Scegliete voi quale vi garba di più.

collodipapero

Ormai l’avrete letto tutti, del casino che è a seguito dell’ennesima causa per diffamazione a carico di Beppe Grillo, denuciato dal PD per un articolo sul suo blog. Che il megafono\titolare\padrone\leader del movimento sia indagato per diffamazione non è una novità. Grillo ha patteggiato per nel 2003 per le offese alla Montalcini e ha altre tre condanne, più recenti, per lo stesso reato. “L’onestà andrà di moda”, certo, ma nel frattempo la faccia di culo rimane un evergreen.

La cosa ganza, a questo giro, è che Grillo si è infilato in un ginepraio di schiaffi da cui uscirà indenne solo nella mente dei suoi seguaci più lobotomizzati. Adesso è il momento di vedere se i coglioni sono un paio, come dovrebbe essere in natura, o sono la maggioranza, come sostengono i più feroci detrattori dei cinquestelle. Dell’argomento hanno già parlato in tanti, ma io non voglio dimostrare che Grillo è uno stronzo, o ha torto, o chissà che: voglio chiedere una cosa a chi lo vota e lo sostiene.
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Indignazione is the new Degrado

Ho letto che le parole possono ferire come e più dei fatti.
Male, se le parole ci feriscono come i fatti, allora dobbiamo arrenderci all’idea di essere troppo deboli.
E il destino dei deboli è quello di crescere, diventare abbastanza forti da poter vivere con gli altri, o quello di venire protetti, come bimbi speciali.

Quindi cresciamo, o non lamentiamoci se veniamo trattati come dei ritardati.
Al limite lamentatevi con il vostro Creatore. Ma in modo che chi sta cercando di progredire non sia disturbato dal vostro farfugliare.

Speravo davvero avessimo superato la fase “signore lei mi ha offeso, ora devo ucciderla”. Invece siamo come dei bimbi rosiconi con reazioni spropositate e mal riposte.
Alcuni hanno risposto alla vignetta con un “ha fatto bene Materazzi”, altri con “hanno fatto bene i terroristi ad ammazzarli”, perché disegnare vignette che ridicolizzano una fantasia malata e violenta è come e peggio che ammazzare in nome di una fantasia malata e violenta. Continua a leggere