Fatti non foste a figliare come bruti

Dai ministri ai fascisti un grido ci unisce: figliate!

In questi giorni si legge da molte parti la risposta di una quantità di giornaliste, blogger e donne in libertà alle recenti, ennesime, esaltazioni della maternità da parte di esponenti governativi. Non una roba tipo: “mi piace fare la mamma”, più qualcosa del genere: “noi donne nasciamo per essere madri, tutto il resto so’ cazzate.”.

Io invece non sarei così selettivo: pure queste so’ cazzate.

E ora diamo una voce maschile del tutto non richiesta al coro dei “non credo proprio”.

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Era meglio morire da piccoli

Che per essere “corretti” era meglio che morivate voi da piccoli.

D’altra parte si moriva meglio quando si moriva peggio.

Tra chi i figli non riesce a tenerseli nemmeno volendo, chi se ne dimentica tanto da non averne più e chi li fa proprio secchi, sembra che lentamente qualcosa si stia muovendo sul fronte procreazione. Dove non arriverà la civiltà (o l’inciviltà) arriverà la natura (sotto forma di ritardo mentale).

Tutta Cogne è paese, ciò nonostante in questo paese, in quanto tale, si fa ancora finta che il problema non esista, che chiunque possa figliare ed avere diritto di vita sui propri figli. Per avere un rigurgitino di condanna tocca aspettare la zingara con la pupa che elemosina “invece di andare a scuola”, ossia quel posto in cui i più scaricano i pargoli per il maggior tempo possibile, prima di lasciarli dai nonni o da zia TV. Continua a leggere

Mortacci Nostra

Nessuno vuole negri disperati in giro per casa.

Arrivano senza una lira in tasca, sono sporchi, stanchi, senza prospettive, magari senza donne, incattiviti dalla vita dura, pronti a tutto, sono un pericolo.

Sono pezzi di merda, sono stronzi, infami, bestie che odiano e maltrattano, che usano violenza appena possibile, pronti a schiacciare il più debole appena ne trovano uno.

Sono pronto a firmare che sia così.

Cioè, che fra migliaia che arrivano ce ne sia almeno uno così, sono pronto a scommetterci. Continua a leggere

Cristi Poveri

ISTAT: povertà da record per i cittadini italiani.

10 milioni di poveri, di cui 6 milioni poveri assoluti, parliamo di gente che non utilizza soffice carta da culo, gente i cui assorbenti non hanno le ali, una roba di quelle che non solo non gliene frega un cazzo che scriviamo di loro, ma nemmeno potrebbero leggerlo. Un po’ come i nostri onorevoli, sebbene per motivi diversi, ma è importante avere sempre un punto di contatto tra la testa e la coda.

Nel 2005 i poveri assoluti erano 2 milioni, alla faccia di chi sostiene che in Italia non cresce niente. Be’, d’altra parte “crisi” significherà pure qualcosa, è importante saperlo, altrimenti di cosa ce ne staremmo fottendo, facendoci i cazzi nostri?

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