Scoperti tre pianeti simili alla Terra. Clicca qui per vedere un gattino.

Scientificamente parlando, temevo che nell’arco della mia vita avrei potuto festeggiare, al massimo, il fatto che possiamo usare un telefono strusciando le dita su un vetro strano invece che pigiando pippoli di plastica. Che è figo, se non pensi che l’uso principale che ne viene fatto è quello di postare gattini su Facebook e condividere articoli di Tze Tze.

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Baustello Figo

Una disamina ironica, ma inopportunamente musicata, di Franco Sardo

Due fenomeni musicali stanno scuotendo le fondamenta della sonnecchiante società italiana animando dibattiti, provocando laceramenti fra i vari schieramenti, esaltando in tutti quanti uno spirito partigiano che non si vedeva dai tempi della guerra fredda fra Adriano Celentano e Gianni Morandi, oppure, ancora peggio, fra Claudio Villa e Domenico Modugno, per non parlare del conflitto acceso fra gli autori della sigla del Tg1 e quelli di quella del Tg5.Certo in un mondo in cui ci erano state promesse macchine volanti, viaggi nel tempo e bonissime cameriere robotiche sessualmente disponibili, ritrovarsi ad annaspare tra cinegri e razzisti non è il massimo dello stimolo.

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Vince Hillary.

Un’incursione nella psefologia di Franco Sardo

Questi sono solo alcuni dei link che potrei usare per darvi un’idea, caso mai foste arrivati sulla Terra solo stamattina, di quanto la vittoria di Hillary Clinton fosse stata data per scontata. O quanto meno di quanto, in una maniera o nell’altra, venisse dipinta come favorita assoluta, con punte di umorismo involontario a posteriori decisamente memorabili, tipo il “99% di possibilità di diventare presidente” secondo il neuroscienziato e psefologo (calmi, poi vi dico) Sam Wang di Princeton, oppure la promessa di Sciltian Gastaldi di cambiare “nome e identità” nel caso non fosse stata eletta. Il motivo? Sondaggi e opinioni. Cifre e parole a non finire. Certo, c’erano anche opinioni che ci ricordavano come la vittoria di Trump fosse ben più che una risicata probabilità statistica. Ma nessun sondaggio ha mai lontanamente previsto il risultato delle elezioni americane. Come per la Brexit, e molte altre occasioni. Oddio, forse non proprio nessuno.

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Vendetta Selvaggia

Fino a un anno fa nessuno sapeva chi fosse Tiziana Cantone. Poi lei ha fatto una cazzata, un video, divenuto in brevissimo tempo virale anche grazie all’insensata copertura mediatica di quotidiani nazionali (perché è chiaro che è rilevante a fini di croncaca, che una sconosciuta si sia fatta un filmino semi-porno), che a quanto pare fanno fatica a comprendere concetti base come quello di “responsabilità”: qualche click val bene una messa (alla gogna). Parte una sassaiola mediatica che ha ripercussioni in real life: offese, umiliazioni, gente che le grida “cagna!” per strada.

La ragazza prova a cambiare regione, chiede di cambiare nome, ma non basta: la cercano, continuano a offenderla. La giovane non regge e si suicida.
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Sbatti Charlie su Facebook

Una guida per principianti per essere un filo meno stronzi di Franco Sardo

Guardate bene questo screenshot. Leggete quello che c’è scritto. Sapete cos’è? E’ il modo con cui la vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto è arrivata in Italia. La prima fonte. Il paziente zero. Notate la serenità con cui si commenta l’immagine? La pacatezza della posizione, che pur nello sforzo di comprendere la natura intima del messaggio, lascia al lettore la possibilità di uno sguardo autonomo e personale, ricreando al tempo stesso le medesime condizioni di contesto con le quali la vignetta è stata pubblicata in origine?

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Una secchiata di merda.

Pensieri sparsi, ma malamente esposti, di Marco Valtriani.

