Ti devi fa’ i cazzi tua.

punkgiorno

“Holier than thou with your one way morality, I think your shallow faith isn’t based in reality,
you don’t like how were live, we’re sinful and obscene, why are you judgin’ me?”
Pennywise – My God

Ieri sera ero in pizzeria con degli amici. La discussione è infaustamente caduta sulla legge sul fine vita, argomento caldissimo in seguito alla morte di Fabiano Antoniani. Se ne parla da anni: ogni Welby, Nuvoli e Englaro – e da oggi anche ogni DJ Fabo – riporta l’argomento in voga, ma solitamente poi tutto si arena in un groviglio di dibattiti sui vari modi in cui una persona dovrebbe poter o non poter decidere di lasciare questa valle di lacrime se impossibilitata a condurre una vita dignitosa. Il che non giova all’appetito, converrete. A peggiorare le cose c’è il fatto che un mio commensale ha avuto la per me terribile idea di ordinare una cazzo di pizza all’ananas.
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Eccoveli, i risultati!

“Li staneremo e li priveremo dei voti. Con molta, molta, molta, molta, molta, molta calma. LOL.
(J. Bergoglio)
Ovviamente c’è una spia rossa luminosa accesa, qua nella quack-caverna, che urla “qualcuno parli di Renzi”. Purtroppo però non posso parlarne io, perché se tolgo l’osso a Tupperwaste, Sonia non me lo perdona. E quindi si torna a parlare di preti, lo so, sono monotono, ma anche loro hanno quest’abitudine – che m’innervosisce sempre un po’ – di lasciare cazzi dentro bambini a caso, ogni tanto mi devo sfogare.
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Il problema morale

“Bambini? Quali bambini?
(J. Ratzinger)
Potrei parlare delle minacce di morte. Alla fine è una questione morale. E’ giusto o no? Ma soprattutto: quanto può essere credibile un senatore della Repubblica che dice (peraltro linkando un articolo fake del buon Francesco Lanza) che la sua pagina è messa alle strette da un nugolo di troll? Complottismi a parte, che denotano solo una mente fallace (“è vero se ho le prove o se mi fa comodo”), veramente esiste qualcuno il cui blog o la cui pagina (magari gestita da uno staff pagato) è messo alle strette da un ipotetico nonché irrealistico pugno di coglioni con una tastiera?  O si può pensare che la cosa sia credibile perché, fra loro e la vittima, rischia seriamente di essere uno scontro ad armi pari?
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Fuori dal vaso

“Sandra! Fai che sbirulino porta un cencìno, che mi sono ripisciato addosso.”
(R. Vianello)
L’espressione “pisciare fuori dal vaso” tende graziosamente a spiegarsi da sé.  La fine metafora di colui che, avendo mal calcolato la giusta misura, ha intrugolàto di piscio tutto il contorno tazza, causando strilli e schiaffi nel muso da parte della consorte, altro non è che un poetico figurarsi l’errore grossolano, l’esagerazione fuori luogo. Quella cosa che poi ti viene l’espressione “ho detto una cazzata?”.
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Lungo e nero

“La nostra azienda ha da sempre avuto grande rispetto dei diversi habitat naturali con cui interagiamo e con tutti gli attori dell’ecosistema, dalle piante, alle risorse idrogeologiche, ai negri.”
(S. Jobs)
C’è una roba che mi porto dietro dalla post-adolescenza. E non parlo del fatto che mi piace masturbarmi quotidianamente. Dal periodo in cui ero fanciullescamente e genuinamente contro un sacco di cose (vabbé, non che adesso…), e spesso per partito preso, mi è rimasto un odio antico e sincero per la Nestlé. Di cui peraltro s’è occupato tangenzialmente il Bertini col suo cliccatissimo pezzo “Finezzo Lungo”, dedicato al pessimo marketing che l’azienda adopera per far sembrare del caffé scadente una roba di classe.
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La morale è sempre quella?

“Tutti gli animali sono uguali, se li friggi.”
(S. Germana)
Qualcuno si aspetterà un commento a qualche dichiarazione grillina tipo quelle della Grande, invece no, ho deciso di valutare l’operato grillino in parlamento una minchiata per volta. Sul conclave ho già detto la mia (più che altro ho ricordato un paio di dati sensibili) e quindi, complice anche un rilassante week-end di vacanza che mi ha tenuto lontano dai mezzi di comunicazione, mi trovo nell’imbarazzante situazione di non sapere cosa dire, annaspando disperatamente alla ricerca dell’ispirazione per mettere per scritto, come mio solito, un paio di stronzate.
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