Kamikaze a cinque stelle.

punkgiorno

“Breakin’ rocks in the hot sun, I fought the law and the law won, I fought the law and the law won. I needed money cause I had none, I fought the law and the law won, I fought the law and the law won.”
The Clash – I Fought the Law

È un po’ che non perculo i cinquestelle. Direi che è il caso di rimediare. Lo dico subito, così se siete cinquestelle oltranzisti potete iniziare a farvi montare la carogna fin dalle primissime righe del pezzo.

I fatti: durante la campagna per l’elezione del Sindaco di Milano, quattro simpatizzanti cinquestelle decidono che Sala, candidato Sindaco del Partito Democratico e attuale primo cittadino della città, è “ineggibile” perché prima delle elezioni non ha lasciato la carica di commissario unico di Expo 2015 e anzi ha continuato a sottoscrivere atti ufficiali, come l’approvazione del bilancio della manifestazione. I quattro EROIH DEL POPOLO presentano ricorso al TAR. Il TAR risponde “noi non c’entriamo un cazzo, avete sbagliato ente per fare ricorso”.

Cominciamo benissimo.

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La masturbazione collettiva dei grillini.

collodipapero

Ci sarebbero diverse cose di cui parlare, ma siccome mi piacciono gli argomenti insieme facili e futili, partirò da qui: a seguito dalla bagarre su Di Maio e la lobby dei malati di cancro – che non è niente di più uno scivolone maldestro su un concetto fraintendibile – Mario Michele Giarrusso, Senatore della Repubblica, invita uno dei giornalisti che hanno parlato dell’argomento, Davide Camarrone, a buttarsi a mare con una pietra al collo.

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L’uso delle immagini da parte degli onesti*

*che in realtà sarebbe “l’uso delle immagini da parte degli inetti naif amatori grillini onesti”. Una dissertazione in larga parte derisoria di Marco Bertini

Nel modo in cui la redazione del Fatto sceglie a chi dare spazio, ci deve essere fortissima la volontà di raccattare chiunque la pensi come loro. Così facendo danno spesso la parola (e lo spazio) a dei Red Ronnie (preso come esempio di gente che non capisce un cazzo della questione ma ha grandissimo seguito popolare) che parlano ai loro fan. Oggi, 3 giugno 2016, per parlare delle elezioni comunali c’è il grande Celentano. L’incipit dell’opinionista molleggiato è già significativo: “Ciao, ragazzi!”. Veramente molto stiloso. Molto fuori dagli schemi. Molto giovane. Molto cinquestelle. Del resto per capire che si tratti di uno spot elettorale ci vogliono 2 millisecondi. Il titolo del pezzo è “Solo un’incognita ci può salvare”. Se uno volesse autoaccusarsi di malizia, e volesse accertarsi di quello che vuole dire Adriano, basta scorrere l’articolo fino a quando si scioglie la difficilissima equazione: “la Raggi è una incognita”. Era proprio uno spot, sì.

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Forse era meglio stare dietro.

anovantagradi

Forse era meglio stare dietro. Alla lavagna, intendo. E parlo ovviamente del video dell’onorevole del cittadino Di Battista che, con una manovra comunicativamente ottima ma politicamente assai confusa, spiega al suo elettorato perché il Movimento 5 Stelle ha in Parlamento un branco di scimmie*. Ma vediamo il filmato.

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In bocca al lupo, Roma.

collodipapero

Dopo il tira e molla fra dimissioni e ritorni, dopo scontri fra haters e sostenitori e dopo un numero di hashtag che aveva già da settimane superato il limite consentito dall’espandibilità testicolare di chiunque, Ignazio Marino non è più il sindaco di Roma. Insultato dai detrattori, scaricato dai compagni di partito, investito da scandali più o meno significativi, Marino se ne va e arriva Tronca, già prefetto di Milano, come commissario straordinario.

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