Ieri, alla Festa dell’Unità di San Miniato, un imprenditore toscano ha aggredito il Presidente della Regione Toscana prima verbalmente, poi fisicamente, rovesciandogli addosso un secchio di letame e spingendolo a terra.

Come mai? Per una questione di maiali.

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Tyrannosaurus Brexit

Un articolo albionicamente cretaceo di Franco Sardo

Sulla Brexit, come già detto, non c’è un cazzo da ridere. A parte pensare che un essere umano dalle fattezze di una cabina telefonica con in testa le tracce delle cagate di 17 milioni 410 mila 742 gabbiani (il 51,7 dei gabbiani inglesi volanti), Boris Johnson, adesso si trova ad essere la persona più titolata a gestire la transizione da una situazione di mercato libero, cooperazione e integrazione con l’Unione Europea, ad un isolazionismo autarchico solipsistico al cui confronto ascoltarsi in cameretta al buio con un cuscino sulla faccia Love Will Tears Us Apart dei Joy Division risulta essere l’equivalente di un Gay Pride per le strade di San Francisco. No ok, ho esagerato apposta: non è proprio la persona più titolata a farlo, ma in questo momento dall’Inghilterra sembra arrivare una tale aria di insensatezza che Alice nel Paese delle Meraviglie in confronto sembra il Tractatus Logico-Filosoficus di Wittgenstein, per cui tutto sembra possibile. Ripassiamo allora un secondo alcuni dei fatti che hanno trasformato l’integerrima Inghilterra in una sorta di Monty Python’s Black Mirror.

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Anarchy in the Uk

caccole

Sono davvero in pochi a fare battute che facciano davvero ridere sulla questione brexit. Dev’essere perché, a conti fatti, non c’è davvero un cazzo da ridere.

O forse perché la situazione è così seria, complessa, e con conseguenze così imprevedibili che risulta difficile fare battute che non scadano in un becero pressapochismo.

Per fortuna io, pur non capendo una sega di economia, politiche internazionali ed equilibri di mercato, ne so tantissimo di becero pressapochismo. Dunque eccomi qua.

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L’uso delle immagini da parte degli onesti*

*che in realtà sarebbe “l’uso delle immagini da parte degli inetti naif amatori grillini onesti”. Una dissertazione in larga parte derisoria di Marco Bertini

Nel modo in cui la redazione del Fatto sceglie a chi dare spazio, ci deve essere fortissima la volontà di raccattare chiunque la pensi come loro. Così facendo danno spesso la parola (e lo spazio) a dei Red Ronnie (preso come esempio di gente che non capisce un cazzo della questione ma ha grandissimo seguito popolare) che parlano ai loro fan. Oggi, 3 giugno 2016, per parlare delle elezioni comunali c’è il grande Celentano. L’incipit dell’opinionista molleggiato è già significativo: “Ciao, ragazzi!”. Veramente molto stiloso. Molto fuori dagli schemi. Molto giovane. Molto cinquestelle. Del resto per capire che si tratti di uno spot elettorale ci vogliono 2 millisecondi. Il titolo del pezzo è “Solo un’incognita ci può salvare”. Se uno volesse autoaccusarsi di malizia, e volesse accertarsi di quello che vuole dire Adriano, basta scorrere l’articolo fino a quando si scioglie la difficilissima equazione: “la Raggi è una incognita”. Era proprio uno spot, sì.

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La dolcezza dell’infierire

Una malcelata incazzatura firmata da Costanza Baldi

Avevo giurato di non scrivere nulla. L’avevo promesso a me stessa, al mio fegato, al mio amor proprio. Ma la quantità di schifo che sta ruotando intorno a un essere umano arso vivo aumenta esponenzialmente come il mio disgusto verso una fetta sempre più ampia di popolazione. Che inizia coi commenti di chi lo conosceva: “è un bravo ragazzo, la nonna viene sempre in chiesa…”
Già, come se il seme del male fosse riconoscibile da uno sfregio in faccia o da una voglia o da un tratto somatico particolare, come nei gialli di infima categoria.
Come se fosse lui la vittima perchè oh, insomma, è un bravo ragazzo.