Libertà, o fiamme!

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“Cries of hypocrisy
filled with anger and greed
From the mouths that they feed
Letting people belive that they are free”
(Riot – Cry for the Dying)

Volevo parlare dell’autonomia chiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Di come Salvini stia cercando di “incassare” il successo abruzzese per mettere la prima pietra di quello che, se gli viene lasciato campo libero, potrebbe diventare l’inizio non dico di una secessione, ma quantomeno di una sorta di federalismo. Perché di questo bisognerebbe parlare: di come la Lega, con Salvini, abbia capito che per metterla nel culo al sud servivano i voti del sud. Giocando sulla scarsa memoria degli italiani, in pochi anni la demonizzazione del povero terrone che porta degrado e ruba il lavoro è diventata la demonizzazione del povero ne(g)ro che porta degrado e ruba il lavoro: et voilà, voti del sud incassati, andiamo a comandare e spingiamo per l’autonomia delle Regioni. Il sud ne guadagnerà sicuramente tantissimo.

Dovrei parlare di roba del genere, non di cose scontate come i cinquestelle votano su Russeau per salvare il culo a Salvini. Perché ehi, era chiaro che finiva così, non ci stavate davvero sperando, vero? VERO?

Dai, su, una parentesi facciamocela.

“Uno vale uno: ogni carica nel M5S sarà elettiva”. E infatti sono tutti eletti dalla base, a parte presidente, segretario, tesoriere, direttorio, portavoce, responsabile comunicazione e collaboratori vari. I candidati in effetti vengono eletti, salvo essere sostituiti arbitrariamente quando non vanno bene. Perché la politica è anche autorevolezza, e ha bisogno di uomini forti al comando.
“NO TAV”. Ma la politica è anche morbidezza. Forse TAV.
“Tutti gli stipendi e le restituzioni saranno rendicontati”. Finché non vengono fuori casini, e poi che palle, lasciamo perdere. Con gli stipendi facciamo un po’ il cazzo che ci pare, la politica è anche burocrazia e non è il caso di appesantirla.
“Mai in televisione”. Ma la politica è anche dialogo, quindi sì televisione.
“NO EURO”. Ma la politica è anche concertazione. Sì Euro. Forse. Sentiamo Beppe.
“Trasparenza, mettiamo tutto in streaming”. Ma dopo un paio di tentativi si decide che è meglio di no, stiamo a porte chiuse che la politica è anche tattica e intrigo.
“Le unioni civili ci piacciono così come sono, sì allo ius soli!”. Ma la politica è anche fare propaganda sulla pelle delle minoranze, quindi no a entrambe, ma sì ai meme buffi* sulla Boldrini.
“Mai più governi non eletti dal popolo”. Ma la politica è anche sapersi adattare e insomma, Conte comunque lo conoscevate anche prima del voto, vero?
“NO F35”. Ma la politica è anche saper cedere ogni tanto. Sì F35. Pazienza.
“Massimo due mandati, poi a casa, e rotazione dei capigruppo in Parlamento”. Ma la politica è anche esperienza, facciamo che invece ognuno resta dov’è.
“Mai alleanze con i partiti. No alle alleanze post elettorali fra partiti che si presentano divisi e poi fanno gli inciuci. Mai insieme alla Lega”. Ma la politica è anche compromesso, se si cambia “inciucio” con “accordo” o, meglio, “contratto”… ecco, non suona così male! Anzi, se ci mettiamo in mezzo la parola “cambiamento” possiamo anche mettere un vicepremier napoletano a fianco di uno che fino a un lustro fa i napoletani li avrebbe lavati col fuoco**.
“Niente fondi alle scuole private e niente condoni”. Ma la politica è anche armonia col clero e con gli alleati. Sì ai fondi alle scuole private e ai condoni.
“No all’immunità parlamentare! Ci si difende NEI processi, non DAI processi Nessun Indagato al Governo! ONESTÀ!!!”. Ma la politica è anche… vabbé, avete capito***.

“They perch, detached from reality, swigging on the bottle of manipulation.
This empire carries on an evolving lie in the bottomless eyes of corporation greed,
for them, ignorance equates strength. A constructed fantasy they use to mislead,
modified imagery puncture’s an open wound of incomprehension within the mind.”

È da quando abbiamo aperto il blog che diciamo che i cinquestelle sono una manica di pericolosi irresponsabili, di incompetenti dichiarati, di spregiudicati cerchiobottisti con spiccate simpatie per il fascismo di ritorno. Il massimo controargomento portato dai grillini contro le nostre accuse è sempre stato “GNEGNEGNE SONO TUTTI UGUALI E ALLORA IL PIDDÌ?” seguito da innumerevoli tentativi di segnalarci il blog e tapparci la bocca, perché “siamo al novantventordecimo posto nella libertà di stampa, rete libera” ma la politica è anche repressione quindi giù a segnalare i blog scomodi, squadrismo is the way.

