Corso di formazione in Stregoneria di Primo Livello.

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Sofia, nonostante sia anche il titolo di un mediocre tormentone di Alvaro Soler, è un nome che mi piace, perché deriva dalla parola σοφία (sophìa), che in greco antico significa “sapienza” o “saggezza”. Ma, oltre a questo, è anche il nome della piattaforma online con cui il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) comunica agli insegnanti le iniziative formative, che vengono elencate in un catalogo online in cui Enti e Associazioni accreditati dal Ministero propongono i propri corsi. Sta poi agli insegnanti decidere quali corsi fare, sapendo che molti sono a pagamento e che fare formazione è obbligatorio. Prendiamo Sofia e mettiamola qui, ci torniamo subito.

Passiamo a Virginia Raffaele, intrattenitrice e imitatrice recentemente balzata agli onori delle cronache grazie a uno sketch che, stando alle inutili cazz  dichiarazioni di Don Delirio Qualcosa, avrebbe rivelato la sua natura di pericolosa satanista in prima serata, sul palco di un inspiegabilmente seguito festival canoro per anziani, inneggiando a Satana e urtando “la sensibilità di tante persone che soffrono a causa della presenza del maligno”. Don Zauker lévati.

Adesso torniamo a Sofia, anzi, a SOFIA, il sistema di formazione per insegnanti del MIUR. Nelle ultime ore Fanpage ha riportato una notizia, poi verificata direttamente anche da noi (grazie a insegnanti che ci hanno riportato screenshot e dettagli, fra cui l’intero testo descrittivo dell’iniziativa), della presenza di un corso – identificato dall’ID. 26222 e dal titolo “Corso sull’esorcismo e la preghiera di liberazione” – la cui funzione dovrebbe essere quella di proporre “un’attenta ricerca accademica ed interdisciplinare sull’esorcismo e la preghiera di liberazione” come fosse antani anche solo per due.

Il corso – prosegue il sito del Minstero – presenta “i temi concernenti gli aspetti antropologici, fenomenologici, sociali, pastorali e spirituali gli aspetti liturgici e canonici, e gli aspetti legali medici e psicologici dell’esorcismo e della preghiera di liberazione”. Niente di nuovo sotto il sole, sia chiaro: di corsi così e di boccaloni che li seguono è pieno lo stivale; la cosa bizzarr imbarazz porcodd che lascia perplessi è trovarlo anche su un sito ministeriale che si occupa di formazione professionale per docenti. Il costo del corso è di 400 euro a docente e ha 40 ore obbligatorie, seguite da un test a risposta multipla, perché insomma è importante che il partecipante sia in grado di capire, fra le stronzate proposte, quali sono quelle approvate dallo Stato e quali semplici baggianate da imbonitore.

Ripetete con me: lo Stato ha inserito nei corsi di formazione per docenti quaranta ore dedicate all’esorcismo.

Cioè un rituale magico anacronistico, antiscientifico, inutile quando non dannoso, basato su superstizione e paura. Se fossi un neuropsichiatra starei probabilmente scaricando verso il cielo i colpi di un fucile d’assalto bullpop caricato a bestemmie di zona pisano-labronica (che uniscono creatività ed efficacia).

Ora, l’esorcismo più o meno sappiamo tutti cosa sia, ma la “preghiera di liberazione”? Sapete cos’è? Io non ricordavo niente del genere dagli anni di catechismo e dalle letture successive, ho dovuto cercare. La “preghiera di liberazione” è una preghiera (quindi un rituale) eseguibile da qualsiasi fedele, volta a chiedere alla divinità la liberazione dal male e dalle sue seduzioni e azioni per sé stessi o per gli altri. Una specie di “rituale difensivo”, insomma, l’Expecto Patronum dei cattolici, la cui formulazione più potente è stata scritta da Padre Amorth, il prete esorcista famoso per il celebre miracolo in cui trasformava parole desuete in delirium tremens.

