La sinistra riparta da qui.

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“At some turning point in history, some fuckface recognized
That knowledge tends to democratize cultures and societies
So the only thing to do was monopolize and confine it to”
(Propagandhi – A People’s History Of The World)

Ad ogni nuova tornata elettorale, la “sinistra” si chiede innanzitutto da dove ripartire. Ognuno vorrebbe ripartire da una cosa diversa: da Greta Thunberg, dal femminismo, dalla nuova stagione de La Casa di Carta, dal Pride, da Super Simone, da Mahmood, da Gattuso, dal lancio di statuette di monumenti con molte guglie appuntite, da Zingaretti, da un qualche movimento di sinistra in Europa che lì funziona e da noi immancabilmente no, da Pamela Anderson, da Papa Francesco, dal cazzo e dalla figa. Ognuno vorrebbe ripartire da una cosa diversa e questo porta a scontri interni, quelli che ogni volta che vedi un personaggio di sinistra che contesta un altro personaggio di sinistra ti viene involontariamente da chiederti quante stracazzo di volte dovrà ancora scindersi, questa sinistra, prima che si formi un fungo atomico.

Il problema però è un altro. Il problema è che questa non è sinistra, o meglio, non lo è abbastanza. Manca un pezzo, e i dati sull’astensionismo secondo me sono un indizio abbastanza lampante del fatto che manchi, questo pezzo.

Alle ultime europee il 46% degli aventi diritto è rimasto a casa, considerando che fosse decisamente più proficuo guardare Paperissima Sprint. Dato che il boom della Lega è innegabile (a fronte di un calo deciso dei consensi pentastellati) e che il PD è rimasto stabile, mi viene il dubbio che sfugga un elemento significativo: la persona “di sinistra” non sa chi cazzo votare. Perché, appunto, non “vede” roba di sinistra, o almeno non vede abbastanza roba di sinistra. Non vede la unique selling proposition* della sinistra.

Non è una questione di facce o di leader o di simboli. È una questione di idee.

“Everybody else is like me
Cartoon democracy
We all just want to be free
Cartoon Democracy”
(The Mangles – Cartoon Democracy)

L’ambientalismo. Cavallo di battaglia di molti partiti esteri che alle europee sono andati bene, grazie alla spinta ideologica di Greta Thunberg e del nuovo “ambientalismo tecnologioco”, che ha sostiuito con la ragione il vecchio ambientalismo hippy e un po’ naif (ed era pure l’ora). Bello. Buono. Ma non va bene. Innanzitutto perché non è neanche propriamente progressismo, è “dare retta agli esperti e non negare l’evidenza”, non è sinistra, puoi pure essere ambientalista e di destra, anzi, di estrema destra. Non è che se Salvini nega il riscaldamento globale allora basta dire il contrario per vincere, o che “il contrario” è automaticamente “di sinistra”: non funziona così, non ha mai funzionato. Non basta.

I diritti civili. La cosa su cui ha marciato la “nostra” sinistra per anni: parità di genere, diritti delle persone omosessuali, no al razzismo. Ok, grazie al cazzo, anche noi ci siamo spesi infinite volte sul tema: è egualitarismo civile (quindi sì, tecnicamente è “sinistra”) ed essendo progressismo è storicamente campo d’azione dei partiti di quell’area, pur con le sue contraddizioni fatte di quel politically correct estremo (what?) che fa sì che si debba combattere una battaglia per non far depilare Gal Gadot in Wonder Woman come se gliene fregasse davvero qualcosa a qualcuno. Ma si puà anche essere di destra e, proprio perché a destra ci sono molti fan della libertà individuale, essere tendenzialmente anche d’accordo che ognuno faccia quel che gli pare col proprio corpo. Non facciamo sempre i paragoni con la destra ultracatolica e bigotta, che ormai sembra più la parodia dei Cobra dei G.I.JOE che non una corrente di pensiero vera, non è questo che definisce la sinistra. Non solo. Non basta.

