La Topa

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“La Chiesa sostiene che non è ammissibile ordinare donne al sacerdozio, per ragioni veramente fondamentali, ma primeramente perché sono troje.”
(G. B. Montini)
Lo ammetto subito, così ci si chiarisce: è un trucco vecchio come il mondo, quello della Topa usata come esca, perlopiù viva, per attirare l’attenzione de’ gonzi mirando ai loro istinti più bassi.
Questo bieco stratagemma è in voga dagli inutili anni novanta, quando iniziarono a girare sordidi volantini con la scritta “SESSO” grassa e sfacciata, seguita da argutissime parole del cazzo alla stregua di “ora che ho attirato la tua attenzione, vieni a mangiare la pizza da Unto, ciabbiàmo anche la cecìna!”. Scritte peraltro del tutto simili a quelli che qualche testa di vitello si ostina a condividere su facebook, probabilmente col nobile scopo di farmi girare i coglioni mentre cerco invano notizie succose riguardanti le puppe di Belen.


Ad ogni modo, tira più un pelo di Topa che un carro di buoi, dice l’adagio; figuriamoci quanto può tirare una Topa intera, con o senza carro. Lo sanno bene in parlamento, che nel corso degli anni ha a più riprese spalancato le porte a chi spalancava le gambe, ospitando in ruoli più o meno utili alla res publica delle gran belle sgnacchere, o quantomeno delle signorine tanto distinte quanto disinibite, come la signorina Fiorella Ceccacci Rubino, ex-attrice di film erotici e ex-componente della commissione “Cultura, Scienza e Istruzione”, o la ben più famosa Ilona Staller, che addirittura occupò posizioni se non di rilievo almeno di rincalzo, nel periodo di militanza nel partito Radicale.

A ben vedere, Cicciolina è nulla rispetto ai fasti del PDL, ma diamine, erano altri tempi.

Nel dopo Berlusconi è d’uopo citare la Topa, affettuoso diminutivo di “Topazio”.
Sonia Topazio, responsabile dell’ufficio stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ex pornostar, è balzata agli onori delle cronache grazie a quei birichini del Fatto Quotidiano: Travaglio & compagnia hanno infierito sulla povera soubrette come solo loro sanno fare, almeno fino a quando non devono parlare di Beppe Grillo, il pirata dell’antipolitica (pirata in quanto pirata della strada, espressione sempre e comunque da intendersi in senso buono).

Dissolvenza su: interno, ufficio di Marco Travaglio.
Travaglio: Iniziamo l’intervista. Sta andando tutto dannatamente alla grande, vero?
Grillo: Puoi dirlo. Oh, al diavolo, dammi il cinque.
Stacco.

A quanto pare, ognuno ha quel che si merita, e il berlusconismo, oltre a ministri igenisti (dentali) e a bande di bischeri che leniscono le pene da calura bevendo l’acque torbide del fiume preferito (da qui l’espressione “po’po di imbecilli”), ha prodotto anche gente di questo tipo, che cambia i modi ma finisce sempre per riempirsi la bocca.
Di parole, s’intende, come si confà al responsabile d’un ufficio stampa.
E non c’è nemmeno da farsi troppe domande, ché la Topazio ha candidamente ammesso d’essere stata raccomandata: non dice d’essersi aperta la strada a suon di sboccaponci, ci mancherebbe, però ecco una pigiatina c’è stata, d’altra parte cosa c’è di male?
Certo, il curriculum della gentil donzella stava alla sismologia come Borghezio al galateo, tanto che i precari che lavorano insieme a lei hanno parole di stizza ne’ suoi confronti, parole dure che la nostra eroina non sa proprio spiegarsi. Beata innocenza.
Q: “Quando è entrata all’Ingv non era ancora una giornalista. La gente si chiede come si faccia ad arrivare in quel posto? Chi l’ha aiutata?
A: «Sono entrata grazie a una raccomandazione di un politico. E allora? (…) Ma io ci sto al gioco, tanto questa è l’Italia.»
Applausi.
Ma non volevo parlare neanche di questo, che per fortuna la Topa intrisa di politica forse manda un po’ d’odore, ma almeno è argomento vasto e divertente.
E nemmeno voglio perdere tempo, come i più maligni e dispettosi sicuramente avranno pensato – giacchè il mondo è pieno di stronzoli e invidiosi – con le attività in materia del nostro ex-premier, che vanno dalle battute tristi ai processi in corso: non è materia di chi, come me, disquisisce, quanto di chi invece inquisisce.
Dunque passerei testé al fulcro dell’articolo, ossia alla signorina Celine Bara: attrice porno, si è candidata al parlamento francese col suo partito, che da programma proponeva la legalizzazione della prostituzione, l’istituzione della settimana lavorativa di 30 ore, la nazionalizzazione delle banche, e la chiusura di tutte le istituzioni religiose in Francia.
Come sempre di fronte ad ogni exploit di demagogia ci sarebbe da chiedersi “vabbé, ma come?“, un po’ come se uno vi dicesse “aboliremo l’ICI” o “meno tasse per tutti”, ma intanto la nostra porno-politica d’oltralpe, pur non passando il turno, ha ottenuto più voti del candidato dell’estrema sinistra tradizionale e degli ecologisti.
Ecco io mi chiedo: ma in Italia una Topa così non ci tocca mai?
La risposta, scontata, è no: ché anche quando si deve coinvolgere la Topa negli affari pubblici, da noi le cose si fanno solo a collo di papero.
Sinceramente, rimpiango Cicciolina.
[M.V.]

A chiosa dell’articolo volevo mettere una caccia al tesoro, ma non son buono, per cui metterò una battuta a tema copiata da Luttazzi.
“La vagina è il muscolo più potente del corpo umano. Pensateci: un uomo robusto può sollevare un divano, ma una vagina può farti comprare il divano” (D. Luttazzi)
“The vagina is the strongest muscle in the human body. A strong man can lift things like a couch, but the vagina will make you buy the couch.” (D. Attel)

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