E invece è proprio la RAI.

collodipapero

Qualche giorno fa è morto Gianni Boncompagni. Il conduttore, paroliere e soprattutto autore televisivo viene ricordato con enorme affetto (dagli amici, com’è giusto che sia, ma anche dagli spettatori), soprattutto per i suoi primi successi radiofonici insieme a Renzo Arbore. Ma, ahimé, pur rispettando il dolore di chi l’ha conosciuto davvero, per me resterà il tizio che, con i fagioli della Carrà prima, con Domenica In poi, e infine con Non è la Rai, ha contribuito a “inventare” quel tipo di TV che ha poi generato reality, show dozzinali e programmi-contenitore che, parafrasando Forrest Gump, non sai mai cosa contengano: ok, potrebbero essere cioccolatini, ma dall’odore sembrerebbe proprio merda.
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Erba tagliata male.

anovantagradi

In questi giorni si sta discutendo, di nuovo, di legalizzazione, soprattutto a causa della proposta di legge che dovebbe arrivare il 25 luglio in Parlamento. E proprio mentre gironzolavo per il web alla ricerca di notizie mi è capitato di leggere un articolo spassosissimo sulla cannabis. L’articolo proviene dal sito “vitanelbenessere.it”, e lo trovate per intero qui. S’intitola “FARSI LE CANNE, ECCO PERCHE’ E’ PERICOLOSO” ed è stato pubblicato subito dopo l’articolo “METTERE GLI ACCENTI ALLE MAIUSCOLE, UN’ARTE SCONOSCIUTA”.

Ma, ovviamente, non è certo il titolo il problema maggiore. Vediamo i passaggi fondamentali dell’articolo, fino alla sua esilarante conclusione.

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Al rogo Toffa-kun!

razzista3

La Toffa è un’ignorante.
La Toffa, perbacco, non ha la più pallida idea di cosa sia il Giappone, delle sue tradizioni, e ha preso un segmento della popolazione per generalizzare su un popolo, con affermazioni inesatte, esagerate, irritanti, come se all’estero facessero un servizio dicendo che gli italiani sono tutti mafiosi, anzi, peggio, che tutti gli italiani vanno in Thailandia a fare turismo sessuale, che a tutti noi piace far sesso con bambine di 9 anni.
Che poi perché ha fatto questo? Per l’audience, per creare scalpore dove non esiste, per indignare l’italiano medio buzzurro e stupido come una gallina, che schifo, sono indignato!
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L’informazione, ai tempi di internet.

razzista3

Solitamente sono determinati eventi a scatenare la reazione che mi spinge a scrivere un articolo in questa rubrica.
Stavolta no; non che non sia successo nulla di particolarmente becero, negli ultimi sette giorni, ma ho quel peso qui, sospeso in mezzo al petto, ed è giusto liberarmene, pur non dicendo nulla di nuovo.
La causa scatenante di tutto è stato il TG1 (non lo guardo, ma un amico ne ha riferito la nefandezza su facebook): in un titolo ci sarebbe stato scritto “glielo fatto”. Un errore di grammatica da matita blu, di quelli per cui sarebbe giusto far scattare il licenziamento per giornalisti ed editor vari. La reazione comune, invece, è sull’onda del Cosa ti aspetti dal TG1?, in un misto di rassegnazione e dileggio.

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Non è razzismo, è solo una fase

tupperwaste

 

C’è una grande massa di fini intellettuali che tende molto spesso a sottovalutare fenomeni apparentemente senza alcuna importanza ma che, a lungo andare, esplodono e mostrano tutta la loro pericolosità che, a un occhio più attento, sarebbe stata evidente già dall’inizio. Continua a leggere

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tupperwaste

 

A noi la cultura c’ha fregato. Questa assurda necessità di voler capire, interpretare costantemente la realtà che ci circonda, questa tendenza a criticare e mettere in discussione tutto ci hanno distrutto. Ormai non riesco più a leggere alcuna notizia senza voler approfondire e leggerne altre 3 o 4 o 10mila e poi incazzarmi, quasi naturalmente. Una condanna.

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Curare i lividi a sassate

Questo giro di Caccola mi coglie in affanno.
Avrei voluto parlare della Bufala di Hollande, ma Attivissimo mi ha preceduto pigliando a sonore steccàte su diti Repubblica e le sue correzioni tardive. Avrei voluto parlare del vano Referendum Anti-Casta, ma Zitelli mi ha dato la paga riassumendo in maniera lucida e precisa tutti gli avvenimenti relativi all’iniziativa.

by Dario Corallo

Bruciato sui due tormentoni principali della settimana, sono rimasto un po’ a bocca asciutta.
E dunque cosa resta? Cos’altro è successo di recente, a parte il ritorno dello statista più indagato degli ultimi centocinquant’anni?

Pensa e ripensa, mentre sapidissime gocciolone di sudore mi imperlano l’ansiosa fronte, in un improbabile slalom fra i solchi delimitati dalle rughe, mi balenano davanti agli occhi nuovi assalti dei sostenitori dell’omeopatia, che si sono evidentemente ripresi dalla ciaffàta che hanno preso da Piero Angela.

La discussione s’è accesa, seppur con toni civili, anche su uno dei miei gruppi preferiti di Facebook, il Gruppo Anti Bufale, tanto da farmi decidere in modo definitivo il tema di oggi: l’omeopatia.

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