Challenge Accepted

punkgiorno

“Our vanity, disgraced to face our own humanity, in a world that mocks our tragedy.”
Bad Religion – Vanity

Da qualche giorno la mia timeline di Facebookè diventata tutta un fiorire di foto vecchie: c’è chi mette una foto da bambino, dimostrando che non sono gli anni ad essere stati inclementi, ma la natura; c’è chi mette sospirando la foto di quando aveva venti chili in meno, tanto per farsi male; chi una foto a caso di qualche capodanno fa, giusto per aumentare la quantità di sticazzi nel mondo.  Sembrerebbe la classica, inutile catena di qualcosa su social, che prende il via, rompe il cazzo qualche giorno e poi sparisce nell’oblio della grande rete, l’equivalente telematico del fenomeno che fa passare di persona in persona lo sbadiglio.
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Sensibilizzare: una guida rapida.

collodipapero

Come ogni anno, arrivano puntuali le foto a caso, ma rigorosamente in bianco e nero, scattate da donne a caso (o, sporadicamente, da qualche uomo a caso) “per sensibilizzare sul tema dei tumori al seno”.

Evidentemente, come spesso accade, sfuggono piccoli dettagli riguardo a quella meravigliosa entità conosciuta come realtà, tanto che qualcuno – assolutamente in buona fede, ci mancherebbe – scivola lentamente in enormi, ma drammaticamente futili, seghe mentali.

Da qui la mia idea di redigere un brevissimo prontuario che indichi chiaramente cosa è utile e cosa non serve a un cazzo al fine di sensibilizzare il resto del mondo sull’argomento.

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Dramma in atto unico.

anovantagradi

21 Luglio. Facebook. Luigi Di Maio racconta un suo incontro con alcuni lobbisti, e lo fa così:

“C’è una società di lobbying italiana che ha elaborato uno studio sugli ultimi tre anni in Parlamento del M5S. Questo studio scientifico sconfessa molti luoghi comuni con cui ci hanno sempre attaccato. Si sono studiati 35.000 proposte del M5S ed hanno analizzato il nostro comportamento. Ieri sera sono stato volentieri alla loro presentazione dell’elaborato.”

Leggo rapito una serie di considerazioni, fino al punto in cui il colonnello pentastellato dice la sua sulle lobby.

“Io non ce l’ho con le lobbies. Esiste la lobby dei petrolieri e quella degli ambientalisti, quella dei malati di cancro e quella degli inceneritori. Il problema è la politica senza spina dorsale, che si presta sempre alle solite logiche dei potentati economici decotti.”

Asp-

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A posto così un cazzo.

collodipaperoBelle Gibson. Malata di cancro al cervello, lottava contro la sua malattia con metodi naturali; e visto che la sua battaglia la stava vincendo alla grande, vendeva libri, e-book e app per smartphone su ricette e rimedi alternativi contro i tumori, trovando anche il tempo di donare 300.000 dollari in beneficenza. Peccato che non fosse vero un cazzo nulla: niente beneficenza, niente cure alternative, anzi, proprio niente cancro. Dopo la bufera derivante dallo smascheramento del cumulo di cazzate che aveva messo in piedi, la Gibson ha dichiarato: “Non è vero nulla. Non chiedo perdono, ma penso fosse la cosa più responsabile da fare per me. Nonostante tutto, vorrei che la gente potesse dire di me: ok, è un essere umano.”

Ah, beh, certo, a posto così.

No, aspetta: a posto così un cazzo.

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Cancro ai coglioni.

collodipapero

No, non temete, non sto augurando un tumore alle teste di cazzo: quella è prerogativa delle teste di cazzo stesse. Il cancro ai genitali cui mi riferisco nel titolo è metaforico, è una sgradevole comparazione atta a descrivere quella sensazione collocabile a metà fra la tipica stretta dell’ansia, ma localizzata sui testicoli, e un pompino fatto da un dromedario.

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Grazie a dio.

“Ora non esageriamo: siamo pur sempre cattolici, eh. Vamos!”
(J. Bergoglio)

Si parla tanto del modernismo di papa Francesco, il Papa Dellaggente™, questo papa umile e santo che compie gesta eroiche e che starebbe rivoluzionando la chiesa, tipo puntando il dito molto forte contro i pedofili una volta che la giustizia è un po’ più che a metà del suo corso naturale o quando riprendersi il cazzo allegro in casa fa meno danni che lasciarlo a spasso. Ma ecco: siccome non si può parlare sempre delle cose buone, bisogna parlare anche di quelle cattive. Perché ok, è vero, una volta ogni tanto avviene il miracolo, il malato terminale incurabile guarisce come per magia, grazie a dio, ma ricordiamoci che nei restanti 99.999 casi su 100.000 il malato terminale incurabile schiatta, sempre grazie a dio. Che poi, chi dovrebbe ringraziare per la sua malattia incurabile? Bravi, sempre lui.

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Dr. Google e Mr. Darwin

Malata terminale di tumore si suicida.

Postilla: non si trattava di tumore ma di ritardo mentale, comunque allo stadio terminale, quindi rimane l’affermazione iniziale: e grazie al cazzo! Anzi, anche solo “e grazie”.

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