Tutti i numeri del deficiente.

collodipapero

Esistono, su internet, alcune pagine che – per motivi di studio – contengono tutti i numeri esistenti in un certo intervallo, per esempio una pagina può contenere un elenco autogenerato di tutti i numeri da 1 a 9999999999, con evidenziati in grassetto tutti i numeri primi. Ce ne sono molte, la finalità di solito è vedere come si comportano i motori di ricerca di fronte a questi tipi di contenuto. Per pura coincidenza, spesso la lunghezza di questi numeri è identica alla lunghezza dei numeri di telefono italiani. Molte persone, cercando su google il proprio numero di telefono, arrivano su queste pagine e, evidentemente incapaci di capire di cosa si tratta, vanno in paranoia chiedendosi chi e come abbia pubblicato il loro numero, minacciano denunce inventandosi reati, vedono in questi siti la prova di un qualche complotto giudaico-massonico-rettiliano mondiale globale o, più semplicemente, insultano direttamente il webmaster che come si permette di scrivere il mio numero?
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Challenge Accepted

punkgiorno

“Our vanity, disgraced to face our own humanity, in a world that mocks our tragedy.”
Bad Religion – Vanity

Da qualche giorno la mia timeline di Facebookè diventata tutta un fiorire di foto vecchie: c’è chi mette una foto da bambino, dimostrando che non sono gli anni ad essere stati inclementi, ma la natura; c’è chi mette sospirando la foto di quando aveva venti chili in meno, tanto per farsi male; chi una foto a caso di qualche capodanno fa, giusto per aumentare la quantità di sticazzi nel mondo.  Sembrerebbe la classica, inutile catena di qualcosa su social, che prende il via, rompe il cazzo qualche giorno e poi sparisce nell’oblio della grande rete, l’equivalente telematico del fenomeno che fa passare di persona in persona lo sbadiglio.
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Come dovremmo chiamarli?

collodipapero

Siccome ultimamente abbiamo affrontato (male) temi davvero molto pesanti, come il suicidio, l’eutanasia e Adinolfi, questa settimana vorrei parlare di un episodio molto “leggero” e di un tema ad esso strettamente connesso. Mi piacciono le associazioni di idee, sai, come quando uno ti dice una cosa e tu mentalmente la colleghi a un’altra: “salvini” e “razzista”, “scissione” e “sinistra”, “dio” e… uhm, no, qui ce ne sono un sacco e de gustibus non disputandum est: ognuno ha il suo animale preferito.
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Scoperti tre pianeti simili alla Terra. Clicca qui per vedere un gattino.

Scientificamente parlando, temevo che nell’arco della mia vita avrei potuto festeggiare, al massimo, il fatto che possiamo usare un telefono strusciando le dita su un vetro strano invece che pigiando pippoli di plastica. Che è figo, se non pensi che l’uso principale che ne viene fatto è quello di postare gattini su Facebook e condividere articoli di Tze Tze.

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Se mi snobbi mi cancello.

ostruzioni

“Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile. A ben vedere significa onorare gli onesti.”
[Aristofane]

“Tant’è.”
[Monia Colianni]

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Task Force Antistronzi.

punkgiorno

Dickhead, fuckface, cock-smoking, mother fucking asshole, dirty twat, waste of semen, I hope you die!
Green Day – Platypus (I Hate You)

Qualche giorno fa, un nugolo di decerebrati ha preso di mira la bacheca di una sopravvissuta alla valanga che ha colpito l’hotel Rigopiano. L’hanno bersagliata con insulti, offese e moralismi da quattro soldi. Buona parte dei commenti stronzi sta sotto una foto della ragazza sulla neve, da molti giudicata inopportuna. Solo che la foto è del 6 Gennaio. Ora, anche senza tirare in ballo l’empatia, la compassione o la meraviglia di farsi i cazzi propri, la cosa che mi preme far notare è questa: per decine, centinaia di persone, leggere una data è troppo difficile.
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Baustello Figo

Una disamina ironica, ma inopportunamente musicata, di Franco Sardo

Due fenomeni musicali stanno scuotendo le fondamenta della sonnecchiante società italiana animando dibattiti, provocando laceramenti fra i vari schieramenti, esaltando in tutti quanti uno spirito partigiano che non si vedeva dai tempi della guerra fredda fra Adriano Celentano e Gianni Morandi, oppure, ancora peggio, fra Claudio Villa e Domenico Modugno, per non parlare del conflitto acceso fra gli autori della sigla del Tg1 e quelli di quella del Tg5.Certo in un mondo in cui ci erano state promesse macchine volanti, viaggi nel tempo e bonissime cameriere robotiche sessualmente disponibili, ritrovarsi ad annaspare tra cinegri e razzisti non è il massimo dello stimolo.

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Duostatmometrìa.

anovantagradi

La duostatmometrìa (dal greco “σταθμός“, peso, “μέτρον”, misura, e “δύο“, due) è una patologia estremamente insidiosa che colpisce quasi tutta la popolazione – sebbene a livelli diversi – e impedisce alcune facoltà primarie, fra cui quella di valutare razionalmente fatti e soprattutto azioni secondo un metro di giudizio coerente. Oppure quella per cui uno del PD è scemo se al Referendum costituzionale vota come Verdini, Alfano e Confindustria ma non lo è se vota come Salvini, Berlusconi e Grillo (o viceversa), nel senso: “sei una merda se voti come quella gente là, ma io non sono una merda pur votando come questa gente qua”. Duostatmometrìa pura. Continua a leggere

Freddy Dunning-Kruger

collodipapero

Volevo scrivere un lungo post sulle opinioni, sull’etica, sulla smania di dire agli altri cosa fare. Poi sono successe due cose.

In primis, mi sono incartato. Troppi concetti complessi per la mia scarsissima abilità espressiva. Dopo, ancora più grave, ho fatto un sogno. Un incubo. Un incubo reale, in cui un essere che incarna tutte le mie paure m’inseguiva vomitando cazzate.

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Vendetta Selvaggia

Fino a un anno fa nessuno sapeva chi fosse Tiziana Cantone. Poi lei ha fatto una cazzata, un video, divenuto in brevissimo tempo virale anche grazie all’insensata copertura mediatica di quotidiani nazionali (perché è chiaro che è rilevante a fini di croncaca, che una sconosciuta si sia fatta un filmino semi-porno), che a quanto pare fanno fatica a comprendere concetti base come quello di “responsabilità”: qualche click val bene una messa (alla gogna). Parte una sassaiola mediatica che ha ripercussioni in real life: offese, umiliazioni, gente che le grida “cagna!” per strada.

La ragazza prova a cambiare regione, chiede di cambiare nome, ma non basta: la cercano, continuano a offenderla. La giovane non regge e si suicida.
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