Ti devi fa’ i cazzi tua.

punkgiorno

“Holier than thou with your one way morality, I think your shallow faith isn’t based in reality,
you don’t like how were live, we’re sinful and obscene, why are you judgin’ me?”
Pennywise – My God

Ieri sera ero in pizzeria con degli amici. La discussione è infaustamente caduta sulla legge sul fine vita, argomento caldissimo in seguito alla morte di Fabiano Antoniani. Se ne parla da anni: ogni Welby, Nuvoli e Englaro – e da oggi anche ogni DJ Fabo – riporta l’argomento in voga, ma solitamente poi tutto si arena in un groviglio di dibattiti sui vari modi in cui una persona dovrebbe poter o non poter decidere di lasciare questa valle di lacrime se impossibilitata a condurre una vita dignitosa. Il che non giova all’appetito, converrete. A peggiorare le cose c’è il fatto che un mio commensale ha avuto la per me terribile idea di ordinare una cazzo di pizza all’ananas.
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Resistere, resistere, mollare.

Silvio pagò ragazze. A lungo. Per diversi motivi.

Poi, però, smise di pagarle: “mi dicono i miei avvocati che pare brutto, sapete, magistratura militante, sinistra dominante, etc etc.”.

A parte le grasse risate all’idea di un Diliberto presidente del mondo oltre che magister d’illuminati, la cosa che colpisce è che anche un emblema italico, una roccaforte della quintessenza della filosofia furbetta, uno che senza battere ciglio ha fatto passare una battona per nipote di presidente, un’altra per ministro e un mafioso per stalliere, alla fine abbia dovuto mollare il colpo e passare sotto la cappella di una giustizia confusa, indecisa e imbarazzata, quando non imbarazzante.

Sconforto.

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“Non spetta a te decidere”

beata ignoranza: pillole di razionalismo non diluito

“No, caro cittadino, non spetta a te. Della tua vita non puoi decidere, perché l’unico che può decidere è Dio!”

“Questo chi lo dice?”

“Dio!”

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Martini Dry

“Non mi si portino i soliti argomenti astratti, tipo la sacralità della vita: qui si tratta chiaramente di cazzi mìa.”
(L. Dalla)
Di rientro dalle ferie, non sono riuscito a trattenermi dal fare una battuta tanto facile quanto maligna. Prometto di non farne altre, che tanto ci penseranno gli altri redattori nel corso della settimana, d’altra parte non capita tutti i giorni che un uomo di chiesa decida d’andarsene al creatore rifiutando ogni sorta d’accanimento terapeutico.
Un po’ la stessa cosa che avevano chiesto Welby e Nuvoli, ricevendo però da Dio o da chi per lui una risposta diversa.
In realtà mi chiedo se Martini non l’abbia fatto apposta, di morire creando un precedente così pesante.

Dopo tutto, è quello che si era espresso in maniera abbastanza morbida sul tema dell’omosessualità (per morbida intendo davvero morbida, più morbida di “devono essere atterrati”), e addirittura in merito al problema dei preti pedofili aveva detto – all’inizio – che forse era il caso di ripensare all’obbligo di celibato dei preti, ritrattando però in un secondo momento.
Da non dimenticare il fatto che aveva una posizione decisamente aperta e disposta al dialogo rispetto all’ateismo, quantomeno un po’ più aperta di quella a cui gli atei sono abituati.
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