marmo di una statua di Darwin, tu ti chieda qual è il risultato ottenuto dalle tue azioni prima di vergognarti così forte da farti sanguinare il cervello fuori dal culo.

Su questo blog spessissimo abbiamo speso parole durissime contro boccaloni, populisti e compagnia cantante, ma non ci è mai venuto in mente di creare bufale verosimili che potessero danneggiare concretamente altri esseri umani, magari senza neanche esserci posti il dubbio o esserci fatti qualche domanda. Perché possiamo sbagliare, possiamo essere fave, possiamo anche pisciare fuori dal vaso spesso e volentieri, ma non siamo dei cazzo di decerebrati di merda come te.

Almeno i troll vecchia maniera lo facevano for the lulz, perché “certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo”, non pensano d’aver ragione, anzi, la ragione non era proprio parte dell’equazione. Ma vedere del bassissimo umorismo, peraltro con effetti disastrosi sul paese, spacciato per “resistenza razionalista” supera ogni mia comprensione, e dato che sono un fan di Occam, ma aveva comunque ragione Hanlon, non posso che propendere per l’ipotesi più semplice: quella per cui sei un cazzo di decerebrato di merda.

Buona settimana a tutti.

[Marco Valtriani]

 

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5 comments

  1. Non sono d’accordo. Stai usando le stesse modalità di chi è al governo: offendere e delegittimare. Forse sarebbe più utile fornire suggerimenti o strumenti per contrastare le squadre di comunicatori prezzolati che diffondono le fake news.

    1. Questo blog è nato nel 2012 per prendere per il culo gli imbecilli e, occasionalmente, ricordare loro che sono imbecilli e perché.
      Incidentalmente, ma è solo un effetto collaterale, i post possono contenere opinioni sensate, decostruzione di bufale o contenuti inspiegabilmente divulgativi, ma sono casi sporadici, più che altro perché c’è gente che dice cose sensate o (ancora meglio) fa divulgazione di mestiere, mentre qui siamo un pugno di disadattati con una tastiera e una connessione.

      Fin dai primissimi articoli ci hanno detto, spessissimo, che i post sono poco costruttivi, troppo scurrili e\o troppo diretti.
      Ora, io lo so che è una libera professione di gusto o opinione, ci mancherebbe, ma forse dopo quasi sette anni di post poco costruttivi, troppo scurrili e\o troppo diretti potrebbe essere giunto il momento di prendere atto che i post di questo blog sono, almeno due volte su tre, di quel tenore lì.

      E quindi sì, nell’articolo effettivamente sto insultando chi condivide un certo tipo di contenuto. Dato che penso che il bersaglio di questo post sia in grado di riconoscere una bufala e sia in grado di leggere gli articoli (già scritti da persone migliori di me) su come contrastare il populismo sui social, quel che resta da fare al sottoscritto è indicare il re nudo. Non voglio “delegittimare” nessuno, è lo stesso impulso per cui se vedo uno che piscia per strada gli dico: “Ehi, lo sai che fai proprio schifo al cazzo? Chi ti ha educato, lo Scrondo?”
      Poi per carità, in effetti abbiamo scritto anche cose tipo quelle che dici tu, ma essendo una cosa un pelo più impegnata di un’opinione piena di parolacce urlata nel web si tratta di un lavoro lento. Vedi per esempio
      https://nonsiseviziaunpaperino.com/2018/08/20/5-buone-pratiche-per-mettere-ko-i-populisti-sui-social/ e https://nonsiseviziaunpaperino.com/2018/10/09/5-buone-pratiche-per-evitare-di-dare-di-matto-mentre-discuti/,
      che si aggiungono ad alcuni post più “sensibili”, costruttivi quasi, che ogni tanto ci è capitato di pubblicare.

      Spero bastino, altrimenti ci sono tantissimi blog che dicono cose costruttive, senza parolacce e con amplissime ed elegantissime perifrasi 🙂

      Grazie comunque del commento.

    1. A dire il vero no, ero abbastanza nervoso anche in quel momento, ma non con te (o per causa tua) 🙂
      Il tuo commento è pacato e non mi è sembrato il caso di rispondere “male” (a meno che tu non abbia interpretato come ostile e ad personam la mia mezza lagna): alla fine hai solo detto che non sei d’accordo con l’articolo (che mi pare più che legittimo) e che secondo te bisognerebbe fare altro.

      Cosa con cui in realtà concordo anche, solo che credo anche che questo “altro” debbano farlo altri e altrove. Questo è solo un blog nato come sfogo, protesta e dispenser di bile, e anche se negli ultimi anni ci siamo sicuramente dedicati un po’ di più a contenuti costruttivi non è che sappiamo fare molto di più rispetto a dire con lunghi giri di parole “minchia, ma anche [inserisci argomento o personaggio] è ‘nammerda”. Cioè, io mi occupo di comunicazione aziendale e giochi da tavolo, se di fronte all’apocalisse costruissero un razzo per salvare gente utile alla sopravvivenza umana io al massimo potrei essere usato come carburante: le cose costruttive mi tocca, per mancanza di competenze, lasciarle ad altri 😀

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