L’antifascismo. Sacrosanto, ci mancherebbe. La nostra Repubblica è fieramente antifascista e uno dei presupposti della democrazia è che qualsiasi “ideologia” che proponga l’uso della censura e della violenza per impedire agli altri di esprimersi o manifestare le proprie idee debba essere fermato. Solo che – vi svelo un segreto – si può essere antifascisti ed essere di destra. Credi nel liberalismo, nella difesa dei diritti individuali, e allo stesso tempo non ti sta bene che qualcuno ti costringa con la forza a non dire la tua. Direi che fila, no? Antifascismo sì, sempre e comunque, ma è troppo poco. Quindi, di nuovo, non basta.

Badate bene, non voglio fare benaltrismo. Sono tutti temi importanti che, tutti insieme, contribuiscono a definire un certo tipo di idee politiche. Ma manca ancora il pezzo più importante, quello che sembra sfuggire a tutti.

La sinistra, porch’immondo che ciò sotto i piedi, al momento non sta parlando del principio fondamentale della sinistra: l’egualitarismo sociale ed economico. Che non è che lo lo dico io, l’ha detto gente più famosa e preparata di me: finché esistono enormi disparità sociali, economiche e culturali ci sarà sempre infelicità, ci sarà sempre rabbia repressa, ci sarà sempre ignoranza. E si lascia campo libero ai populismi, agli “uomini forti” e a tutto ciò che ne consegue. “Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni”. Non è difficile.

“I want a war, between the rich and the poor
I wanna fight and know what I’m fighting for
In a class war, class war, class war, class war, class war, class war, class war.”
(D.O.A. – Class War)

Se io ho un lavoro precario, sottopagato, fatico ad arrivare a fine mese, non ho la possibilità di crescere né professionalmente né socialmente, non ho i soldi per mangiare, figuriamoci per mettere al mondo un figlio, mettiamocelo in testa, m’importa una sega dei sacchetti di plastica, dei matrimoni arcobaleno, della fecondazione assistita e di qualche centinaio di bulli che pestano gli altri.

La sinistra non può avere come bandiera le battaglie civili se prima non recupera quelle sociali. Io sono ovviamente d’accordissimo sulla parità di diritti fra etero e LGBTQ+, ma sinceramente trovo inutile una legge che permette di sposarsi agli omosessuali ricchi, o una legge che agevoli la fecondazione assistita di donne ricche, o una politica ecologista sostenibile solo da persone ricche, quando le persone povere – indipendentemente dal genere, dall’orientamento sessuale o dalle idee in fatto di ambiente – non possono permettersi di pianificare il proprio futuro, di mettere su famiglia, di mangiare decentemente.  Qualsiasi partito che è pacificamente d’accordo sul fatto che aumenti l’IVA sui CAZZO DI GENERI ALIMENTARI non può essere “di sinistra”, perché una roba del genere è la cosa meno economicamente egualitaria che mi viene in mente**.

Dove sono finite le idee di uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico, sociale e giuridico? La ridistribuzione della ricchezza? La giustizia sociale? La pari dignità di ogni cittadino a livello di istruzione e opportunità lavorative? Possibile che l’unico partito che propone di rivedere gli scaglioni IRPEF in un’ottica realmente progressiva (quindi più scaglioni, non meno scaglioni, il primo che menziona Salvini gli inculo un genitore a caso per non averlo mandato a scuola a sufficienza) è Potere al Popolo, ossia quel movimento che è “partito comunista” ma è arrivato sbronzo***?

Invece di batterci per l’uguaglianza sociale e culturale, diamo a chi ha meno di noi dell’analfabeta e del coglione. Invece di capire che le agenzie interinali sono una merda che andrebbe smantellata diciamo ai giovani che sono choosy lamentoni. Rompiamo il cazzo sui sacchetti di plastica quando c’è gente che può permettersi giusto quelli, senza il contenuto. Invece di invocare lo stralcio dei privilegi per la chiesa e il recupero di UN MILIARDO DI EURO di otto per mille dite che il Papa è tanto una brava persona perché una volta ha detto “buonasera” invece che “in ginocchio, merde”. Ma sinistra cosa, porca madonna, questa non è sinistra, questo è stocazzo.

La sinistra riparta da qui.

[Benito Karimov]

* la USP si spiega facilmente così: avete presente Mc Donalds? Il fatto che quando avete voglia di Mc Donalds non avete voglia di un hamburger qualsiasi, ma proprio di quel tipo di panino lì, nonostante faccia male, nonostante non sia chiaro da dove derivi quel retrogusto di droga, nonostante PORCA TROIA ADESSO HO VOGLIA DI UN MC BACON GRANDE.

