Come dovremmo chiamarli?

collodipapero

Siccome ultimamente abbiamo affrontato (male) temi davvero molto pesanti, come il suicidio, l’eutanasia e Adinolfi, questa settimana vorrei parlare di un episodio molto “leggero” e di un tema ad esso strettamente connesso. Mi piacciono le associazioni di idee, sai, come quando uno ti dice una cosa e tu mentalmente la colleghi a un’altra: “salvini” e “razzista”, “scissione” e “sinistra”, “dio” e… uhm, no, qui ce ne sono un sacco e de gustibus non disputandum est: ognuno ha il suo animale preferito.
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Agnomocoprite.

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L’agnomocoprìte (dal greco “ἀγνώμον”, ignorante, e “κόπρος”, sterco) è una patologia piuttosto diffusa in una discreta porzione degli aventi diritto al voto in Italia. Si tratta di una regressione progressiva a uno stadio mentale sub-umano che può essere tradotto, usando termini comprensibili ai più, con l’espressione “ignorante come la merda”. Continua a leggere

Indignazione is the new Degrado

Ho letto che le parole possono ferire come e più dei fatti.
Male, se le parole ci feriscono come i fatti, allora dobbiamo arrenderci all’idea di essere troppo deboli.
E il destino dei deboli è quello di crescere, diventare abbastanza forti da poter vivere con gli altri, o quello di venire protetti, come bimbi speciali.

Quindi cresciamo, o non lamentiamoci se veniamo trattati come dei ritardati.
Al limite lamentatevi con il vostro Creatore. Ma in modo che chi sta cercando di progredire non sia disturbato dal vostro farfugliare.

Speravo davvero avessimo superato la fase “signore lei mi ha offeso, ora devo ucciderla”. Invece siamo come dei bimbi rosiconi con reazioni spropositate e mal riposte.
Alcuni hanno risposto alla vignetta con un “ha fatto bene Materazzi”, altri con “hanno fatto bene i terroristi ad ammazzarli”, perché disegnare vignette che ridicolizzano una fantasia malata e violenta è come e peggio che ammazzare in nome di una fantasia malata e violenta. Continua a leggere

Referendum: vota responsabilmente.

collodipapero

Lo so, suonerò più che superbo, ma la mia posizione sul referendum costituzionale del prossimo autunno (quello su riforma del Senato, delle Province e altre due o tre cosette) nasce da una riflessione e da uno studio così approfondito che mi sembra addirittura al limite dell’assurdo doverla ribadire. Sono sicuro al 100% di avere ragione, non solo sulla riforma in sé, ma per la rilevanza politica che il referendum porta inevitabilmente con sé.

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Il potere all’ignoranza.

collodipapero

Ultimamente, soprattutto dopo il referendum sulla brexit e la successiva ondata d’incazzatura conosciuta come bregret, si è parlato molto – su giornali, blog, siti e social – dell’eventualità di introdurre una sorta di “patentino per votare”, soprattutto dopo un articolo uscito sul Washington Post e ripreso da più testate anche in Italia. Cos’è successo? Riassunto veloce: gli inglesi hanno votato per l’uscita del loro paese dall’Unione Europea. Il che sarebbe stato un perfetto esempio ed esercizio di democrazia diretta, se non fosse che hanno votato credendo a dichiarazioni fatte per errore alle stronzate dell’estrema destra (successivamente ammesse dallo stesso Farage), informandosi male e in ritardo, votando “per protesta” ma pensando sotto sotto che avrebbe comunque vinto il fronte per la permanenza, e incazzandosi come bisce, successivamente, per il risultato della votazione. Insomma, tutti scontenti: chi ha perso perché ha perso, chi ha vinto perché ha vinto.

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E giù botte

Gruppo di scout picchiati da coetanei all’uscita dalla messa.

Derisi e picchiati i ragazzi della squadriglia volpe, ragazzi a cui da una parte la vita aveva già dato abbastanza giù, ma che dall’altra con “squadriglia volpe”, forse, un altro colpetto potrebbero esserselo andato a capare.