Io non ho parole. Vedere un anziano in gonnella che sbava cazzate sul demonio partendo dall’innocua performance di una cabarettista fa, tutto sommato, abbastanza ridere; osservare le capriole nella merda da parte dei politici che gli danno ragione è svilente e ridicolo, ma ci siamo abituati; vedere un corso del genere inserito nell’offerta formativa proposta agli insegnanti, però, fa incazzare. Fa incazzare duro.

Che sulla storia della Raffaele sia stata fatta la solita caciara per distogliere la gente dai problemi reali è chiaro, però la comparsa di un corso basato sul nulla, tenuto da enti ecclesiastici, pagato coi nostri soldi e dai nostri insegnanti (sempre coi nostri soldi) è assurdo e pericoloso. Cioè: fra le opzioni formative della scuola statale italiana c’è, ufficialmente, la magia. Perché far ripassare logica ed educazione civica pareva brutto.

Dite che sto esagerando? Vediamo. Siccome mi piace scavare un po’, mi sono fatto girare il testo completo della presentazione del corso. Corso che viene tenuto in diverse strutture facenti capo al Vaticano da Sacerdos, un istituto parte del pomposissimo Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, che si auto-definisce “una realtà accademica internazionale che si occupa della formazione spirituale, teologica e pastorale dei sacerdoti”. Questo è quello che dicono loro. “Un ente che fornisce corsi a pagamento su temi che non hanno nessuna evidenza scientifica”, invece, è come correggerei io. In soldoni, comunque, questo è: un ente religioso che promuove concetti legati al pensiero magico, l’esecuzione di rituali anacronistici e la proposta degli stessi come risoluzione di problemi psichiatrici e psicologici, tramite corsi a pagamento.

Perchè, ricordiamocelo, nel mondo reale il “diavolo” non esiste fino a prova contraria. I disturbi o disordini psichici invece sì, e devono essere diagnosticati, trattati e curati da professionisti, non da stregoni armati di ninnoli che cantilenano litanie e invocazioni in lingue morte. Che queste madornali stronzate vengano messe nei corsi di formazione dei docenti è aberrante, sbagliato, per così tanti motivi che faccio fatica a metterli in ordine. Mentre leggo di queste iniziative, sentire Don Coso che dice che la Raffaele avrebbe urtato la sensibilità di tante persone che soffrono a causa del maligno, quando proprio queste pratiche ecclesiastiche sono una mancanza di rispetto concreta e dannosa nei confronti di persone con problemi psichatrici, ecco, mi fa davvero perdere il lume della ragione.

Leggiamo insieme il testo del corso, vi va? Io nel mezzo faccio qualche domanda. E magari un commentino ogni tanto. Per amor di discussione, nient’altro.

Corso sull’esorcismo e la preghiera di liberazione
(Iniziativa formativa ID.26222)

“Il corso propone un’attenta ricerca accademica ed interdisciplinare sull’esorcismo e la preghiera di liberazione. Il corso presenta i temi concernenti gli aspetti antropologici, fenomenologici, sociali, gli aspetti biblici, teologici, pastorali e spirituali, gli aspetti liturgici e canonici, e gli aspetti legali medici e psicologici dell’esorcismo e della preghiera di liberazione.”

Sorvolando sul fatto che fa ridere già solo il mettere nella stessa frase qualsiasi disciplina scientifica e lo studio della mitologia come se fosse il racconto di fatti reali, mi chiedo: perché i casi di esorcismo non vengono sottoposti a revisione scientifica? Perché non esiste un singolo caso validato scientificamente da parte di esperti super partes? Al di là del sollievo spirituale che può derivare dalla fede (o dalla spiritualità in generale), in che modo, dimostrabile, misurabile e ripetibile, rituali e preghiere sono di conforto a un paziente psichiatrico? Ripeto: dimostrabile, misurabile, ripetibile. Sennò sono solo rutti in un tornado.

OBIETTIVI
Il corso si propone di descrivere, analizzare e comprendere gli aspetti peculiari del ministero dell’esorcismo e della preghiera di liberazione, approfondendo sia le tematiche direttamente connesse alla pratica dell’esorcismo e a una sua corretta prassi, sia tematiche collaterali (antropologiche, mediche, psicologiche, farmacologiche, criminologiche, legali, ecc.).

