Imponderabile un cazzo.

Le mamme stronze esistono.

State per leggere forse le peggiori righe che una persona, addirittura io, possa scrivere riguardo qualcuno che soffre.

Qualche giorno fa un sedicenne si è suicidato, l’ha fatto gettandosi dalla finestra mentre i finanzieri perquisivano la sua camera per una decina di grammi di fumo trovatigli addosso durante i controlli richiesti dalla mamma. Una reazione inconsulta, esagerata, dettata dalla paura, dall’ignoranza, dal panico, una reazione sciocca, una di quelle cose che ci si potrebbe aspettare solo, che so, da un adolescente.

Non so come impedirvi di leggere quanto segue, quindi se potete evitatelo.
Odio, rabbia, frustrazione, offese veementi e neanche un cazzo da ridere. Giuro che se avessero lasciato il cadavere dov’era non avrei avuto nulla da dire, ma quando ho visto che qualcuno ha iniziato a ballarci sopra, mi sono sentito in diritto di offenderlo.

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Grillo vs Grillo: il vaffanculo non basta.

collodipapero

Gira in queste ore su internet un video di Beppe Grillo che, nel suo nuovo spettacolo, fa una pungente satira sui transessuali. Certo, la frase precedente è vera solo se diamo a “satira” lo stesso significato che le attribuiva Galeazzo Ciano e se diamo per buono che “pungente” sia sinonimo di “stronza ai limiti dell’imbarazzo”, ma mica possiamo cavillare. D’altra parte, come ci ricorda lo stesso Grillo nella martellante pubblicità di Netflix: “io scherzavo”. Bella battuta, ma vecchia.

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A San Valentino bacia un gatto

Gli animali sono meglio degli uomini.

Almeno non sostengono ‘ste cazzate.

Arrendiamoci, viviamo in un’epoca in cui il “primo mondo” ha raggiunto e superato un benessere tale per cui anche chi non se la passa benissimo può e sente il dovere di legarsi a pensieri differenti da quelli che ci hanno portato fin qui.

Un’attività fondamentale nell’evoluzione umana: se stessimo ancora pregando il dio fuoco di scaldarci casa staremmo freschi, se mi passate il gioco di parole.
Il problema è che mentre questo processo di ricerca dell’alternativa è stato dettato in passato dall’esigenza di migliorare condizioni per lo più critiche, proprie e comunitarie, oggi a muovere le leve del pensiero “differente” è una sorta di aborto di egoismo mascherato da interesse per il tutto. Continua a leggere

Sesso, Droga e Lorenzin.

collodipapero

Io in questo periodo dell’anno vorrei chiudere Facebook: i santi mi stanno sul cazzo in generale, ma l’uno-due costituito dalla quasi contemporaneità fra Remo e Valentino raggiunge rare vette di insostenibilità. Se chiudo gli occhi non sta succedendo. Questo, almeno, è quello che mi ripeto. Insomma, facciamo finta di nulla e parliamo d’altro, ok?

Ieri, come molti sanno, era il Safer Internet Day e, per l’occasione, il Ministero della Pubblica Istruzione ha lanciato la prima giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo. Una bella iniziativa, contando i molti casi di abusi e violenze – fisiche e psicologiche – che si verificano ed emergono ogni giorno. Ma per ogni piccola gioia, si sa, c’è un grande dito al culo. Ed ecco quindi che a riportare il disequilibrio karmico fra cose buone e puttanate dei nostri amati governanti ci pensa un Ministro di cui siamo da tempo grandi fan: Beatrice Lorenzin.