Lo so, penserete che fare della facile ironia sulle vittime di violenza sia meschino e fascista (un po’ come le divise e il chiamarsi squadriglia), ma io sono una merda e loro, comunque, sono scout. Sapete: chiesa, pedofilia, ricchezze impure, fortissimi sostenitori, una squadriglia di sostenitori. Continua a leggere

Le donne di Facebook: la Kasalinga Ke urta il Kazzo.

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Ho fatto un incubo pazzesco: non c’erano più mamme che si scalmanavano come i ciccioni in corsa verso il buffet nella lotta a chi metteva per prima le foto dei figli su Facebook. Poi mi sono svegliata, mi sono connessa, e ho visto che erano tutte lì a lanciarsi sfide peggio che ad Amici, rassicurando me e i pedofili. Tant’è.

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Le donne di Facebook: la blogger a spargimento di cuori.

ostruzioni

Quando sono uscite le nomination per gli Oscar 2016, e nella sezione Miglior Film ho letto il titolo “La grande scommessa”, non vi nego che quelle stronze delle mie sinapsi hanno vissuto secondi di lancinante stato confusionale, tornando con ribrezzo all’anno del Signore 2014, quando voi tutti sembravate usciti dalla New York Film Academy. E quest’anno avete pure un giorno in più per rompere i coglioni. Tant’è.

Da oggi, per qualche articolo di Ostruzioni per l’Uso, parleremo delle donne sul Facebook. Esamineremo alcune categorie, le più agghiaccianti. So che gli elenchi a qualche appassionato stanno sul cazzo. Altri li adorano. Ma io scrivo per infastidire la prima categoria, altrimenti il posto in redazione me lo tolgono. Ecco le tre categorie candidate ai Paper-Oscar per la miglior bestemmia generata:

  1. La blogger a spargimento di cuori.
  2. L’utente Tena Lady.
  3. La Kasalinga Ke urta il Kazzo.

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Satanisti ed esaltati.

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Ebbene sì. Come ho già scritto altrove, ero proprio tra il pubblico pagante del temibile concerto di Marylin Manson e Rob Zombie. E sì, come al 90% della gente presente, ha fatto cacare il primo ed esaltare il secondo. Ma non è questo il punto. Il punto è proprio la messa riparatrice indetta dalla Chiesa del Santissimo Salvatore a Bologna, e la marea di scempiaggini che il video prontamente diffuso da Repubblica ha evidenziato, riportandomi di botto alla mia adolescenza e alle boiate di Carlo Climati sui messaggi subliminali.
Forse non è questa la sede adatta a rimarcare l’ignoranza crassa che vige sul tema del satanismo (da parte di detrattori e spesso anche dei difensori di band metal o rock), ma è bene specificare che: sì, Marylin Manson è satanista; sì, Rob Zombie fa ampio uso di iconografie riconducibili al satanismo; no, i satanisti non uccidono la gente; no, i satanisti non sono malvagi; sorpresa sorpresa: no, i satanisti NON adorano Satana.
È un tema che da sempre mi affascina e mi irrita, perché la mole di stupidaggini attorno all’argomento è immensa, e se ci fosse un solo sputasentenze che si informasse prima di far la voce grossa (preti e ferventi cattolici, soprattutto, che dovrebbero almeno conoscere il loro nemico) mi sentirei felice.
Ebbene sì: anche oggi sono io il Razzista del giorno, razzista verso chi parla senza sapere. E non linkerò nulla di informativo sul satanismo (no, le Bestie di Satana non c’entrano col satanismo; sì, i Bambini di Satana c’entrano; no, questi ultimi non sono delinquenti né assassini; no, Bestie e Bambini non sono la stessa cosa, almeno non in questo caso), andatevelo a cercare da soli. Poi, se vi va, infamatemi pure. Ma con cognizione di causa.

[E.P.]