Non male, come supercazzola. Il corso dunque si propone analizzare nella teoria e nella pratica gli aspetti fondamentali di questo “ministero”, che altro non è che un servizio svolto da un dipendente della chiesa. Servizio che, come dicevo, ha la stessa validità scientifica del sale di Wanna Marchi o degli occhiali a raggi X pubblicizzati sull’Intrepido. Si tratta, insomma, di uno corso spacciato per “serio”, ma riguardante una superstizione, un rituale bizzarro, una “magia”.  Non ho capito bene, ma credo che funzioni così: se paghi e ottieni qualcosa di concreto in cambio si chiama servizio, se paghi e ti ritrovi in mano solo il suono di una scoreggia immaginaria, si chiama ministero.

Compito del corso è anche quello di descrivere e verificare l’incidenza sociale di quei fattori che spingono le persone a rivolgersi agli esorcisti. Inoltre, quello di fornire le necessarie competenze a sacerdoti, medici, psicologi, legali, docenti di ogni ordine e grado e in particolare docenti di religione, per affrontare tematiche di attualità sociale, dotati delle opportune conoscenze e degli adeguati strumenti di analisi e intervento.

Ho una contro-proposta: e se invece si facessero dei corsi su pensiero logico e pensiero magico, sugli effetti dell’indottrinamento sui bambini, sulla pericolosità delle superstizioni e su come gli imbonitori usano paura e dolore per spillare soldi alle persone che stanno male?

 

SPECIFICHE
Ambiti formativi: Bisogni individuali e sociali dello studente; Conoscenza e rispetto della realta’ naturale e ambientale; Dialogo interculturale e interreligioso; Didattica per competenze e competenze trasversali; Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Destinatari: Docenti scuola secondaria I grado; Docenti scuola secondaria II grado

“Conoscenza e rispetto della realtà naturale” e “religione” nella stessa frase mi sembrano un po’ azzardate, comunque dai, lezione d’esorcismo per i professori del liceo, mi sembra una scuola perfettamente calata nel suo tempo, se questo tempo è il 1200.

 


Mappatura delle competenze:
– Saper comprendere le diverse richieste che provengono dall’ambito esterno per indirizzarle verso le professionalità necessarie ad affrontarle in maniera adeguata.
– Saper svolgere e trasmettere un adeguato approfondimento culturale sulle tematiche inerenti alla pratica dell’esorcismo o ad essa collegate.
– Saper distinguere tra pratiche corrette e accettabili e pratiche scorrette e non accettabili, poste in essere nei diversi ambiti a cui fa riferimento il ministero dell’esorcismo
Ehi, la prima è buona: saper consigliare a una persona con problemi sociali o psichiatrici a quale figura professionale rivolgersi mi sembra un’ottima cosa per un insegnante. Questo però solo se con “professionalità necessarie” si intende uno psicologo, uno psichiatra o un assistente sociale. Se invece s’intende davvero “un esorcista” si sta mettendo una persona malata in mano a una setta che cura i disturbi mentali con la magia. La seconda competenza, similmente, è utile solo se l’approfondimento trasmesso serve a chi lo ascolta a imparare a distinguere uno scienziato da un ciarlatano, se serve a far mettere un poveraccio nelle mani di un Ciarlatano Autorizzato™ anziché in quelle di un Mago Anubi a caso, cambia poco.

La terza frase in compenso è bellissima. Sostituite “il ministero dell’esorcismo” con qualsiasi pratica magica (il malocchio, i poteri psichici, la magia delle candele, il vudù, wingardium leviosa, la reincarnazione, il viaggio astrale) e provate a prendere la frase sul serio.

 

Per carità, non mi aspetto presidi che annunciano solenni che l’anziana professoressa Anita Baldicchi sarà la nuova insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure, non penso che questo singolo episodio metta la pietra tombale sul nostro sistema scolastico, dico solo che l’opera di impoverimento della scuola, di ridicolizzazione della cultura e di distruzione della formazione culturale di insegnanti e alunni non solo non è ancora finita, ma anzi attacca con rinnovato vigore su tutti i fronti, compreso quello che mira a sdoganare magia e superstizione come parti “naturali” della società.

