La xenofobia non è xenofoba.

Una riflessione probabilmente un po’ di sinistra di Franco Sardo

Se avete passato almeno venti minuti degli ultimi 3 giorni sui social italiani e quei venti minuti non li avete passati a commentare quella sorta di Giochi Senza Frontiere della paccottiglia musicale che risponde al nome di Eurovision Music Contest, vi sarete accorti che da qualche parte in Friuli, il suo presidente di regione eletto tra le fila del Partito Democratico, Debora Serracchiani, ha detto qualcosa. E non solo lo ha detto, lo ha fatto trascrivere in una nota ufficiale della presidenza:

“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”

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Conto dispari.

intramuscolo

Provengo da una famiglia dove le donne sono sempre state estremamente “avanti” rispetto agli anni in cui vivevano.
Soprattutto in quella di mia madre.
Nella sua famiglia erano le donne che mandavano avanti il podere, aravano il campo, governavano le bestie, le uccidevano e le “conciavano”, oltre ad occuparsi dei conti, dei figli e della casa. I miei genitori mi hanno cresciuta con il mantra “sii forte, fiera e indipendente soprattutto economicamente”. Uomini e donne avevano e hanno, in parole spicciole, ognuno il proprio ruolo e nessuno è inferiore all’altro. Oh, per quei “tempi” era una rivoluzione, altro che ’68.

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La bellezza dello stupro

Nonna soleva dirmi “Il peccato non è chi lo fa, ma chi ne parla”.

Certo, nonna aveva 92 anni e stava sul pezzo come l’aspro sul verde, ma questa frase mi torna in mente più spesso della sega che una mia ex mi fece al Pantheon, soprattutto quando leggo articoli e commenti in giro per la rete libera.

Sorvolando sul casino che stanno combinando in e con la Grecia, per la qual cosa posso essere determinante come uno spermatozoo lanciato anni fa sul pavimento del Pantheon, la mia attenzione non riesce a distrarsi dal caso di quella troiettta violentata da un non Marò.

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Ammazza la vecchia, ma prima stuprala

Milano, sevizie in casa di riposo.

E grazie al cazzo!

Non parliamo quasi mai dei vecchi, una parte e una porzione importante di questo paese. La memoria storica, la tradizione, la saggezza, l’insegnamento di chi ha superato la selezione naturale giungendo alla terza età. E non ne parliamo mai perché ci fanno schifo.

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