Informazioni su Benito Karimov

Non ho peli sulla lingua. Ma se ce li ho, sono (pick one randomly): di una tizia\o conosciuta\o ieri, di una deputata grillina, di Alyssa Milano, di un siberian husky, di tua madre*, della tua metà (uomo o donna che sia), di un gattino, miei, di Lorella Cuccarini, della tizia di cui guardavi le foto stamani, tuoi, non so\non ricordo. * se può consolarti ho dovuto drogarla.

Challenge Accepted

punkgiorno

“Our vanity, disgraced to face our own humanity, in a world that mocks our tragedy.”
Bad Religion – Vanity

Da qualche giorno la mia timeline di Facebookè diventata tutta un fiorire di foto vecchie: c’è chi mette una foto da bambino, dimostrando che non sono gli anni ad essere stati inclementi, ma la natura; c’è chi mette sospirando la foto di quando aveva venti chili in meno, tanto per farsi male; chi una foto a caso di qualche capodanno fa, giusto per aumentare la quantità di sticazzi nel mondo.  Sembrerebbe la classica, inutile catena di qualcosa su social, che prende il via, rompe il cazzo qualche giorno e poi sparisce nell’oblio della grande rete, l’equivalente telematico del fenomeno che fa passare di persona in persona lo sbadiglio.
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Ti devi fa’ i cazzi tua.

punkgiorno

“Holier than thou with your one way morality, I think your shallow faith isn’t based in reality,
you don’t like how were live, we’re sinful and obscene, why are you judgin’ me?”
Pennywise – My God

Ieri sera ero in pizzeria con degli amici. La discussione è infaustamente caduta sulla legge sul fine vita, argomento caldissimo in seguito alla morte di Fabiano Antoniani. Se ne parla da anni: ogni Welby, Nuvoli e Englaro – e da oggi anche ogni DJ Fabo – riporta l’argomento in voga, ma solitamente poi tutto si arena in un groviglio di dibattiti sui vari modi in cui una persona dovrebbe poter o non poter decidere di lasciare questa valle di lacrime se impossibilitata a condurre una vita dignitosa. Il che non giova all’appetito, converrete. A peggiorare le cose c’è il fatto che un mio commensale ha avuto la per me terribile idea di ordinare una cazzo di pizza all’ananas.
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La setta di sciamani che inculava la gente in coma.

punkgiorno

“Tocamientos, sacramentos, felaciones, juramentos: te enseño mi doctrina en forma de erección. Abuso de los niños, perversión y puro vicio, bajo mi sotana puedes encontrar a Dios.”
Ska-P – “Crimen Sollicitationis”

Nel 2005, una piccola setta sciamanica americana fu al centro di uno scandalo. La setta era riconosciuta come “religione” dal 1999 ed aveva quindi ottenuto una serie di sgravi fiscali in Idaho e Oregon prima, nello stato di Washington poi, fino a diventare una comunità piuttosto ricca e consistente dal 2002, quando ottenne lo status di religione anche in Montana; tutte zone anticamente popolate da nativi americani e molto sensibili a quel tipo di cultura.
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Buon onanismo.

punkgiorno

“Love your neighbor as yourself. If I loved myself last night does that mean I need to jerk my neighbor off as well?”
Goldfinger – Handjobs for Jesus

Mario Adinolfi, fondatore de “Il Popolo della Famiglia”, lancia la proposta di una blacklist di siti pornografici da bloccare e rendere inaccessibili dall’Italia. Non è per dare contro ad Adinolfi ad ogni costo, però, come diceva il mio maestro di vita Perry Cox, “sono quasi sicuro che se da internet togliessero tutta la pornografia resterebbe un solo sito, chiamato ridateci i porno“. Se un personaggio di fantasia ha più senso pratico di te io mi farei delle domande, Mario, ma chi sono io per giudicare? (cit.)
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Task Force Antistronzi.

punkgiorno

Dickhead, fuckface, cock-smoking, mother fucking asshole, dirty twat, waste of semen, I hope you die!
Green Day – Platypus (I Hate You)

Qualche giorno fa, un nugolo di decerebrati ha preso di mira la bacheca di una sopravvissuta alla valanga che ha colpito l’hotel Rigopiano. L’hanno bersagliata con insulti, offese e moralismi da quattro soldi. Buona parte dei commenti stronzi sta sotto una foto della ragazza sulla neve, da molti giudicata inopportuna. Solo che la foto è del 6 Gennaio. Ora, anche senza tirare in ballo l’empatia, la compassione o la meraviglia di farsi i cazzi propri, la cosa che mi preme far notare è questa: per decine, centinaia di persone, leggere una data è troppo difficile.
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Nuovo Ordine Mondiale: la recensione quasi seria.