** Se escludiamo Thanos, il nazifascismo, il gioco d’azzardo, il cattivo di “Expendables 2”, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo e i drop di Diablo III.

*** Il programma di PoP è riassumibile così: “ottime idee che evolvono in un’utopia socialdemocratica e che terminano in un delirio che prevede la possibilità che esistano risorse infinite a disposizone di un Governo presieduto da loro”

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6 comments

  1. Ho le lacrime agli occhi per la commozione e sono sul punto di alzarmi in piedi e applaudire forte: pensavo di essere l’unico a pensare queste cose! E invece, come sempre, arrivate voi e le dite anche meglio – e non parlo dei drop di Diablo 3.

    Vi voglio davvero bene, perché senza di voi avrei nelle orecchie (negli occhi, ok) solo stronzate e avvizzirei più di quanto faccio già.

  2. A te importa sega del mio matrimonio arcobaleno, ci sta.
    Ed hai pure amici gay ma.

    Se permetti, a me importa una sega del tuo lavoro sottopagato. Dove cazzo stavi quando io studiavo alle superiori? In piazzetta a giocare a pallone e a fare il coglione con il motorino nuovo. Io imparavo a parlare e a scrivere decentemente, tu grugnivi.
    E quando stavo all’Università? Tu ti facevi le seghe guardando Antonella Clerici alla TV da mezzogiorno fino a sera, fino all’ora in cui la culona deficiente che avevi trovato come fidanzata ti portava a prendere il gelato, magari pagandotelo.
    Io invece studiavo. E magari lavoravo pure per tirar su due soldi. Te andavi a rubarli dal portafogli di nonna rincoglionita.
    Io andavo a fare il cameriere a Londra per imparare a dire quattro parole in cockney, tu ancora oggi non sei in grado di distinguere l’Inghilterra dalla Gran Bretagna.
    Il mercoledì le partite, cadesse il mondo. Sai tutto del problema ad ogni singolo dito dei piedi di quei calciatori di merda che conosci a memoria, le formazioni, ma diobono non sai che cazzo succede fuori casa tua, non dico in Rwanda o in Birmania.
    Non hai mai smosso il culo in tutta la tua vita, sei capace solo di tirare su e giù qualche leva in fabbrica per spostare scatoloni e devi ringraziare oddio che hanno creato una agenzia interinale in grado di dare un lavoro addirittura anche a te e adesso vuoi che adesso diventiamo tutti come te? La sinistra deve prendere te come riferimento? Non ti bastano Salvini che ti parla all’intestino e i grillini coi 780 euro sul bancomat che TI STO PAGANDO IO?
    Pure tutta la sinistra deve dedicarsi a te, adesso?

    1. Ciao, zetaesse.
      Purtroppo non seguo il calcio, quindi non so di cosa parli quando mi racconti delle formazioni delle squadre. In compenso non ho un lavoro sottopagato, anzi, sono a tempo indeterminato. Ho fatto il classico, sono laureato e ho lavorato mentre studiavo. Credo, fra le altre cose, di aver studiato un pochino più di te, o quantomeno un po’ meglio, visto che evidentemente la tua capacità di astrazione è decisamente limitata, anzi, temo che tu non sia in grado di interpretare le più banali figure retoriche e tecniche narrative di un testo scritto.
      Probabilmente, però, è solo il livore che parla per te, quindi proverò a spiegarmi.

      Ti premetto però che, citando Luttazzi, questo blog nasce per turbare gli imbecilli e scrivere commenti in stato di evidente turbamento non è il migliore dei biglietti da visita. Scusami, devo fare questa battuta per contratto, adesso provo ad ammorbidirmi un po’.

