Il diritto di chiamarli col loro nome.

punkgiorno

Don’t call me white, don’t call me white! We’re better off this way, say what you’re gonna say, so go ahead and label me an asshole, cause I can accept responsibility for what I’ve done, but not for who I am.
Nofx – Don’t call me white

Volevo scrivere un pezzo sul pensiero logico, sulle diverse modalità con cui la nostra mente analizza ed elabora le informazioni, sul modo in cui a partire da delle premesse arriviamo a delle conclusioni, giuste o sbagliate che siano. Poi si è ricominciato a discutere della legge sulla cittadinanza, e tutti i miei buoni propositi sono finiti nel cesso, frustrati da una massa enorme di… di… oddio, come li chiamo?
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La xenofobia non è xenofoba.

Una riflessione probabilmente un po’ di sinistra di Franco Sardo

Se avete passato almeno venti minuti degli ultimi 3 giorni sui social italiani e quei venti minuti non li avete passati a commentare quella sorta di Giochi Senza Frontiere della paccottiglia musicale che risponde al nome di Eurovision Music Contest, vi sarete accorti che da qualche parte in Friuli, il suo presidente di regione eletto tra le fila del Partito Democratico, Debora Serracchiani, ha detto qualcosa. E non solo lo ha detto, lo ha fatto trascrivere in una nota ufficiale della presidenza:

“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”

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Le sfumature del razzismo

Lo avete già letto tutti, e non devo raccontarvelo certo io, ma perbacco: hanno aggredito Aranzulla.
Anzi, un uomo probabilmente ubriaco e sotto effetto di stupefacenti ha aggredito Aranzulla.
Meglio, un uomo di colore, probabilmente ubriaco e sotto effetto di stupefacenti, ha aggredito Aranzulla.
Concludo: un uomo di colore, di quelli che salviamo dalla guerra (sic), probabilmente ubriaco e sotto effetto di stupefacenti, ha aggredito Aranzulla.

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Omeovita

Passata senza conseguenze la giornata mondiale dell’omeopatia.

Ma l’apparenza inganna, purtroppo l’omeopatia è solo un sintomo di una società malata d’ignoranza. L’ignoranza come valore, l’accettazione della stessa e il conseguente decadimento delle facoltà mentali individuali e quindi collettive.
Come vivere un film di Tomas Milian in cui Bombolo non scorreggia.

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Più positivo di un sandalo col calzino

Internet è la città globale, Facebook ne è la piazza.

Poi ci sta anche chi vive fuori, in campagna, tipo nell’Africa nera o nel Sud America nero, o nell’Asia nera, dove “schiavitù, violenza e fame” is the new black. Ma di questi, come il resto del mondo civilizzato, non ce ne occuperemo.
Correggo, come il resto del mondo civilizzato che non abbia un ditta.
Tornando alla nostra piazza dunque, quello che chiunque può notare è come, in un periodo di crisi generale, non solo economica, si stia decisamente perdendo quella che qualche hippie definirebbe “positività”.
Certo in un mondo in cui ci erano state promesse macchine volanti, viaggi nel tempo e bonissime cameriere robotiche sessualmente disponibili, ritrovarsi ad annaspare tra cinegri e razzisti non è il massimo dello stimolo.

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La democrazia del farcela

Falsi incidenti a Napoli, coinvolti giudici, avvocati, periti, medici…

Sono le persone, la gente, il popolo, il demos. O almeno una parte di esso.

Un parte importante, nel nostro paese.

Importanti perché rappresentano la valvola di sfogo della pressione sociale, della pressione fiscale, della pressione culturale, sono quelli che ci garantiscono che le cose non volgeranno mai al bene, ma che al contempo ci garantiscono che non volgeranno al peggio. Continua a leggere

Ellipefobia.

anovantagradi

L’ellipefobia (dal greco “ἐλλιπής“, deficiente, e “φόβος”, paura) è una patologia che affonda le proprie origini (curiosamente risalenti al periodo successivo alla famosa brexit) nel Regno Unito, ma che coinvolge prevalentemente la popolazione italiana. Continua a leggere