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Buon onanismo.

punkgiorno

“Love your neighbor as yourself. If I loved myself last night does that mean I need to jerk my neighbor off as well?”
Goldfinger – Handjobs for Jesus

Mario Adinolfi, fondatore de “Il Popolo della Famiglia”, lancia la proposta di una blacklist di siti pornografici da bloccare e rendere inaccessibili dall’Italia. Non è per dare contro ad Adinolfi ad ogni costo, però, come diceva il mio maestro di vita Perry Cox, “sono quasi sicuro che se da internet togliessero tutta la pornografia resterebbe un solo sito, chiamato ridateci i porno“. Se un personaggio di fantasia ha più senso pratico di te io mi farei delle domande, Mario, ma chi sono io per giudicare? (cit.)
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Se mi snobbi mi cancello.

ostruzioni

“Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile. A ben vedere significa onorare gli onesti.”
[Aristofane]

“Tant’è.”
[Monia Colianni]

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Vi offendete se vi chiamo scemi?

Google interviene sulle fake news. Tagliati i finanziamenti pay per click ai primi siti ritenuti generatori di notizie false. Messora tra le prime vittime.

Un problema che non era da poco quando c’erano solo una manciata di giornali, una sola radio e un solo canale televisivo, figurarsi ora che le fonte delle notizie sono praticamente tutti. Un’informazione in cui la media delle informazioni non è la realtà oggettiva ma un mucchio di soggettività più o meno interessate.

Praticamente è come cercare la pera più buona al mercato rionale di Voghera, lì dove si trova la famosa casalinga tuttologa della tradizione italiana, che a furia d’interessarsi di tutto ormai sa un cazzo lei di frutta.

Apparentemente arginare le puttanate spacciate per notizie vere, la truffa offerta come risorsa, sembra un’idea sacrosanta. Ma, oltre all’immediato e lecito dubbio censorio sul chi decida, in base a cosa e da dove peschi la verità con cui confutare il falso, quello che si accovaccia sulle spalle del mio neurone più lento è la sensazione di disabilità che emerge da questo ricorso alle maniere forti.

Perché? Continua a leggere

Vaccini: vi stanno prendendo per il culo.

collodipapero

La settimana scorsa ci sono stati diversi commenti un po’ pepati perché, in un articolo che parlava di tutt’altro, abbiamo citato la questione vaccini. Se posti la parola “vaccino” su Facebook, non importa se inserita in un contenuto che verte su altri argomenti, scatenerai orde di commentatori monotematici, un po’ come se parli di veganesimo, se auguri “buon natale” sul gruppo Facebook dell’UAAR o se posti il nuovo logo della Juventus.
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Perché il Movimento 5 Stelle non può governare.

collodipapero

Antefatto uno. Livorno. Filippo Nogarin, sindaco della città, tuona su Facebook contro i vaccini obbligatori. Al di là delle castronerie scientifiche contenute nel post, la cosa che mi preme far notare è questa: alle rimostranze di un’utente, il sindaco risponde “Allora lo stabilisse una norma nazionale. Ma perché si devono fare solo in Toscana?”. Perché? Nogarin, guarda che è semplice: perché le vaccinazioni sono materia sanitaria, e le questioni di natura medica sono di competenza regionale, in base alle norme sull’autonomia in campo sanitario attualmente vigente. Se il sindaco di Livorno avesse voluto altrimenti, come pare, avrebbe potuto comodamente votare Sì al referendum costituzionale e cambiare le cose ma, evidentemente, non sa come cazzo funzionano le Regioni. Per dirla breve, è un’istituzione che ignora il funzionamento delle istituzioni.

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Task Force Antistronzi.

punkgiorno

Dickhead, fuckface, cock-smoking, mother fucking asshole, dirty twat, waste of semen, I hope you die!
Green Day – Platypus (I Hate You)

Qualche giorno fa, un nugolo di decerebrati ha preso di mira la bacheca di una sopravvissuta alla valanga che ha colpito l’hotel Rigopiano. L’hanno bersagliata con insulti, offese e moralismi da quattro soldi. Buona parte dei commenti stronzi sta sotto una foto della ragazza sulla neve, da molti giudicata inopportuna. Solo che la foto è del 6 Gennaio. Ora, anche senza tirare in ballo l’empatia, la compassione o la meraviglia di farsi i cazzi propri, la cosa che mi preme far notare è questa: per decine, centinaia di persone, leggere una data è troppo difficile.
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