Pico de Paperis

Nel ferrarese è allarme. C’è questo pericolosissimo ex militare russo che ha ucciso una persona, e nella sua fuga ne ha ammazzata un’altra, e ferita una terza. Ma l’hanno beccato, tranquilli. Anzi no, è sfuggito alla cattura. Ma l’hanno preso, stavolta. Anzi, no, è una balla, occhio, che è pericoloso. Anzi, non è nemmeno un militare. No, ma è addestrato, attenti.

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Clamoroso! Red Ronnie scopre l’antidoto al ritardo mentale!

anovantagradi

…Sparandosi in faccia.

No, non è vero, per fortuna* Red Ronnie è ancora vivo. E poi, no, proprio non esiste, un vaccino contro l’idiozia. Si potrebbero limitare i danni studiando, ma ce lo vedete Red Ronnie che studia? L’ultimo libro che ha aperto era un libro da colorare sulle scie chimiche. Il problema, ovviamente, non è Red Ronnie. Né la Brigliadori, voglio dire, che credibilità può avere una che per curarsi beve il proprio piscio? No, il problema non sono un DJ ormai in declino e una ex-showgirl fulminata, il problema è Virus, la trasmissione, e la sua redazione.

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Rimangono solo i vaffanculo.

collodipapero

Articolo scritto dall’incazzatura simultanea di Costanza Baldi e Marco Valtriani.

Volevamo parlare dell’asilo vegano ma abbiamo deciso di aspettare di vedere se succede qualcosa. Perché, purtroppo, abbiamo il timore che qualcosa succederà. Invece, ci dedicheremo ad altro: oggi parliamo di omeopatia e terapia verbale. Che no, non è quella fatta di divinità e animali della fattoria che è, tutt’al più, un innocuo sfogo: è il mix di cazzate messo in pratica da una dottoressa torinese che è costato la vita ad una donna.

Ma vediamo i fatti.

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Non è che le canne ve le fate voi?

collodipapero

Francia, ospedale universitario di Rennes. Sei pazienti si sentono male per colpa di un farmaco sperimentale contenente una molecola cannabinoide (che nulla ha a che vedere con la cannabis). Alcuni giornali italiani titolano, più o meno: “Incidente al test del farmaco di cannabis”.

Italia, passa il decreto sulle depenalizzazioni. Fra queste, quella per la violazione delle prescrizioni sulla coltivazione della cannabis a scopo terapeutico; in pratica l’illecito commesso da un ente comunque preposto alla coltivazione di cannabis terapeutica che, per colpa o per errore, produce quantità superiori al consentito, diventa amministrativo anziché penale. Alcuni giornali italiani titolano, più o meno: “La legalizzazione della marijuana approda in parlamento”.

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Non so che giorno è.

“Non aderirei mai a una religione che accettasse me fra i suoi fedeli.”
(W. Allen)
Ci sono giornali spesso faziosi, o con contenuti che variano dal disutile all’interessante a seconda di chi scrive. Quelli che ce pòi sta’. Quelli che ti piacevano ma iniziano a esagerare con le notizie del cazzo, quelli che non ti piacciono e se pubblicano una cosa vera e vorresti linkarla non lo fai perché un po’ non ti fidi, un po’ ti vergogni. Alla fine li leggi un po’ tutti, a volte ridi, e a volte piangi, a volte ti ritrovi a fare giri interminabili su siti specializzati per controllare se è vero che il video virale della lava che scioglie la lattina dura più o meno del tempo che impiega a fiorire un campo di sticazzi.

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Siamo tutti PapaCool

tupperwaste

Non ho molto da dire in realtà. È un periodaccio: la crisi, il governo Letta, Berlusconi che non è ancora obbligato a servire i pasti al centro anziani, il caldo di merda, Albano che scopa più di noi. Insomma, la vita mi è sempre più ostile.

E poi c’è la gente che non ce la fa. Non so in che preciso momento abbiamo smesso di essere una massa critica e siamo diventati una massa di coglioni, però, ultimamente, nonostante tutta la mia carica negativa e pessimista nei confronti dell’umana specie, io mi stupisco. Ancora mi stupisco di quanto siete idioti.

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Senimenti.

In pianto mesto dentro me si ruppe
il desiderio di armeggiar cortese,
ma anche no, con tutte quelle puppe

(D. Alighieri)
Complice un po’ la presenza di Lucca Comics & Games, la superfiera di giochi e fumetti che esplode in Toscana a inizio novembre – e che impegna diversi membri dello staff seviziante – e complice anche un pelino di pigrizia autunnale, la redazione dei Paperi negli ultimi sette giorni non ha, come si dice in gergo tecnico, fatto un cazzo.
Però possiamo farci perdonare, iniziando la settimana con delle puppe:

Di chi sono? Scopriamolo insieme!
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