Se mi snobbi mi cancello.

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“Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile. A ben vedere significa onorare gli onesti.”
[Aristofane]

“Tant’è.”
[Monia Colianni]

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L’insostenibile pesantezza dell’essere gregge.

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Da piccola, se c’era una cosa che mi faceva esplodere di un qualunque adulto al comando, che manco la nitroglicerina surriscaldata, era la risposta “PERCHÉ NO” ad una mia richiesta di spiegazione riferita a un qualunque NO appena ricevuto. Ma cosa stracazzo vuol dire “NO perché è NO”? Continua a leggere

Le foto con frasi imbarazzo che hanno rotto i coglioni

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Ci siamo. Facebook punta tutto sulla qualità: meno cazzate scrivete, più grosse le visualizzeremo. Se tutto va bene, siamo nella merda. Tant’è. Continua a leggere

L’Oscar del romanticismo da spiaggia

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Se ad Oscar Wilde avessero detto che un giorno sarebbe finito a didascalizzare le vostre cosce al mare, avrebbe optato per l’oftalmologia come il padre. Tant’è.

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Le donne di Facebook: l’utente Tena Lady

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Gli animali più velenosi per l’uomo: la medusa Vespa di Mare (Australia), il serpente Mamba Nero (Africa), il Polpo ad anelli blu (Giappone), il ragno Errante del Brasile (America Centrale), la Donna Innamorata non corrisposta (Ovunque). Tant’è.

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Le donne di Facebook: la Kasalinga Ke urta il Kazzo.

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Ho fatto un incubo pazzesco: non c’erano più mamme che si scalmanavano come i ciccioni in corsa verso il buffet nella lotta a chi metteva per prima le foto dei figli su Facebook. Poi mi sono svegliata, mi sono connessa, e ho visto che erano tutte lì a lanciarsi sfide peggio che ad Amici, rassicurando me e i pedofili. Tant’è.

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Le donne di Facebook: la blogger a spargimento di cuori.

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Quando sono uscite le nomination per gli Oscar 2016, e nella sezione Miglior Film ho letto il titolo “La grande scommessa”, non vi nego che quelle stronze delle mie sinapsi hanno vissuto secondi di lancinante stato confusionale, tornando con ribrezzo all’anno del Signore 2014, quando voi tutti sembravate usciti dalla New York Film Academy. E quest’anno avete pure un giorno in più per rompere i coglioni. Tant’è.

Da oggi, per qualche articolo di Ostruzioni per l’Uso, parleremo delle donne sul Facebook. Esamineremo alcune categorie, le più agghiaccianti. So che gli elenchi a qualche appassionato stanno sul cazzo. Altri li adorano. Ma io scrivo per infastidire la prima categoria, altrimenti il posto in redazione me lo tolgono. Ecco le tre categorie candidate ai Paper-Oscar per la miglior bestemmia generata:

  1. La blogger a spargimento di cuori.
  2. L’utente Tena Lady.
  3. La Kasalinga Ke urta il Kazzo.

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Il disagio natalizio, in breve.

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In questi momenti di quiete dalle stragi Isis, non si sa proprio a che bandiera votarsi. Per fortuna siamo impegnati dal profondo dilemma del cosa-cazzo-facciamo-a-Capodanno, altrimenti ci sarebbe da impazzire. Tant’è.

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Con le strisce ci fate salire l’epilessia.

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Il povero Gigi Sabani morì all’ombra della figura ben più nota di Pavarotti. Il caro Mango ha diviso il farsetto funebre con il ben più popolare farsetto napoletano di Pino Daniele. Mike Bongiorno è morto e poi sparito, aprendo il via alla gara nazionale del trova-bara, forse per onorare la sua eterna mania del quizzone. E ora Moira Orfei muore mentre il mondo c’ha tutto un casino da gestire, e non s’è nemmeno goduta il pappa-ra-pà circense che forse immaginava per il proprio trapasso di anima e cofana.

Oh, non c’è giustizia nemmeno quando si crepa, per questi poveri vip. Tant’è.

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Gesù non è su Facebook

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Stavo ancora cercando di decifrare i vostri commenti d’avanguardia sul discorso dell’Oscar alla Grande Bellezza, quando all’’improvviso, nel 2015, scopro che ne sapete tutti moltissimo anche di letteratura e di Nobel. Google, il copia-incolla e la domanda mattutina “a cosa stai pensando” vi rendono sempre più meravigliosi. Tant’è.

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