Io terrei alta la guardia, perché forse questo è solo un piccolo tassello, ma più provo a immaginare il mosaico complessivo più aumenta la mia paura che gli errori commessi siano così tanti e così gravi che da questo “tornare indietro” a livello culturale e sociale non ci sia ritorno, e continuo a sbattere la testa nel muro alla ricerca di una soluzione o, più realisticamente, di una qualche forza politica in grado di opporsi a questo scempio.

E non la trovo, e bestemmio, e mi rassegno al fatto che il mio Stato proponga agli insegnanti, a coloro che hanno il dovere di educare le nuove generazioni, un corso di formazione in Stregoneria di Primo Livello.

[Marco Valtriani]

 

Aggiornamento: come riportato da numerosi giornali, il MIUR ha fatto marcia indietro e ha rimosso il corso dal portale per la formazione dei docenti, sostenendo che il corso non era dedicato agli insegnanti, come ha precisato anche l’ateneo pontificio Regina Apostolorum.
Ovviamente il sito e la app, a suo tempo – cioè quando abbiamo scritto l’articolo – dicevano palesemente un’altra cosa (“Destinatari: Docenti scuola secondaria I grado; Docenti scuola secondaria II grado”). Sia pensare che si tratti di un grossolano errore cancellato in tutta fretta, sia pensare che ce stessero a prova’ (solo che stavolta gli è andata meno bene del solito) rappresentano linee di pensiero difficili da smentire o da convalidare, per cui sospendiamo il giudizio tirando al tempo stesso un blando sospiro di sollievo.
 
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14 comments

  1. Preciso da subito per non fraintendere, il mio è un discorso What if e parte dal presupposto che la Chiesa, oltre che avere un nuovo modo di spillare soldi dei contribuenti, possa in realtà avere un intento opposto a quello che supponi e cioè fare in modo da scoraggiare la pratica dell’esorcismo il più possibile. Immagina un papà che vuole tenere sotto controllo il proprio figlio e gli propina la frottola dell’uomo nero, ora, fossi il padre in questione fare di tutto per evitare il malaugurato caso in cui si debba fronteggiare l’uomo nero perché verrebbe meno la potenza del racconto e di conseguenza si rischierebbe di perdere il controllo del figlio, oltretutto gli esorcismi praticati in alcuni casi hanno avuto conseguenze nefaste per il povero sfigato che è stato esorcizzato ed è finito sotto terra o gravemente ferito, e parecchio dannose anche per chi l’ha organizzato e chi rappresenta, di fatto è molto meno rischioso dare preghiere e benedizioni ai fissati e cercare di dirigerli verso psichiatri o altri medici quelli che hanno veri disturbi difficilmente curabili con una spruzzatina di acqua benedetta. Leggendo lo stesso testo che riporti con questa premessa mi sembra ragionevole che possa anche esser stato pensato per diminuire il più possibile il ricorso all’esorciccio, indirizzare verso figure professionali adeguate o limitare incasellando le pratiche ammissibili (tipo ok preghiere e spruzzatine di acqua santa, vietato riempire di botte il paziente e se proprio non se ne può fare a meno, evitare che restino segni evidenti). Naturalmente non viene meno la motivazione monetaria, del resto tutti quegli ori vanno lucidati! 😉

    1. Potrebbe anche essere.
      Ma…
      Se come scrive l’autore dell’articolo si insegnassero la logica e lo spirito critico, magari non si va nemmeno dagli esorcisti ufficiali.

      A meno che non siano Don Zauker.

