La rivincita dei rottamati

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“D’Alema,” implorava Nanni Moretti in Aprile, “di’ qualcosa di sinistra!”

Quasi vent’anni dopo, D’Alema capisce, reagisce, e dà il via a una scissione. I fedelissimi lo guardano perplesso. Lui fa una faccetta delle sue.

“Dai, su… la scissione è di sinistra.”

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Aveva ragione Pelù.

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Stamattina mi sono svegliato in qualche modo sollevato. Il fatto che la Costituzione sia rimasta com’è, in fondo al cervello, è stato accolto positivamente. Dall’altro lato una parte di me mi lascia un vago senso di bestemmia rude: è quella che non riesce a ignorare quanti voti ha preso un fronte che spaziava da Forza Nuova alla Lega e da Berlusconi a Grillo passando per Povia a Pelù.

Pelù. Cazzo. Aveva ragione Pelù. No, calma, non sono impazzito. Aspettate un momento, che mi spiego.

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L’eco di Eco sul Referendum e altre quisquilie.

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La settimana scorsa ho scritto un pezzo fortemente critico sulle non-ragioni del no, o meglio, sul fatto che a fronte di ragioni anche serie la propaganda antirenziana si focalizzi principalmente su mezze verità, attacchi ad personam e minchiate assortite anziché colpire la riforma dove farebbe più male, ossia nel merito. Ma non è che lato-sì sia tutto rose e fiori. Quindi, eccovi questo secondo articolo: decidete voi se nasce per indecisione o per par condicio, sta di fatto che almeno due righe sui potenziali rischi di un Sì vincente mi va di scriverle.

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La televendita di Renzi

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Premessa: ci sono due cose che mi stanno, di base, abbastanza sulle palle. Una sono i referendum, l’altra è Renzi. Quando Renzi ha detto “facciamo un referendum costituzionale” la mia prima reazione è stata quella di pensare “scommetto un soldino che la riforma costituzionale sarà una mezza cacata, scritta male e parzialmente inutile”. Adesso ho un soldino.

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Questione di rispetto.

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La settimana scorsa, ben tre redattori (nell’ordine Petrelli, Sardo e Cerreti) hanno sentito l’esigenza di dire due parole sull’ondata di indignazione che ha colpito il nostro amato paese; indignazione rivolta, orgogliosa e violenta, contro quei saltimbanchi di Charlie Hebdo, rei di aver scritto una vignetta di dubbio gusto che ironizzava – mettendo in prima linea le vittime del terremoto che ha colpito Amatrice e dintorni – su come viene gestita l’edilizia (o, più o meno, quasi ogni cosa) qua da noi. “È una questione di rispetto”, hanno detto molti.

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Grillo ha comprato il PD.

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Grillo ha comprato il PD?

Questa è la domanda che mi sono fatto leggendo i commenti di alcuni esponenti del PD al post di Di Battista sull’inizio della sua campagna referendaria “‪‎costituzionecoasttocoast” (opportunamente hashtaggato). Ce ne sono stati diversi, come il tweet di Alessia Morani o quello di Stefano Esposito, ma prenderò come esempio quello di Alessia Rotta, deputata PD e responsabile della comunicazione del partito.

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Festa in casa PD!

elezioniFinalmente! Erano diverse tornate elettorali che il centro-sinistra riusciva a tenere botta in qualche modo, rovinandosi completamente la possibilità di festeggiare degnamente una sconfittona come quelle dei bei tempi di Rutelli, ma a questo giro la batosta è stata così abissale che qualche nostalgico del PDS si è trovato ad asciugarsi una lacrima pensando a Occhetto.

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