      Se rileggi meglio l’articolo, noterai che la frase che ti ha fatto girare le palle a mille non solo non è minimamente il fulcro dello stesso, ma è anche un periodo ipotetico, introdotto dal canonico “se”, utilizzato per fare un esempio. Mi spiace se il mio stile te lo rende incomprensibile, te lo riformulo depauperandolo della carica ironico-grottesca: “Se una persona è costretta a pensare ai suoi bisogni primari è probabile che non abbia né tempo, né voglia di pensare ai bisogni altrui”. Sto parlando della popolazione in generale, non di me: storicamente, ognuno pensa innanzitutto a riempirsi la pancia, a pancia vuota è più difficile fare del bene per gli altri. Non è sempre così, ci mancherebbe, l’altruismo esiste: anzi, spero che tu sia diverso da come ti sei dipinto nella tua invettiva, perchè altrimenti saresti proprio uno stronzetto che siccome ha il culo al caldo (per merito, non lo metto in dubbio) allora si può permettere di spalare merda su chi sta male, dando per scontato – come molti elististi di stocazzo – che sia per colpa e non per disparità sociali e per la mancanza di pari opportunità economiche e culturali. Magari se tu fossi nato non dico in una favela, ma in una qualsiasi famiglia sotto la soglia di povertà, o in cui la cultura non è necessariamente un valore, o semplicemente in cui mancano i mezzi per farti studiare decentemente, se invece che anziché mandarti con gioia alle scuole superiori ti avessero costretto a lavorare o a rubare, ecco, penso che non avresti il tempo di sentirti il Marchese del Grillo e non difenderesti il tuo sacrosanto diritto a essere come vuoi e a pretendere di essere trattato come gli altri dando dello straccione o della capra al tuo interlocutore. Avvisami se la sintassi è troppo contorta, nel caso ti faccio un disegno.

      La tua cieca ira ti infila dritta dritta in una figura di merda epica, perchè ti sei fiondato a rispondere senza prima fare una ricerchina per capire se quella frase fosse quello che è o se fosse effettivamente una posizione tout court sulle unioni civili. Se non ti fosse partito l’embolo e tu avessi chiesto o cercato per cazzi tuoi altri contenuti sul blog, sapresti per esempio che abbiamo salutato con calore la legge Cirinnà, e anzi ci siamo scagliati in modo estremamente duro contro l’ostruzionismo grillino che ha dato alle persone omosessuali un “matrimonio di serie B”, senza vincolo di fedeltà e senza la possibilità di adottare (https://nonsiseviziaunpaperino.com/2016/02/22/questione-di-fiducia/). Abbiamo sempre scritto parole di fuoco contro i detrattori degli omosessuali (https://nonsiseviziaunpaperino.com/2013/06/04/a-chi-giova-lomofobia-se-non-a-giovenale/). Abbiamo sempre segnalato quanto sia stupido e sbagliato il fatto che in Italia non ci sia una legge contro l’omofobia (https://nonsiseviziaunpaperino.com/2012/11/08/dei-diritti-e-delle-pene/). Abbiamo attaccato i fan della “teoria gender” (https://nonsiseviziaunpaperino.com/2015/09/14/gender-di-merda/). Abbiamo pianto per la morte di ragazzi omosessuali uccisi o portati al suicidio da una società cattiva e ingiusta (https://nonsiseviziaunpaperino.com/2013/08/12/volare/). Abbiamo speso parole durissime per i paesi in cui l’omosessualità è un reato o in cui le discriminazioni sfociano addirittura nell’omicidio (https://nonsiseviziaunpaperino.com/2015/01/21/giu-dalla-torre/). Abbiamo attaccato il doppiopesismo di artisti e politici anche riguardo ad argomenti molto gravi (https://nonsiseviziaunpaperino.com/2016/06/13/boati-di-silenzio/). Abbiamo perculato a sangue la chiesa per le sue posizioni oscurantiste e bigotte (https://nonsiseviziaunpaperino.com/2018/08/29/ci-sono-tante-cose-da-fare-con-la-psichiatria/). Abbiamo sempre sottolineato che siamo per l’assoluta parità ed equità di diritti e doveri in campo sociale, legale, economico, civile e morale (https://nonsiseviziaunpaperino.com/2018/07/23/parliamo-di-persone/) un numero incalcolabile di volte.