Quindi, tesori miei, di che cazzo vi meravigliate? Sono anni, anni che i cinquestelle dicono una cosa e ne fanno un’altra. E “l’altra” che fanno è sempre una merda. Sempre. SEMPRE.

Adesso, grazie a un sondaggio gestito da una società privata e aperto a cinquantamila persone a caso****, il cui unico merito è essersi iscritte a una piattaforma buffa qualche anno fa, è stato ordinato a un gruppo di oltre cento senatori di ignorare la propria coscienza e di dire che Salvini ha agito nell’interesse dello Stato impedendo lo sbarco di 177 persone, nonostante con questo gesto si sia macchiato (e da reo confesso, visto che ha sbandierato sui social la cosa più e più volte) del reato di sequestro di persona, aggravato dalla sua posizione istituzionale.

“How can you accept social suppression? This weak state of mind in our time?
I demand release from hypocrisy: I’d rather die than be held down, forced down.
Freedom or fire! Freedom or fire!
(Fear Factory – Freedom or Fire)

Che vi aspettavate che facessero? Che mollassero tutto proprio ora che il reddito di citt reddito di inclus sussidio di disoccupazione 2.0 è pronto a sconfiggere la povertà? Certo, è quasi uguale a quello di Renzi (che era a sua volta una cacatina rispetto a quanto sarebbe necessario a livello di ridistribuzione della ricchezza), ci sono un po’ più di soldi e molta più burocrazia, ma vuoi mettere? Vi aspettavate che quelli che hanno smentito e capovolto ogni dichiarazione si facessero davvero da parte per onestà? Ingenui.

Contro questi soggetti, siano essi gli eterni incompetenti incoerenti a cinque stelle o i razzisti leaderisti della Lega, non c’è spazio per la speranza. Non si può “sperare” che facciano qualcosa di buono, e la cosa è palese: recessione, atti violenti di stampo razzista, crisi internazionali, apologie dell’ignoranza, migranti sequestrati, tentativi di mettere i politici al di sopra della legge, comici all’UNESCO, discriminazioni nelle scuole, delegittimazione di avversari, giudici e giornalisti, eventi culturali cancellati, legge 194 sotto attacco, corsi di esorcismo per professori, cani e gatti che dormono assieme.

Ministri più presenti su Twitter che in ufficio, che fra una divisa abusiva e un elmetto giallo da ingegner Cane parlano di tutto e del contrario di tutto, continuamente e goffamente, nella speranza di confondere le acque; e fanno leggi a cazzo, in una campagna elettorale permanente che allo spread antepone il selfie, mentre cercano di far passare finanziamenti mirati, condoni e un pizzico di federalismo.

Contro questi soggetti non c’è spazio per un cazzo, ve lo dico io. Faranno, impuniti, quello che vogliono, alla luce del sole, mascherando tutto con una supercazzola, una buffonata e mezzo scandalo, come un Berlusconi qualsiasi. E intanto, anche grazie a una sinistra “inesistente”, l’egualitarismo sociale ed economico, i diritti di chi ne ha di meno, la ridistribuzione della ricchezza diventano sogni sempre più lontani.

Freedom or fire, gente.

Freedom or fire.

[Benito Karimov]

* “meme buffi” è qui usato in tono sarcastico, come sinonimo di “bestialità diffamatorie e denigratorie partorite dal cervello di un maiale morto”

** “Ehi, ma adesso mangia la pizza, è diventato buono”. Aha. È così buono che per “tirare la giacca” all’Europa lascia persone denutrite e malate, a decine, in mare aperto, d’inverno. Che cazzo deve fare Salvini per essere riconosciuto come stronzo, dare fuoco alle navi vomitando fiamme dal culo?

*** La lista è stata compilata usando il nostro dossier sulle incoerenze grilline (ne abbiamo diversi, qui: “IncoeRenzy”, “Tutte le Gaffes del Cavaliere”, “Bersani in Bianco e Nero”, “Salve Salvini, amici tunisini” e via dicendo). In realtà, come sostiene anche Federico Maestri, autore della lista poi ripresa da Pizzarotti, è una lista che chiunque può farsi in casa usando google e un cervello e polemizzare su chi ha scritto prima una roba del genere è un po’ strano (comunque, nel caso, è stato Maestri). Ovviamente cambia la finalità e l’esposizione: io ci ho montato su un piccolo tormentone (“ma la politica è…”) volto a sottolineare come i cinquestelle, che volevano “cambiare la politica”, si siano poi trovati a cambiare in accordo con la politica stessa, diventando “come gli altri”; Maestri invece l’ha scritto come post su facebook, diciamo per “fare informazione” in modo leggero”, Pizzarotti ovviamente per fini politici. La nostra lista omette alcuni episodi (di cui non abbiamo le fonti), ne aggiunge altri, ma come le precedenti se epurata da battute e considerazioni rimane quello che è: una cazzo di lista di fatti di cronaca politica che chiunque potrebbe scrivere con un PC e venti minuti di cervello accesso.