punkgiorno

New World Order gonna profit from death. Don’t want a life under the New World Order!
Drones in the sky watching everything you do, it’s happening now… Killing off the poor, the disabled and old, it’s happening now!”
Discharge – New World Order

Io parlo raramente di cinema. Pochi lo sanno, ma teoricamente dovrebbe essere una cosa di cui ne so qualcosa; ma siccome c’è tanta gente che ne sa più di me, trovo normalmente più saggio tacere e lasciare che divulgatori e critici migliori di me facciano il lavoro sporco, limitandomi a godere del cinema da spettatore, lasciando le seghe mentali nel cassetto del comodino. A volte, però, sento una specie di chiamata e devo recensire un film prima di tutti. Soprattutto quando il film è un capolavoro come Nuovo Ordine Mondiale, scritto e diretto da Povia dai fratelli Fabio e Marco Ferrara, interpretato da Mario Ferrara che fa anche da produttore esecutivo. Fotografia di Fabio Ferrara, montaggio e editing di Marco Ferrara.
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Maledetto 2016!

punkgiorno

I’ve no consideration, zero mutual respect, for billions who suffer from rational thought neglect. I don’t wanna waste a sentence, I don’t want a convert-sation: that’s gonna end in disdain, disbelief and aggravation.”
Nofx – Best God in Show

“Maledetto 2016!”, “Basta, 2016!”, “Nessun anno come il 2016, non vedo l’ora che finisca”, “2016 assassino!”.

Questo è quello che mi scorre sulla bacheca, ciclicamente, da diversi mesi e più intensamente mano a mano che l’anno volge al termine. È iniziato più o meno dalla morte di Gene Wilder, che ha affiancato quelle più recenti di Carrie Fisher e George Micheal e quelle più datate di David Bowie, Prince, Bud Spencer, Umberto Eco, Anna Marchesini e altri (non meno importanti, a seconda dei gusti). Ebbene, signori, avete avuto un’intuizione geniale, ma state solo grattando la superficie di qualcosa di più grande. Davvero.
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Loro e noi.

punkgiorno

Hate is a simple manifestation of the deep-seated self-directed frustration,
all it does is promote fear and constrenation.
Iit’s the inability to justify the enemy and it fills us all with trepidation.”
Bad Religion – Them and Us

Volevo aspettare il 2017 per lanciare la nuova rubrica, ma il 2016 non è d’accordo. Dopo il remake di Cabin Fever e il remake di Ben Hur, l’anno in corso vuole regalarci anche il remake della Grande Guerra. Le ultime ore sono state un pelo tese, un po’ per l’attentato di Berlino in cui un terrorista si è lanciato sulla folla festante con un camion (slogan: “truck is the new airplane”), un po’ per l’attentato di Ankara in cui un ventiduenne armato ha ucciso un ambasciatore russo (slogan: “make Allah great again”).
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Duostatmometrìa.

anovantagradi

La duostatmometrìa (dal greco “σταθμός“, peso, “μέτρον”, misura, e “δύο“, due) è una patologia estremamente insidiosa che colpisce quasi tutta la popolazione – sebbene a livelli diversi – e impedisce alcune facoltà primarie, fra cui quella di valutare razionalmente fatti e soprattutto azioni secondo un metro di giudizio coerente. Oppure quella per cui uno del PD è scemo se al Referendum costituzionale vota come Verdini, Alfano e Confindustria ma non lo è se vota come Salvini, Berlusconi e Grillo (o viceversa), nel senso: “sei una merda se voti come quella gente là, ma io non sono una merda pur votando come questa gente qua”. Duostatmometrìa pura. Continua a leggere

Aristerinodusodìa.

anovantagradi

L’aristerinodusodìa (dal greco “ἀριστερά”, sinistra, “ῥίς“, naso e “δυσωδία“, puzza) è una patologia piuttosto comune che colpisce una porzione della popolazione ormai tragicamente limitata. Stavolta vi parlo col cuore in mano, giacché tragicamente ne sono afflitto anche io e in maniera piuttosto grave. Continua a leggere