      Se tu avessi avuto la lucidità di capire che l’articolo non parla dei matrimoni arcobaleno, ma dei problemi dei movimenti di sinistra, avresti chiaro che quello che stiamo dicendo è che se tu non avessi avuto l’opportunità, la fortuna o le capacità di costruirti la vita che fai, non potresti neanche ipotizzare l’idea di sposarti, forse non saresti qui a leggere questo blog e forse voteresti il primo populista furbo abbastanza da darti una speranza, seppur vana, di migliorare le tue condizioni di vita. E questo è il succo dell’articolo: non che i diritti civili e l’uguaglianza degli stessi siano sbagliati, ma che storicamente i diritti sociali e la ridistribuzione della ricchezza vengono prima, almeno nella testa della maggioranza della popolazione.

      Vuoi sapere cosa ne penso del matrimonio? Penso che sia un contratto fra due persone, e che in quanto tale debba essere accessibile a qualsiasi coppia di persone indipendentemente da ceto, genere, orientamento sessuale. Adozioni? Stessa cosa. Egualitarismo civile, si chiama. C’è davvero bisogno che lo specifichi, dopo che ho chiaramente scritto che “sono ovviamente d’accordissimo sulla parità di diritti fra etero e LGBTQ+”? C’è bisogno che ti spieghi che c’è differenza fra uguaglianza civile e uguaglianza sociale? Hai capito che non sto dicendo che l’uguaglianza civile è sbagliata, ma che sto parlando di altri tipi di diritti e di bisogni? Non hai detto che hai studiato? Che cazzo di scuola hai fatto, i’ISEF*?

      Vedi, caro zetaesse, la differenza fra me e te è che mentre io in realtà spero che vengano abbattute tutte le barriere sociali, economiche, civili e legali, a te invece a dar retta a quel che scrivi interessano solo i cazzi tuoi e di tutto l’articolo hai voluto solo leggere (male) l’unica frase che hai percepito come “contro di te”. Io spero davvero che il tuo sia stato un rant dettato dalla rabbia nata da un’incomprensione – immagino che tu non conosca questo blog e non sappia che scriviamo tutti gli articoli con questo stile qui, che ovviamente sei libero di deprecare, così come in quell’eventualità io posso scoreggiarti in faccia il mio sticazzi – perché altrimenti non ne esci granché bene. Magari sei di destra dura, magari ti rispecchi vanesio in quella “pseudo-sinistra” elitista e spocchiosetta e davvero t’importa una sega di chi sta peggio di te, magari eri solo arrabbiato, non lo so, so solo che se vieni qui a sputare spocchia dicendo che t’importa un cazzo dei “povery” perché a me importa un cazzo del tuo matrimonio, fra tutti questi cazzi l’unico che conta è quello che non hai capito. E, in generale, spero tu non sia di sinistra perché nel caso non stai a fa’ una bella figura.

      Un bacione,

      BK

      * sì, questa battuta è spocchiosamente discriminatoria a livello culturale, sono una merda e lo so.

  3. Al di là degli insulti personali, sui quali manco te rispondo, se avessi letto più attentamente avresti capito che mi rivolgevo al cittadino che ha “un lavoro precario, sottopagato e fatica ad arrivare a fine mese”, a quell’oggetto del desiderio elettorale di Salvini e dei grillini, che tanti voti ha portato nelle ultime campagne elezioni ed al quale tu dici dovrebbe parlare pure “la sinistra”. Parlavo a quell’elettore che tu vuoi iniziare a prendere per il culo come fanno gli altri.

    Io continuo a pensare che questo elettore vada preso a calci in culo e portato a forza in una agenzia interinale (che comunque si chiamano agenzie di somministrazione da dieci anni), tu le vuoi chiudere e dirgli bravo, eccoti il posto fisso alla ASL che ti meriti. E me la chiami giustizia sociale.

    Abbiamo indubbiamente due idee diverse di sinistra: io sarò pure spocchiosetto, ma tu vuoi una sinistra che puzza di populismo lontano un miglio e che non porta da nessuna parte; Fratoianni, Fassina e il piacione Civati insegnano.

    Ps. oh, non puoi mica pretendere che tutti siano d’accordo con te e mettano i like come sul gruppo dell’Aia Furibonda. Cancella, eventualmente, e perdona se ho violato la tua confort zone, non sia mai che qualcuno si permetta di dire che hai scritto una cagata.