  2. Semza nulla togliere al tuo “what if”, che comunque ha delle basi (negli ultimi anni gli esorcismi sono stati trattati quasi con imbarazzo dalla chiesa cattolica), ci sta anche il contrario: spillare soldi – come sempre – e “riprendere” il controllo del settore, non per chiudere il ramo d’azienda ma per rilanciarlo.
    Tieni conto che il corso è per insegnanti (non per studenti), quindi immagino che il target sia “insegnanti cattolici tendenti all’estremismo\integralismo” e si rivolge alla secondaria, dubito che il genitore che usa il diavolo come deterrente coi figli sia coinvolto realemente da questa cosa. Secondo me è più plausibile che il corso serva (anche) come blando censimento di chi è fermamente convinto di robe anacronistiche come l’esorcismo, e magari il corso – citando varie discipline “serie” – mira a “svecchiare” o comunque a dare una qualche aura di rispettabilità all’esorcismo stesso, ma ovviamente sono tutte ipotesi. A dar retta a Occam verrebbe da pensare che il corso sia stato banalmente visto come la possibilità di fare cassa rafforzando la presenza ecclesiastica nelle scuole”, peraltro usando un ente e dei corsi già strutturati: questo credo che basti e avanzi come motivazione… per il resto (sia il tuo what if che il mio, ovviamente) per il momento sono solo supposizioni.

    1. “Secondo me è più plausibile che il corso serva (anche) come blando censimento di chi è fermamente convinto di robe anacronistiche come l’esorcismo, e magari il corso – citando varie discipline “serie” – mira a “svecchiare” o comunque a dare una qualche aura di rispettabilità all’esorcismo stesso”

      Credo anche io sia l’ipotesi più realistica, non è nemmeno la prima volta che tentano in qualche modo di svecchiare le loro superstizioni o la loro concezione del Mondo cercando di agganciare in qualche modo la Scienza, resto convinto che a loro interessi comunque cercare di tenere maggiormente sotto controllo l’argomento, relegandolo possibilmente agli ambienti più stretti e riservati, credo che le sparate dell’ultimo padre amorth o le recenti di quell’altro sulle invocazioni sanremesi siano per la chiesa un danno notevole d’immagine, le stesse sparate (tipo quella clamorosa su leggere Harry Potter o sul praticare Yoga che oggettivamente potresti attribuire solo ad un pazzo paranoico, in senso clinico) riportate in un ambiente più fanatico verrebbero invece prese molto seriamente.

  3. Ci sono pecore che spesso mi chiedono “Ma tu frequenti Gennaro D’Auria? Ma ci credi davvero in quello che fa?”. E io: “Scusa, tu credi a Padre Pio, no?”. E loro: “Vabbè, ma che c’entra?”.

    1. “Vabbé, ma che c’entra?” è la risposta tipica a ogni paragone del genere, il problema è il concetto di “sacro”: la magia “sacra” va bene, la magia “profana” no. È una contraddizione così enorme che proprio non riescono a vederla. La ragazzina wiccan che fa il suo ritualino d’amore ripetendo parole criptiche e sminuzzando petali di rosa nell’acqua piovana è scema, il fedele che recita la “preghiera di liberazione” guardando un pezzo di legno a forma di croce, invece, sta eseguendo un rituale sacro che fornisce una legittima forma di protezione dalle influenze del maligno (sigh).

  4. Ok – tutto condivisibile, tutto giusto ma dal novero delle “professionalità necessarie” toglierei il prima possibile i “counselor”, ciarlatani di primissima categoria che di professionale hanno solo il modo di rubare soldi ai loro adepti.

    1. Non conosco molto il mondo del counseling, ma pensavo (forse sbagliando) che pur non essendoci una normativa ferrea (come accade per esempio in Austria) esistessero, come in molte professioni, counselor validi e counselor meno validi, ma che rimanessero un’alternativa valida in alcuni casi (quelli in cui il problema è più sociale che psichiatrico).

      Hai, per curiosità mia (ed eventualmente a supporto di una correzione nel pezzo) qualche inchiesta\articolo che parla del problema in modo approfondito?

      Grazie mille in anticipio.

      1. dove posso scriverti un PM? o scrivimi un PM su facebook – abbi pazienza ma io non sono nessuno e con tutti i pazzi che ci sono in giro non ho tempo e voglia di vedermi bombardato da minchioni tipo no-vax (l’ambito è lo stesso) che mi dicono che io non capisco un cazzo e che “guarda-che-è-una-professione-riconosciuta”! e che c’è un ordine o un albo (come se non ci fosse anche quello degli omeopati…)

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