Scegliete voi quale vi garba di più.

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Ormai l’avrete letto tutti, del casino che è a seguito dell’ennesima causa per diffamazione a carico di Beppe Grillo, denuciato dal PD per un articolo sul suo blog. Che il megafono\titolare\padrone\leader del movimento sia indagato per diffamazione non è una novità. Grillo ha patteggiato per nel 2003 per le offese alla Montalcini e ha altre tre condanne, più recenti, per lo stesso reato. “L’onestà andrà di moda”, certo, ma nel frattempo la faccia di culo rimane un evergreen.

La cosa ganza, a questo giro, è che Grillo si è infilato in un ginepraio di schiaffi da cui uscirà indenne solo nella mente dei suoi seguaci più lobotomizzati. Adesso è il momento di vedere se i coglioni sono un paio, come dovrebbe essere in natura, o sono la maggioranza, come sostengono i più feroci detrattori dei cinquestelle. Dell’argomento hanno già parlato in tanti, ma io non voglio dimostrare che Grillo è uno stronzo, o ha torto, o chissà che: voglio chiedere una cosa a chi lo vota e lo sostiene.
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Colori o bianco e nero?

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Non seguo il calcio da anni, per la precisione dal 2006. Mio nonno era uno juventino di ferro, quando sono nato mise la coccarda bianconera “è nato un nuovo juventino” al posto del fiocco azzurro. Sono contento che se ne sia andato prima di vedere quella merda che è stata calciopoli, che poi è uno dei motivi per cui non seguo più il calcio, insieme a tutta un’altra serie di ragioni che non sto qui a elencarvi perché credo che non ve ne fotta giustamente un cazzo.
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Come dovremmo chiamarli?

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Siccome ultimamente abbiamo affrontato (male) temi davvero molto pesanti, come il suicidio, l’eutanasia e Adinolfi, questa settimana vorrei parlare di un episodio molto “leggero” e di un tema ad esso strettamente connesso. Mi piacciono le associazioni di idee, sai, come quando uno ti dice una cosa e tu mentalmente la colleghi a un’altra: “salvini” e “razzista”, “scissione” e “sinistra”, “dio” e… uhm, no, qui ce ne sono un sacco e de gustibus non disputandum est: ognuno ha il suo animale preferito.
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La rivincita dei rottamati

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“D’Alema,” implorava Nanni Moretti in Aprile, “di’ qualcosa di sinistra!”

Quasi vent’anni dopo, D’Alema capisce, reagisce, e dà il via a una scissione. I fedelissimi lo guardano perplesso. Lui fa una faccetta delle sue.

“Dai, su… la scissione è di sinistra.”

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Grillo vs Grillo: il vaffanculo non basta.

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Gira in queste ore su internet un video di Beppe Grillo che, nel suo nuovo spettacolo, fa una pungente satira sui transessuali. Certo, la frase precedente è vera solo se diamo a “satira” lo stesso significato che le attribuiva Galeazzo Ciano e se diamo per buono che “pungente” sia sinonimo di “stronza ai limiti dell’imbarazzo”, ma mica possiamo cavillare. D’altra parte, come ci ricorda lo stesso Grillo nella martellante pubblicità di Netflix: “io scherzavo”. Bella battuta, ma vecchia.

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Sesso, Droga e Lorenzin.

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Io in questo periodo dell’anno vorrei chiudere Facebook: i santi mi stanno sul cazzo in generale, ma l’uno-due costituito dalla quasi contemporaneità fra Remo e Valentino raggiunge rare vette di insostenibilità. Se chiudo gli occhi non sta succedendo. Questo, almeno, è quello che mi ripeto. Insomma, facciamo finta di nulla e parliamo d’altro, ok?

Ieri, come molti sanno, era il Safer Internet Day e, per l’occasione, il Ministero della Pubblica Istruzione ha lanciato la prima giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo. Una bella iniziativa, contando i molti casi di abusi e violenze – fisiche e psicologiche – che si verificano ed emergono ogni giorno. Ma per ogni piccola gioia, si sa, c’è un grande dito al culo. Ed ecco quindi che a riportare il disequilibrio karmico fra cose buone e puttanate dei nostri amati governanti ci pensa un Ministro di cui siamo da tempo grandi fan: Beatrice Lorenzin.

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Vaccini: vi stanno prendendo per il culo.

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La settimana scorsa ci sono stati diversi commenti un po’ pepati perché, in un articolo che parlava di tutt’altro, abbiamo citato la questione vaccini. Se posti la parola “vaccino” su Facebook, non importa se inserita in un contenuto che verte su altri argomenti, scatenerai orde di commentatori monotematici, un po’ come se parli di veganesimo, se auguri “buon natale” sul gruppo Facebook dell’UAAR o se posti il nuovo logo della Juventus.
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Perché il Movimento 5 Stelle non può governare.

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Antefatto uno. Livorno. Filippo Nogarin, sindaco della città, tuona su Facebook contro i vaccini obbligatori. Al di là delle castronerie scientifiche contenute nel post, la cosa che mi preme far notare è questa: alle rimostranze di un’utente, il sindaco risponde “Allora lo stabilisse una norma nazionale. Ma perché si devono fare solo in Toscana?”. Perché? Nogarin, guarda che è semplice: perché le vaccinazioni sono materia sanitaria, e le questioni di natura medica sono di competenza regionale, in base alle norme sull’autonomia in campo sanitario attualmente vigente. Se il sindaco di Livorno avesse voluto altrimenti, come pare, avrebbe potuto comodamente votare Sì al referendum costituzionale e cambiare le cose ma, evidentemente, non sa come cazzo funzionano le Regioni. Per dirla breve, è un’istituzione che ignora il funzionamento delle istituzioni.

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Uno vale x²+1=0

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Gli attivisti cinquestelle, ossia i votanti certificati del blog di Beppe Grillo, sono chiamati in questi giorni a decidere sulle alleanze in Europa: possono scegliere di lasciare l’EFDD di Farage facendo confluire i propri parlamentari all’interno del gruppo ALDE, guidato da Guy Verhofstadt, ossia – sempre secondo Grillo, the web remembersuno degli “impresentabili” del Parlamento europeo. Chi l’ha decisa questa cosa? Bravi, avete indovinato: Beppe Grillo.

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Grillo non ha tutti i torti.

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Beppe Grillo, megafonando dal Sacro Blog, chiede di istituire un tribunale popolare per verificare l’attendibilità delle notizie di giornali e telegiornali. Lo stesso giorno pubblica sulla sua pagina Facebook un link a un articolo titolato “Beppe Grillo uno dei 12 personaggi più influenti d’Europa nel 2017″. Peccato che non sia così: l’articolo originale su politico.eu parla del comico genovese come una persona di cui avere paura, una potenziale minaccia nell’attuale situazione politica e economica italiana, con toni tutt’altro che rassicuranti.

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