Fatti non foste a figliare come bruti

Dai ministri ai fascisti un grido ci unisce: figliate!

In questi giorni si legge da molte parti la risposta di una quantità di giornaliste, blogger e donne in libertà alle recenti, ennesime, esaltazioni della maternità da parte di esponenti governativi. Non una roba tipo: “mi piace fare la mamma”, più qualcosa del genere: “noi donne nasciamo per essere madri, tutto il resto so’ cazzate.”.

Io invece non sarei così selettivo: pure queste so’ cazzate.

E ora diamo una voce maschile del tutto non richiesta al coro dei “non credo proprio”.

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Omeovita

Passata senza conseguenze la giornata mondiale dell’omeopatia.

Ma l’apparenza inganna, purtroppo l’omeopatia è solo un sintomo di una società malata d’ignoranza. L’ignoranza come valore, l’accettazione della stessa e il conseguente decadimento delle facoltà mentali individuali e quindi collettive.
Come vivere un film di Tomas Milian in cui Bombolo non scorreggia.

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Alla donna dell’est per due soldi un Topolino mio padre comprò

“I motivi per scegliere una fidanzata dell’est”.

Polemica.

Televisione pomeridiana, trasmissione di merda, tema del cazzo: Bam, giù nel canestro!

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Diamoci una mano. In faccia.

Passavo per strada e sentivo degli anziani, parecchio anziani, di fronte alla bocciofila discutere animatamente: “Pia’ pe’r culo nun ce sta, cioè finché se scherza giocamo, ma che m’arzi a mano ‘n faccia no”.

“‘a mano ‘n faccia no”.

E mentre il consiglio di lasciare i nipoti con i nonni perché vengano permeati dall’anziana saggezza diventa un concetto che sfuma tra la misoginia e la frustrazione. Mi viene in mente che nonostante l’importanza che apparentemente diamo al concetto di famiglia, in verità non stiamo facendo nulla per curarla.

Leggevo ad esempio che un giudice ha dichiarato sufficiente uno scambio di messaggi virtuali per determinare l’infedeltà del marito e il conseguente divorzio con pagamento di duemila euro al mese per la moglie e altri tremila per i figli.

Amen. Continua a leggere

A San Valentino bacia un gatto

Gli animali sono meglio degli uomini.

Almeno non sostengono ‘ste cazzate.

Arrendiamoci, viviamo in un’epoca in cui il “primo mondo” ha raggiunto e superato un benessere tale per cui anche chi non se la passa benissimo può e sente il dovere di legarsi a pensieri differenti da quelli che ci hanno portato fin qui.

Un’attività fondamentale nell’evoluzione umana: se stessimo ancora pregando il dio fuoco di scaldarci casa staremmo freschi, se mi passate il gioco di parole.
Il problema è che mentre questo processo di ricerca dell’alternativa è stato dettato in passato dall’esigenza di migliorare condizioni per lo più critiche, proprie e comunitarie, oggi a muovere le leve del pensiero “differente” è una sorta di aborto di egoismo mascherato da interesse per il tutto. Continua a leggere

Sesso, Droga e Lorenzin.

collodipapero

Io in questo periodo dell’anno vorrei chiudere Facebook: i santi mi stanno sul cazzo in generale, ma l’uno-due costituito dalla quasi contemporaneità fra Remo e Valentino raggiunge rare vette di insostenibilità. Se chiudo gli occhi non sta succedendo. Questo, almeno, è quello che mi ripeto. Insomma, facciamo finta di nulla e parliamo d’altro, ok?

Ieri, come molti sanno, era il Safer Internet Day e, per l’occasione, il Ministero della Pubblica Istruzione ha lanciato la prima giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo. Una bella iniziativa, contando i molti casi di abusi e violenze – fisiche e psicologiche – che si verificano ed emergono ogni giorno. Ma per ogni piccola gioia, si sa, c’è un grande dito al culo. Ed ecco quindi che a riportare il disequilibrio karmico fra cose buone e puttanate dei nostri amati governanti ci pensa un Ministro di cui siamo da tempo grandi fan: Beatrice Lorenzin.

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Buon onanismo.

punkgiorno

“Love your neighbor as yourself. If I loved myself last night does that mean I need to jerk my neighbor off as well?”
Goldfinger – Handjobs for Jesus

Mario Adinolfi, fondatore de “Il Popolo della Famiglia”, lancia la proposta di una blacklist di siti pornografici da bloccare e rendere inaccessibili dall’Italia. Non è per dare contro ad Adinolfi ad ogni costo, però, come diceva il mio maestro di vita Perry Cox, “sono quasi sicuro che se da internet togliessero tutta la pornografia resterebbe un solo sito, chiamato ridateci i porno“. Se un personaggio di fantasia ha più senso pratico di te io mi farei delle domande, Mario, ma chi sono io per giudicare? (cit.)
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