L’amore ai tempi dello stupro

C’è chi ha il cazzo e chi il mestruo. Ognuno ha i suoi problemi.

Lui la vide, era bellissima, di una semplicità splendente. Quella mattina si era già innamorato tre o quattro volte, al supermercato, in autobus, due solo davanti la fumetteria, ma lei, wow. Era talmente bella che il pensiero di lui non riusciva a non viaggiare oltre le prime parole, le prime uscite, fino alla scelta delle mete per le vacanze insieme, ai commenti ai film, ai disastrosi esperimenti culinari e ai giochi da fare. Continua a leggere

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La dolcezza dell’infierire

Una malcelata incazzatura firmata da Costanza Baldi

Avevo giurato di non scrivere nulla. L’avevo promesso a me stessa, al mio fegato, al mio amor proprio. Ma la quantità di schifo che sta ruotando intorno a un essere umano arso vivo aumenta esponenzialmente come il mio disgusto verso una fetta sempre più ampia di popolazione. Che inizia coi commenti di chi lo conosceva: “è un bravo ragazzo, la nonna viene sempre in chiesa…”
Già, come se il seme del male fosse riconoscibile da uno sfregio in faccia o da una voglia o da un tratto somatico particolare, come nei gialli di infima categoria.
Come se fosse lui la vittima perchè oh, insomma, è un bravo ragazzo.

E giù botte

Gruppo di scout picchiati da coetanei all’uscita dalla messa.

Derisi e picchiati i ragazzi della squadriglia volpe, ragazzi a cui da una parte la vita aveva già dato abbastanza giù, ma che dall’altra con “squadriglia volpe”, forse, un altro colpetto potrebbero esserselo andato a capare.

Lo so, penserete che fare della facile ironia sulle vittime di violenza sia meschino e fascista (un po’ come le divise e il chiamarsi squadriglia), ma io sono una merda e loro, comunque, sono scout. Sapete: chiesa, pedofilia, ricchezze impure, fortissimi sostenitori, una squadriglia di sostenitori. Continua a leggere

La bellezza dello stupro

Nonna soleva dirmi “Il peccato non è chi lo fa, ma chi ne parla”.

Certo, nonna aveva 92 anni e stava sul pezzo come l’aspro sul verde, ma questa frase mi torna in mente più spesso della sega che una mia ex mi fece al Pantheon, soprattutto quando leggo articoli e commenti in giro per la rete libera.

Sorvolando sul casino che stanno combinando in e con la Grecia, per la qual cosa posso essere determinante come uno spermatozoo lanciato anni fa sul pavimento del Pantheon, la mia attenzione non riesce a distrarsi dal caso di quella troiettta violentata da un non Marò.

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Le mamme della religione

I talebani le ammazzano il figlio, lei ne uccide 25.

Accade in uno di quegli ameni paesini mediorientali che non possiamo criticare perché è solo un’altra cultura, e perché anche noi abbiamo Salvini. Alcuni ragazzi, dediti al credo religioso, invece di violentare ragazzini come avrebbero fatto nascendo alla luce del Signore nostro, se ne vanno in giro per il loro paese a sparare ai meno fedeli, fedeli male o a quelli che hanno un po’ di cervello (sebbene non abbastanza da mandar tutti in culo e andarsene in qualche posto più civile).

Questa volta pare però che il Signore loro li abbia male indirizzati, scherzone!

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Violenza.

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Negli ultimi tempi ho fatto un piccolo esperimento su Facebook. Ho condiviso, in due occasioni distinte, due video che mostravano la differenza di reazioni della gente in caso di violenza, ed in entrambi quando l’uomo picchiava in pubblico la donna c’era qualcuno che interveniva a bloccare l’aggressore, mentre se era la donna a picchiare l’uomo la reazione più comune era l’indifferenza, quando non l’ilarità. Questi miei post hanno ottenuto pochissimi like e commenti, l’esatto contrario di quando condivido cazzate (ovvero il 98% delle volte).

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Antifantani.

“Ed è per fugare ogni dubbio che dico che io sono antifantani. Antifanfotero. Antifasdare. Niente, oh, non ce la posso fà.”
(A. Di Battista)
Ultimamente ho avuto uno scambio di commenti con Don Alemanno, autore di Jenus – apprezzato fumetto che fa dello sfottò contro la chiesa cattolica il suo tratto distintivo – e cantante degli Holy Martyr, un gruppo epic metal che in scena spesso e volentieri ammicca all’immaginario dell’impero romano (con sporadico uso del saluto di zona) e con testi che – rifacendosi a quel periodo – spingono molto su temi epici, contestualizzati in quel periodo storico, e che fra parentesi fa musica dannatamente buona.
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