    1. Non cancelliamo mai i commenti, abbiamo lasciato roba che farebbe sembrare Pippo Franco un full professor del MIT, figuriamoci se cancelliamo i tuoi.

      Hai ragione. Mi sono svegliato di malumore e leggendo quella sparata classista ero convinto che un commento sotto un articolo scritto da me che usa la seconda persona singolare fosse rivolto a me, e invece era un artifizio retorico identico al mio. Ouch, uno a zero per te (non ti sto perculando, ammetto candidamente l’errore).

      Però sì, abbiamo due idee diverse di sinistra, molto diverse, anzi: fatico a vedere così tanta “sinistra” nel tuo discorso. Bada che io non sono né assistenzialista, non mi piacciono i “redditi di inclusione” o di cittadinanza, mi piace di più l’idea di creare lavoro. Non sono per dare cose a chi non se le merita, sono per aiutare le persone dando loro strumenti e opportunità, non sussidi a cazzo di cane o posti fissi immeritati.

      Io non so se sei soddisfatto delle unioni civili, ma è proprio il compromesso con gente di destra che le ha fatte uscire così, un po’ ammezzate. Meglio di nulla, ovviamente. Ma peggio di quello che avrebbe fatto una sinistra egualitaria vera al Governo (e no, non parlo di Fratoianni o di altri leaderini inutili, quella di cui parlo è una sinistra vera, spero sia chiaro).

      Quello che dico io – ed è quello che intendo quando parlo di “egualitarismo sociale” – è che si dovrebbe tendere ad appianare le disparità socio-economico-culturali a livello di opportunità, di possibilità, culturali e professionali. Poi è ovvio che se tu tu sei fatto il mazzo, hai studiato ehai dedicato la tua vita a migliorarti guadagnerai di più di chi è stato pigro, meno curioso o magari è solo più sfortunato. Però, per dire: se il sistema scolastico funzionasse davvero, sarebbe davvero possibile studiare *per tutti* nello stesso modo. Un conto è se studi e lavori perché ti va, un conto è se sei costretto a farlo perché tanto non hai problemi a mangiare. Un “ricco”, finché può permetterselo (in genere finché mamma paga), può laurearsi con calma e con una media bassa, mentre una persona con meno disponibilità economica deve rimanere “in pari” con gli esami. Paradossalmente, quindi uno studente che ha bisogno di lavorare per vivere è anche quello che se a causa del lavoro canna degli esami, perde la borsa di studio (e magari la possibilità di studiare).

      Altro esempio: il lavoro. Pur essendo molto critico coi sindacati, non riesco a non vedere infiinite storture nell’attuale sistema di stage\apprendistati e di contratti. Penso che debbano esserci regole diverse (e progressive) per regolamentare i diritti e i doveri di aziende e lavoratori, senza scadere nel populismo che citi (“il lavoratore ha sempre ragione e il padrone è sempre una merda!”, come se si potesse ancora parlare di “padroni”) o nell’utopia di un sistema completamente sbilanciato a sfavore delle aziende.

      Si vede che ti sto sulle palle a livello personale, anche se io non so neanche chi tu sia, ma pazienza: così come puoi venire qua a commentare anche in tono iper-polemico e offensivo, però, anche io posso avere sulle palle il tuo elitismo snobbettino che te sei te e gli altri non sono un cazzo. Ti sei fatto il mazzo, ti sei fatto da solo, quindi vuoi di più degli altri? Normale. T’importa una sega di chi ha meno e t’importa principalmente dei tuoi diritti, dei tuoi interessi, delle tue cose? Pacifico. Continuo a non vederci la sinistra a livello sociale, tutto qui, ma sono cazzi tuoi.

      Se invece vuoi che io dica che è un tuo diritto cacare in testa a chi sta sotto di te, ecco, quello no. Anche se il mondo ti dice che sei furbo.
      E quando quello sopra di te avrà una scarica di diarrea, saremo comunque qui a prestarti un ombrello. Anche se il mondo ci dice che siamo coglioni.

      Hasta la próxima, Onofrio.

      PS: violare la mia comfort zone? Non montarti la testa, sei solo l’ultimo di una lunga serie di polemisti per hobby passati di qua, domani ci saremo già scordati, per fortuna.

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