La xenofobia non è xenofoba.

Una riflessione probabilmente un po’ di sinistra di Franco Sardo

Se avete passato almeno venti minuti degli ultimi 3 giorni sui social italiani e quei venti minuti non li avete passati a commentare quella sorta di Giochi Senza Frontiere della paccottiglia musicale che risponde al nome di Eurovision Music Contest, vi sarete accorti che da qualche parte in Friuli, il suo presidente di regione eletto tra le fila del Partito Democratico, Debora Serracchiani, ha detto qualcosa. E non solo lo ha detto, lo ha fatto trascrivere in una nota ufficiale della presidenza:

“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”

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Scoperti tre pianeti simili alla Terra. Clicca qui per vedere un gattino.

Scientificamente parlando, temevo che nell’arco della mia vita avrei potuto festeggiare, al massimo, il fatto che possiamo usare un telefono strusciando le dita su un vetro strano invece che pigiando pippoli di plastica. Che è figo, se non pensi che l’uso principale che ne viene fatto è quello di postare gattini su Facebook e condividere articoli di Tze Tze.

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Baustello Figo

Una disamina ironica, ma inopportunamente musicata, di Franco Sardo

Due fenomeni musicali stanno scuotendo le fondamenta della sonnecchiante società italiana animando dibattiti, provocando laceramenti fra i vari schieramenti, esaltando in tutti quanti uno spirito partigiano che non si vedeva dai tempi della guerra fredda fra Adriano Celentano e Gianni Morandi, oppure, ancora peggio, fra Claudio Villa e Domenico Modugno, per non parlare del conflitto acceso fra gli autori della sigla del Tg1 e quelli di quella del Tg5.Certo in un mondo in cui ci erano state promesse macchine volanti, viaggi nel tempo e bonissime cameriere robotiche sessualmente disponibili, ritrovarsi ad annaspare tra cinegri e razzisti non è il massimo dello stimolo.

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Vince Hillary.

Un’incursione nella psefologia di Franco Sardo

Questi sono solo alcuni dei link che potrei usare per darvi un’idea, caso mai foste arrivati sulla Terra solo stamattina, di quanto la vittoria di Hillary Clinton fosse stata data per scontata. O quanto meno di quanto, in una maniera o nell’altra, venisse dipinta come favorita assoluta, con punte di umorismo involontario a posteriori decisamente memorabili, tipo il “99% di possibilità di diventare presidente” secondo il neuroscienziato e psefologo (calmi, poi vi dico) Sam Wang di Princeton, oppure la promessa di Sciltian Gastaldi di cambiare “nome e identità” nel caso non fosse stata eletta. Il motivo? Sondaggi e opinioni. Cifre e parole a non finire. Certo, c’erano anche opinioni che ci ricordavano come la vittoria di Trump fosse ben più che una risicata probabilità statistica. Ma nessun sondaggio ha mai lontanamente previsto il risultato delle elezioni americane. Come per la Brexit, e molte altre occasioni. Oddio, forse non proprio nessuno.

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Vendetta Selvaggia

Fino a un anno fa nessuno sapeva chi fosse Tiziana Cantone. Poi lei ha fatto una cazzata, un video, divenuto in brevissimo tempo virale anche grazie all’insensata copertura mediatica di quotidiani nazionali (perché è chiaro che è rilevante a fini di croncaca, che una sconosciuta si sia fatta un filmino semi-porno), che a quanto pare fanno fatica a comprendere concetti base come quello di “responsabilità”: qualche click val bene una messa (alla gogna). Parte una sassaiola mediatica che ha ripercussioni in real life: offese, umiliazioni, gente che le grida “cagna!” per strada.

La ragazza prova a cambiare regione, chiede di cambiare nome, ma non basta: la cercano, continuano a offenderla. La giovane non regge e si suicida.
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Sbatti Charlie su Facebook

Una guida per principianti per essere un filo meno stronzi di Franco Sardo

Guardate bene questo screenshot. Leggete quello che c’è scritto. Sapete cos’è? E’ il modo con cui la vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto è arrivata in Italia. La prima fonte. Il paziente zero. Notate la serenità con cui si commenta l’immagine? La pacatezza della posizione, che pur nello sforzo di comprendere la natura intima del messaggio, lascia al lettore la possibilità di uno sguardo autonomo e personale, ricreando al tempo stesso le medesime condizioni di contesto con le quali la vignetta è stata pubblicata in origine?

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Una secchiata di merda.

Pensieri sparsi, ma malamente esposti, di Marco Valtriani.

Ieri, alla Festa dell’Unità di San Miniato, un imprenditore toscano ha aggredito il Presidente della Regione Toscana prima verbalmente, poi fisicamente, rovesciandogli addosso un secchio di letame e spingendolo a terra.

Come mai? Per una questione di maiali.

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