Il diritto di chiamarli col loro nome.

punkgiorno

Don’t call me white, don’t call me white! We’re better off this way, say what you’re gonna say, so go ahead and label me an asshole, cause I can accept responsibility for what I’ve done, but not for who I am.
Nofx – Don’t call me white

Volevo scrivere un pezzo sul pensiero logico, sulle diverse modalità con cui la nostra mente analizza ed elabora le informazioni, sul modo in cui a partire da delle premesse arriviamo a delle conclusioni, giuste o sbagliate che siano. Poi si è ricominciato a discutere della legge sulla cittadinanza, e tutti i miei buoni propositi sono finiti nel cesso, frustrati da una massa enorme di… di… oddio, come li chiamo?
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Come dovremmo chiamarli?

collodipapero

Siccome ultimamente abbiamo affrontato (male) temi davvero molto pesanti, come il suicidio, l’eutanasia e Adinolfi, questa settimana vorrei parlare di un episodio molto “leggero” e di un tema ad esso strettamente connesso. Mi piacciono le associazioni di idee, sai, come quando uno ti dice una cosa e tu mentalmente la colleghi a un’altra: “salvini” e “razzista”, “scissione” e “sinistra”, “dio” e… uhm, no, qui ce ne sono un sacco e de gustibus non disputandum est: ognuno ha il suo animale preferito.
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Agnomocoprite.

anovantagradi

L’agnomocoprìte (dal greco “ἀγνώμον”, ignorante, e “κόπρος”, sterco) è una patologia piuttosto diffusa in una discreta porzione degli aventi diritto al voto in Italia. Si tratta di una regressione progressiva a uno stadio mentale sub-umano che può essere tradotto, usando termini comprensibili ai più, con l’espressione “ignorante come la merda”. Continua a leggere

Indignazione is the new Degrado

Ho letto che le parole possono ferire come e più dei fatti.
Male, se le parole ci feriscono come i fatti, allora dobbiamo arrenderci all’idea di essere troppo deboli.
E il destino dei deboli è quello di crescere, diventare abbastanza forti da poter vivere con gli altri, o quello di venire protetti, come bimbi speciali.

Quindi cresciamo, o non lamentiamoci se veniamo trattati come dei ritardati.
Al limite lamentatevi con il vostro Creatore. Ma in modo che chi sta cercando di progredire non sia disturbato dal vostro farfugliare.

Speravo davvero avessimo superato la fase “signore lei mi ha offeso, ora devo ucciderla”. Invece siamo come dei bimbi rosiconi con reazioni spropositate e mal riposte.
Alcuni hanno risposto alla vignetta con un “ha fatto bene Materazzi”, altri con “hanno fatto bene i terroristi ad ammazzarli”, perché disegnare vignette che ridicolizzano una fantasia malata e violenta è come e peggio che ammazzare in nome di una fantasia malata e violenta. Continua a leggere

Referendum: vota responsabilmente.

collodipapero

Lo so, suonerò più che superbo, ma la mia posizione sul referendum costituzionale del prossimo autunno (quello su riforma del Senato, delle Province e altre due o tre cosette) nasce da una riflessione e da uno studio così approfondito che mi sembra addirittura al limite dell’assurdo doverla ribadire. Sono sicuro al 100% di avere ragione, non solo sulla riforma in sé, ma per la rilevanza politica che il referendum porta inevitabilmente con sé.

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Il potere all’ignoranza.

collodipapero

Ultimamente, soprattutto dopo il referendum sulla brexit e la successiva ondata d’incazzatura conosciuta come bregret, si è parlato molto – su giornali, blog, siti e social – dell’eventualità di introdurre una sorta di “patentino per votare”, soprattutto dopo un articolo uscito sul Washington Post e ripreso da più testate anche in Italia. Cos’è successo? Riassunto veloce: gli inglesi hanno votato per l’uscita del loro paese dall’Unione Europea. Il che sarebbe stato un perfetto esempio ed esercizio di democrazia diretta, se non fosse che hanno votato credendo a dichiarazioni fatte per errore alle stronzate dell’estrema destra (successivamente ammesse dallo stesso Farage), informandosi male e in ritardo, votando “per protesta” ma pensando sotto sotto che avrebbe comunque vinto il fronte per la permanenza, e incazzandosi come bisce, successivamente, per il risultato della votazione. Insomma, tutti scontenti: chi ha perso perché ha perso, chi ha vinto perché ha vinto.

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E giù botte

Gruppo di scout picchiati da coetanei all’uscita dalla messa.

Derisi e picchiati i ragazzi della squadriglia volpe, ragazzi a cui da una parte la vita aveva già dato abbastanza giù, ma che dall’altra con “squadriglia volpe”, forse, un altro colpetto potrebbero esserselo andato a capare.

Lo so, penserete che fare della facile ironia sulle vittime di violenza sia meschino e fascista (un po’ come le divise e il chiamarsi squadriglia), ma io sono una merda e loro, comunque, sono scout. Sapete: chiesa, pedofilia, ricchezze impure, fortissimi sostenitori, una squadriglia di sostenitori. Continua a leggere