La rivincita dei rottamati

collodipapero

“D’Alema,” implorava Nanni Moretti in Aprile, “di’ qualcosa di sinistra!”

Quasi vent’anni dopo, D’Alema capisce, reagisce, e dà il via a una scissione. I fedelissimi lo guardano perplesso. Lui fa una faccetta delle sue.

“Dai, su… la scissione è di sinistra.”

Continua a leggere

Advertisements

Requiem for a PDream

tupperwaste

Per qualche oscuro e ironico meccanismo, il mio cervello, dopo questa settimana pregna di avvenimenti, ha trovato alcune analogie con il film di Aronofsky. Ma magari non ce ne sono e io sto semplicemente dando di matto.

Oppure Vendola.

Una scena stracitata del film, perché come sappiamo a noi (laggente) ci piacciono sempre le scene d’amore anche se il film parla, che ne so, dell’estinzione dei dinosauri, è questa:

Harry: “Con una come te credo riuscirei a far funzionare la mia vita.”
Marion: “Credi?”

A un tratto, in automatico, ho sostituito Harry con un elettore qualsiasi del PD e Marion con Bersani. A un tratto, in automatico, ho pianto dentro ridendo istericamente.
Continua a leggere

Dietro le quinte

“Il PD è la corazzata del centrosinistra, in grado di reggere a qualsiasi crisi.
(P. Fassino)
Per lungo tempo, mi sono chiesto chi, da dietro le quinte, tirasse i fili di Bersani.
Che, diciamocelo, ha sicuramente l’aria del brav’uomo, pure troppo per vincere qualcosa in Italia. Nella mia testolina ingenua, plaudivo al complesso gioco strategico che stava surclassando Grillo – maestro di tattica – sulla lunga distanza: la mossa “Grasso & Boldrini” sembrava la prima di un piano che avrebbe portato un Presidente della Repubblica in grado di sostenere un Governo che andasse nel culo al Cavaliere Oscuro e che riuscisse a spezzare l’accerchiamento grillino, a togliere il tratto a Popolino mettendolo di fronte a leggi sensate e a fare, tipo, delle riforme serie.
Dicevo, per lungo tempo mi sono chiesto chi, da dietro le quinte, tirasse i fili di Bersani.
Poi, dopo una lunga ricerca, l’ho trovato. Continua a leggere

Cattivissimo Renzi

tupperwaste

Inizio con una premessa che potrebbe sembrare illogica ma forse, se riuscirò a seguire il filo logico che ho in mente in questo istante, potrete capire alla fine:

A me delle quote rosa non frega un cazzo.

E il fatto che io scriva su questo blog pieno di maschioni italici testosteronici ne è una prova. Almeno credo.

Continua a leggere

Non sei tu, siamo noi.

tupperwaste

Prima o poi succede a tutti. In qualunque relazione d’amore penosa che si rispetti, a un certo punto arriva il momento topico, la tragedia greca, sintetizzata perfettamente in tre parole. Tre Terribili Parole. “Pausa di riflessione”. SBAM. E inizia il sudore freddo, il declino emotivo, si aprono gli scenari apocalittici, si batte la tremenda via del non ritorno. Basta, è tutto finito.
Continua a leggere

Tartufi

PULSANTE

D’Alema diventa ambasciatore del tartufo a Norcia.
“Sono onorato”, ha commentato il dirigente piddino, accettando di rappresentare il prodotto gastronomico presso le istituzioni italiane e nel mondo, e assumendosi l’impegno di far rientrare il pregiato tubero nel patrimonio dell’Unesco.

Esticazzi!…

Certo, difficile far danni all’immagine del PD parlando di tartufi, anche se non si sa mai, Bersani potrebbe sempre inventarsi una metafora imbecille e il Team Comunicazione del Partito potrebbe decidere di realizzare un video amatoriale da 5 punti percentuali (ovviamente verso il basso). Fa ridere perché è vero.

Così come è vero che alcuni amici grillini potrebbero imparare da quest’accorta scelta di argomenti su cui aprire bocca, così da evitarmi di perdere tempo a spiegarvi perché un deputato che dice che il fascismo non era così male prima che degenerasse, e che sprangate e razzismo sono folklore, andrebbe appeso per i piedi e affogato di sputi (potete darmi del fascista per quest’affermazione, così siamo pari) o quantomeno invitato forte a dimettersi, ma purtroppo la rubrica esticazzi è bene che si occupi di cose futili, come D’Alema.

[M.V.]