**** Di cui non conosciamo identità, idee politiche, se sono ancora attivi sulla piattaforma, se esistono davvero, se il voto è sicuro e non pilotato o se sono scimmie urlatrici con una carota nel culo: non sappiamo nulla, eppure li guardiamo allegramente mentre impongono una sorta di vincolo di mandato degenerato (perché si attiva su questioni non presenti nel programma o che contraddicono la linea del partito com’è stata fino a quel momento, con questi misteriosi votanti sempre allineati con gli interessi dei leader del Movimento. Inspiegabile, eh?

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4 comments

  1. Di tutte le fandonie di cui si sono nutriti i militanti 5S la posizione in difesa dei “sondaggi” sul blog è quella che mi fa accapponare la pelle di più. Sono disposti ad accettare passivamente che vengano presentati dei risultati senza che nessuno sappia nulla di chi effettua i conteggi, chi li certifica e come ci si possa opporre e chiedere verifiche.
    Altro che trasparenza. Non sto neanche a dire quanto spudoratamente il blog spinge una posizione rispetto all’altra (alla faccia del non condizionamento del voto – ricordo ancora ridendo come era stata posta la domanda per la creazione del direttorio dei 5S), tanto non gli servirebbe nemmeno. Dopo una giornata dalla votazione l’oracolo produce il risultato e a tutti deve andare bene.
    Non sono mai stato a priori contrario ai cinquestelle ma quando ho visto la cecità su un argomento cosi centrale, mi sono iniziato a fare delle domande.
    Ma vedo che tale argomento è quasi totalmente assente dalle preoccupazioni di tutti i loro simpatizzanti.

  2. Tutto molto bello. Ma un cosa molto simile l’ho letta stamani, scritta da Pizzarotti. La parte centrale pare abbastanza influenzata da quanto scritto dal sindaco di Parma. Senza alcun intento polemico, credo che uno dei due debba accreditare l’altro 🙂

  3. Figurati, nessuna polemica 🙂
    Sicuramente non è Pizzarotti a dove citare noi, ma l’unico punto di contatto fra i due post è che molti punti della lista sono in comune (e formulati in modi simili). In realtà noi siamo partiti da una lista nostra di contraddizioni a cinquestelle, in ordine temporale, poi rimaneggiata leggermente accorpando gli argomenti per tenere il ritmo del tormentone “…ma la politica è…”, abbiamo liste di questa fatta su vari argomenti (dai reati di Berlusconi alle contraddizioni di Renzi, dalle sparate razziste di Salvini alle bufale sostenute dal Movimento e via dicendo) realizzate catalogando articoli, post e altre fonti assortite.

    Non ci siamo posti granché il problema del post di Pizzarotti perché lui elenca le contraddizioni e le commenta politicamente (infatti ne include diverse che, pur essendo anche nel nostro archivio di “voltafaccia pentastellati”, abbiamo preferito escludere perché ci sembravano un po’ tirate per i capelli), mentre noi le abbiamo usate per imbastire un tormentone il cui senso di fondo è, oltre a un ovvio sottolineare le incoerenze in sé, “volevano cambiare la politica, ma alla fine è la politica che ha cambiato loro”.

    Trattandosi di una lista di episodi di “dominio pubblico” (basta cercare le notizie o averle già catalogate in precedenza) non abbiamo ritenuto rilevante menzionare Pizzarotti, ma non abbiamo problemi nel dire che la sua lista sia stata fra le varie fonti d’ispirazione iniziale, sempre al netto del fatto che sono diversi alcuni episodi citati, che è diverso l’ordine di esposizione dei fatti (rilevanza politica nel suo caso, ordine temporale e ritmo nel nostro) e che la sua lista è usata “in quanto tale” per fini politici (giustamente, eh, è il suo mestiere), mentre la nostra rimane un inserto semi-ironico in un post che porta avanti ragionamenti paralleli.

    Potremmo dire che “era una caccia al tesoro” (cit), ma in realtà preferiamo affermare tranquillamente che sì, abbiamo letto il post di Pizzarotti e non abbiamo problemi a dirlo o a “creditarlo”, purché sia evidente che le due liste hanno in realtà finalità e modalità espositive differenti (inoltre, già che ci siamo, ringraziamo anche wired, huffington post, dirittodicritica, today, democratica, nextquotidiano e i vari siti che hanno riportato a suo tempo le varie notizie e che usiamo quotifianamente come fonti).

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